John Travolta/ Festa del Cinema di Roma, “Tony Manero? Ora ballo solo il tango ma…”

- Davide Giancristofaro Alberti

John Travolta e le sue origini siciliane: “Ho cercato i miei parenti ma non li ho trovati, mia nonna si chiamava Messina”

John Travola a Che tempo che fa
John Travolta

Proiettato verso il suo futuro ma inevitabilmente risucchiato all’indietro dall’amarcord: nei giorni della presentazione alla Festa del Cinema di Roma di “The fanatic”, la sua nuova pellicola realizzata con un budget esiguo e diretta da Fred Durst, in cui lui interpreta un fan eccessivamente invasato che si mette sulle tracce del proprio idolo, John Travolta deve fare inevitabilmente i conti col proprio passato e non è un caso che molte dei domandi dei giornalisti presenti vertano su due dei ruoli più famosi a cui è da anni associato, ovvero quelli di Tony Manero ne “La febbre del sabato sera” e di Vincent Vega in “Pulp Fiction”: a proposito del primo, l’attore statunitense si è lasciato andare a una battuta, spiegando che forse oramai quei tempi dei balli scatenati sono oramai passati ma lui ama dedicarsi saltuariamente al tango. “Ultimamente ho realizzato proprio un video con Armando Perez, un mio amico, e il rapper Pitbull dove ballo il tango” ha scherzato Travolta, invitando i presenti ad andarselo a cercare su YouTube. “Comunque, per ballare ballo ancora…” ha chiosato, forse per dare un contentino a chi si aspettava che nel pieno della conferenza stampa improvvisasse alcune di quelle movenze che sono diventate iconiche entrando in un immaginario collettivo che travalica i confini del mondo di celluloide. (agg. di R. G. Flore)

“FACCIO ANCORA L’ATTORE PER ESSERE LIBERO…”

«Faccio l’attore per essere libero», il messaggio lanciato da John Travolta nel corso del lungo incontro alla Festa del Cinema di Roma, con il volto di Face Off che ha poi parlato di Pulp Fiction di Quentin Tarantino: «All’inizio Quentin non era d’accordo sul fatto che il personaggio avesse i capelli lunghi, ma abbiamo fatto una prova, mi sono messo un orecchino e continuavo a parlare davanti la macchina da presa agitando la testa e i capelli». Come riporta Best Movie, John Travolta ha poi aggiunto: «Alla fine Tarantino ha trovato che funzionasse perfettamente e mi ha detto: “Va bene, fallo così!”. Nello script c’era scritto che lui era stato diversi anni ad Amsterdam, e io sono stato ad Amsterdam. Ricordo quel viaggio, avevo visto un sacco di capelloni!». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

JOHN TRAVOLTA: “HO CERCATO I MIEI PARENTI IN SICILIA, MA…”

John Travolta ha cercato i suoi parenti in Italia, ma non è mai riuscito a trovare nessuno dei suo avi. A spiegarlo è stato lo stesso divo di Hollywood in occasione della conferenza stampa alla Festa del cinema di Roma per la presentazione del suo ultimo film: “Mio nonno è venuto negli Stati Uniti nel 1902 – le parole del 65enne di Englewood – è venuto con una nave proveniente dalla Sicilia, mentre mia nonna è arrivata quattro anni più tardi, nel 1906”. Un giornalista chiede quindi a Travolta se è mai stato in Sicilia e lui replica: “Si, ci sono stato, ma non sono riuscito a trovare i miei parenti, non ho trovato nessun Travolta: forse è una cosa positiva – ironizza – visto che sono l’unico con questo nome”. Quindi l’attore ricorda anche il cognome della nonna: “Nella mia famiglia era presente anche il cognome Messina, che era poi il cognome della nonna”. Travolta ha svelato di aver ballato recentemente il tango nel video di Pitbull “3 to tango”: “Ora Manero – scherza – balla quella musica”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

JOHN TRAVOLTA A ROMA: ANEDOTTI E RETROSCENA

John Travolta show alla Festa del cinema di Roma: l’attore americano ha regalato retroscena e aneddoti sulla sua lunga carriera. Un passaggio che ha particolarmente colpito il pubblico è quello legato al regista Terrence Malick: «E’ l’uomo più sensibile che abbia mai conosciuto. Ero sotto contratto per un altro film e purtroppo non potevo recitare per lui ne I giorni del cielo. A quanto pare quel personaggio e il fatto che lo interpretassi io era centrale per la sua visione. Solo più tardi mi vennero a dire che Malick non lavorava più a Hollywood per questo, 17 anni senza fare più niente per questo motivo». E John Travolta ha poi evidenziato: «Quando lo ritrovai sul set de La sottile linea rossa, glielo chiesi e lui me lo confermò: Hollywood gli aveva negato una cosa che per lui era importantissima e per questo motivo era così deluso dal non voler averci più nulla a che fare». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

JOHN TRAVOLTA: “IL PUBBLICO MI HA CONSENTITO DI ESSERE SEMPRE DIVERSO”

Il grande John Travolta ha rubato la scena nella giornata di ieri a Roma per la Festa del cinema. Una vera e propria icona del grande schermo, al punto che ad attenderlo ieri sul red carpet capitolino, vi erano persone di ogni età, a cominciare da ragazze vestite come Sandy di Grease, che ovviamente all’epoca in cui uscì il film/musical non erano nemmeno nate. Non sono mancati fan con poster e dvd di Pulp Fiction, groupie in visibilio così come non accadeva da tempo in quel di Roma. E John Travolta ha voluto godersi per intero la sfilata sul tappeto rosso, fermandosi con i giornalisti, facendosi fotografare, e firmando autografi ai fan scatenati. Come ricorda Repubblica ha anche accennato un passo di danza, giusto per ricordare chi era Tony Manero. “Sicuramente è il pubblico quello che mi ha aiutato e che mi ha consentito di essere sempre diverso – ha poi spiegato l’attore americano in conferenza stampa – chi avrebbe potuto immaginare di vestire i panni di una donna, di interpretare il presidente degli Stati Uniti o un cinico avvocato? Non mi sono mai pentito di essere solo un interprete piuttosto che un creatore, di essere la musa per qualcun altro”.

JOHN TRAVOLTA: “DI CHI POTREI ESSERE STALKER? FELLINI E LA LOREN…”

John Travolta, oltre a ritirare un premio speciale, si trovava alla Festa del cinema di Roma per presentare il suo ultimo lavoro, leggasi “The Fanatic”, un thriller che racconta la storia di uno stalker nei confronti di una star, una pellicola a basso budget: “È il mio ruolo preferito di sempre – racconta a riguardo l’attore hollywoodiano – eppure ci sono tre film di cui vado orgoglioso Grease, Pulp Fiction e La febbre del sabato sera, il viaggio più interessante è stato quello con Tarantino perché era un giovane regista, mi ha concesso subito grande libertà. Mi ricordo che mi suggeriva sempre cose molto semplici e dirette, ma anche molto efficaci”. E quando qualcuno gli chiede di chi potrebbe essere stalker, Travolta fa i nomi di Sophia Loren, Fellini, Bertolucci, ma anche dei Beatles e di Marlon Brando. “Io quando ero piccolo guardavo i film di Bergman e Fellini – ha aggiunto Travolta parlando delle sue origini italiane – mio nonno è arrivato dalla Sicilia nel 1902, mia nonna da Napoli quattro anni dopo. È bello far parte della vecchia Hollywood e di film senza tempo come Pulp Fiction. Un film come La strada di Fellini puoi vederlo in ogni decennio”.

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