Kasia Smutniak e Pietro Taricone/ “Aiuto bambini in Nepal nel suo nome”

- Silvana Palazzo

Kasia Smutniak e la voglia di volare. “Aiuto bambini in Nepal nel nome di Pietro Taricone”. Il riferimento è alla Onlus nata dopo la sua morte…

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Kasia Smutniak (LaPresse)

Kasia Smutniak ricorda Pietro Taricone, la cui morte per lei è stato un dolore grande ma che ha trasformato in speranza creando con la Onlus a suo nome una scuola in Nepal. «È diventata per tanti bimbi un’occasione di partenza, per la comunità una possibilità di riscatto. Vogliamo allargarla, abbiamo bisogno di aiuti. Sostenere la raccolta fondi con il crowdfunding, sarebbe per me il più bel regalo», ha raccontato al Corriere della Sera. Lei che ha il brevetto da pilota, recentemente è salita su un jet delle Frecce Tricolori. «Pura bellezza. Volare ti offre un punto di vista diverso, guardare la Terra dall’alto aiuta a ridimensionare le cose. L’adrenalina non c’entra. Stai sopra le nuvole, vedi luci e colori straordinari. Un’esperienza intima, quasi mistica». Inevitabilmente il pensiero passa al volo fatale che le ha portato via Pietro Taricone, da cui ha avuto Sophie, la sua prima figlia. Leone invece è nato dall’attuale unione col produttore Procacci.

KASIA SMUTNIAK, I 40 ANNI E LA VITA DA NOMADE

Pochi giorni fa Kasia Smutniak ha festeggiato 40 anni. Per lei sono «la fine del primo tempo, l’inizio del secondo. Si tirano le somme, si scrive una nuova sceneggiatura». Proprio come per un film, ma in questo la storia è propria. «A 20 anni vuoi fare mille cose, a 40 meno. Molte le hai realizzate, molte accantonate. Posso dire che oggi sono più tranquilla, mi accetto per quel che sono, una donna con affetti saldi, una mamma con due figli». E una stabilità che insegue da sempre, anche perché è cresciuta spostandosi di continuo in mezza Polonia, visto che suo padre era un militare. E poi ha girato il mondo come modella, ma da 20 anni vive in Italia. «Le radici si allungano, la mia anima è nomade, il bagaglio leggero. Sempre pronta a ripartire». Intanto si è regalata un anno sabbatico che è terminato, visto gli impegni cinematografici alle porte. «Anziché raccontare le vite degli altri, mi sono data un po’ di tempo per vivere la mia. Quella quotidianità che tanto mi manca: sedermi al bar con un caffè, leggere i giornali, andare a prendere i figli a scuola… Cose semplici e difficili, non voglio rinunciarci più. Non ho fretta di tornare sul set. Lo farò solo se ne vale la pena».



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