Johnson: “migranti irregolari saranno spediti in Ruanda”/ Militari Uk sulla Manica

- Niccolò Magnani

Il Premier Boris Johnson presenta il piano “draconiano” sui migranti irregolari in Regno Unito: “alcuni saranno spediti in Ruanda”. L’accordo on il Paese africano e le pattuglie sulla Manica

Piano migranti Uk
Boris Johnson presenta il piano sui migranti irregolari in Uk (LaPresse, 2022)

IL PIANO DI BORIS JOHNSON SUI MIGRANTI IRREGOLARI

«I richiedenti asilo entrati irregolarmente in Regno Unito saranno trasferiti in Ruanda»: queste esatte parole, pronunciate dal Premier Uk Boris Johnson, certificano il piano “draconiano” presentato oggi dal leader Tory sulla costa inglese del Kent per limitare l’afflusso dell’immigrazione irregolare.

Inevitabili le proteste scattate subito dalle opposizioni fino alle diverse ong umanitarie, ricordando come il Premier Johnson viene da settimane “schizofreniche” tra il forte impegno in politica estera (apprezzato dalla maggioranza degli inglesi) e le enormi polemiche per il caso “Party Gate”, con la multa pagata negli scorsi giorni. «La situazione è diventata insostenibile per la Gran Bretagna, a fronte di sbarchi record sull’isola», ha però osservato il Premier inglese parlando in conferenza stampa. 600 persone giunte con barchini e gommoni tramite il Canale della Manica, ben 5mila in arrivo dall’inizio del 2022: il piano messo a punto dal Governo Labour, siglato dalla Ministro degli Interni Priti Patel, prevede il pattugliamento della Marina Militare inglese sul canale tra Francia e Regno Unito. Il secondo step del piano però prevede il trasferimento di alcuni richiedenti asilo in Ruanda, dopo l’accordo raggiunto con il Paese africano per 120 milioni di sterline (e che prevede rimpatri rapidi per i richiedenti asilo irregolari): manca solo la firma finale tra Londra a Kigali. L’accordo, svela la stampa Uk, prevederebbe per il Ruanda il ruolo di “gestione” dell’iter burocratico .

“SPEDITI IN RUANDA”: PROTESTA LABOUR E ONG CONTRO BOJO

La Gran Bretagna e il Ruanda, spiega ancora il Premier Boris Johnson, nel siglare il patto finanziato per circa 160 milioni di dollari si impegno a conferire «opportunità per ruandesi e migranti», tra cui «istruzione, qualifiche secondarie, formazione professionale e professionale e lezioni di lingua», spiega il governo ruandese in una nota congiunta.

«La nostra compassione può essere infinita, ma la nostra capacità di aiutare le persone non lo è», conclude “BoJo”, «la situazione è insostenibile per colpa dei truci trafficanti di esseri umaniı». Le ong che gestiscono in tutta Europa il sostegno agli immigrati in fuga da Paesi di guerra hanno espresso forte preoccupazione sul fatto che il nuovo atto del Governo inglese possa «incoraggiare altre nazioni ad adottare la “delocalizzazione” del trattamento dell’asilo». L’opposizione laburista torna ad attaccare Johnson, bollando il suo accordo con il Ruanda «crudele, impraticabile e immorale», denunciando poi lo status dei diritti umani non rispettati nel Paese africano divenuto partner di Londra sul problema immigrazione.







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