Jonathan Galindo, tra Blue Whale e Momo/ Challenge choc “sfide fino a autolesionismo”

- Emanuela Longo

Jonathan Galindo, il nuovo fenomeno che preoccupa i genitori, a metà tra Blue Whale e Momo: challenge pericolosa che spinge all’autolesionismo

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Jonathan Galindo, foto Twitter

C’è una preoccupazione in più per i genitori di giovani adolescenti, e questa prende il nome di Jonathan Galindo. Cosa (o chi) è? Si tratta di un nuovo fenomeno a metà strada tra la Blue Whale Challenge e Momo Challenge che starebbe arrivando anche in Italia, stando ad alcune segnalazioni sempre più preoccupanti. Jonathan Galindo ha le sembianze di un Pippo dal volto deformato e che, incutendo terrore, si insinua nei social degli adolescenti soprattutto in Spagna, dove la polizia è già al lavoro per tentare di arginare il fenomeno che si starebbe diffondendo tra i giovanissimi anche in Italia e le cui conseguenze potrebbero essere drammatiche. Accettando il contatto di Galindo si entra subito in una serie di sfide che sfociano nell’autolesionismo. Il fenomeno, come spiega Il Resto del Carlino, si starebbe diffondendo non solo tramite Instagram ma anche Facebook e Tik Tok. Una mamma preoccupata dopo la segnalazione del figlio ha spiegato bene in cosa consisterebbe: “Arriva la richiesta di contatto da Jonathan Galindo e se accetti ti viene inviato, tramite messaggistica, un link che ti propone di entrare in un gioco nel quale vengono proposte delle sfide e prove di coraggio fino ad arrivare all’autolesionismo. In realtà so che c’è chi ha ricevuto anche più richieste da profili simili, differenziati magari da un punto o da un trattino tra le parole Jonathan e Galindo”.

JONATHAN GALINDO, NUOVA CHALLENGE CHOC

Tante le prove richieste ai giovanissimi da Jonathan Galindo e che, esattamente come accadeva con la Blue Whale spinge i giovanissimi a compiere gesti autolesionisti. Tra le sfide, quella di incidersi con una lama sulla pelle dell’addome le lettere del proprio nome o il numero del diavolo 666. Jonathan Galindo a quanto pare sarebbe già sbarcato in Italia e i gestori dei profili social stanno già cercando di bloccare i profili che farebbero riferimento a questa folle challenge. Per alcuni ragazzini stringere amicizia con lo strano personaggio rappresenta fonte di vanto. Al momento sono stati segnalati vari casi tra Serra de’ Conti, Jesi, Ancona e Falconara e i genitori degli adolescenti coinvolti li avrebbero già segnalati alle forze dell’ordine. Fortunatamente non ci sarebbero ancora denunce ufficiali o casi di autolesionismo. I “carnefici” che contattano i giovani sarebbero più profili connessi ed indossano tutti la strana maschera di Pippo in versione deformata. L’immagine inquietante, come spiega Bufale.net, è solo uno scherzo che ha origine qualche anno fa ma che ora qualcuno ha ripreso per dare vita alla folle challenge.

COSA C’ENTRA SAMUEL CATNIPNIK

All’origine della maschera che adesso sta spopolando anche in Italia c’è Samuel Catnipnik, un produttore di effetti speciali cinematografici. La sua creazione risale al 2012 e sarebbe stata realizzata per scherzo senza alcuna intenzione di spaventare le persone. Lo stesso Samuel ora ha specificato che chiunque possa ricevere un messaggio da Jonathan Galindo, con l’intenzione di iniziare un gioco sottoforma di sfide, non deve assolutamente rispondere. Da quanto appreso grazie all’approfondimento dello youtuber Gianmarco Zagato, qualcuno avrebbe rubato la creazione del produttore inscenando un personaggio per creare una challenge pericolosa in perfetto stile Blue Whale e Momo Whatsapp. Il Pippo deformato, secondo quanto denunciato da alcuni genitori, contatterebbe i ragazzini con un messaggio privato e la richiesta comune “vuoi giocare?”. A quel punto, chi risponde in modo affermativo viene catapultato in una serie di sfide che porterà nel tempo i ragazzini più suggestionabili a una forte fase depressiva che potrebbe addirittura spingerli al suicidio.



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