Katherine Johnson/ La scienziata afroamericana mente delle missioni spaziali Nasa

- Morgan K. Barraco

Katherine Johnson, la scienziata afroamericana è stata al centro di tantissimi progetti spaziali della Nasa da Redstone a Mercury e Apollo.

katherine johnson 2019 lapresse
Katherine Johnson (La Presse)

Una mente matematica brillante quella di Katherine Johnson, la scienziata afroamericana che avrà un ruolo fondamentale per il successo delle missioni spaziali della NASA. Un lavoro dietro le quinte però il suo, al fianco delle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, svolto in una divisione nascosta della West Area Computers. “Un computer in gonnella”: verranno definite così le tre donne e future eroine americane, da tutti i colleghi. Il lavoro della Johnson alla NASA inizia nei primi anni del Cinquanta. La sua mente è così acuta che John Glenn sceglierà di chiamarla a rapporto, con l’obbiettivo di verificare i calcoli complessi già effettuati dagli elaborator di dati riguardo alla traiettoria che dovrà compiere circa dieci anni dopo la Friendship 7. Il merito di Katherine è di avere una mente ossessionata dai numeri, di qualsiasi tipo. Un fascino che inizierà fin dalla sua più giovane età, nella splendida cornice della West Virginia immersa nei primi decenni del 1900. Anzi, la sua capacità di manipolare numeri e calcoli le permetterà anche di accelerare il suo percorso di studi, entrando al liceo alla tenera età di 10 anni, sottolinea People. Si laureerà una volta raggiunta la maggiore età e inizierà subito a lavorare come insegnante, ma sarà nel ’52 che entrerà a far parte della NASA in un momento in cui l’agenzia iniziava ad assumere donne afro-americane.

Katherine Johnson, da Redstone a Mercury e Apollo

Redstone, Mercury, Apollo: tutti i progetti spaziali più importanti verranno affidati a Katherine Johnson dalla NASA. Persino la traiettoria che compirà Alan Shepard, il primo americano a sbarcare nello spazio, e la storica impresa di John Glenn. “Abbiamo sempre lavorato in gruppo”, ha dichiarato nove anni fa in un’intervista, come riporta People, “non si tratta mai di una singola persona”. Un bel passo avanti se si pensa che Katherine in realtà all’inizio del suo percorso alla Naca, precedesorre della NASA, verrà assunta solo per raccogliere dati dalle scatole nere degli aerei e fare calcoli quasi infiniti. Riuscirà però a farsi notare dallo staff maschile e otterrà un accesso ai meeting, facendosi notare per le abilità in Geometria. Alla fine firmerà persino i rapporti con il suo nome e sarà la prima donna a farlo all’interno dell’agenzia. La storia di Katherine Johnson e delle sue imprese eroiche verrà raccontata nel film Il diritto di contare, in onda su Rai 1 nella prima serata di oggi, mercoledì 9 ottobre 2019. “Fate ricontrollare alla ragazza i numeri. Se lei dice che sono corretti, io sono pronto per partire”, dirà Glenn ai vertici dell’agenzia prima di affrontare il viaggio nello spazio. Katherine rimarrà alla NASA fino alla fine degli anni Ottanta, ma la sua popolarità era già emersa vent’anni prima grazie ad una rivista rinomata e dedicata alla comunità afroamericana. Sarà però Barack Obama a consegnarle quattro anni fa la medaglia presidenziale.

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