Katia Ricciarelli/ “Vicino di casa mio angelo custode, gli devo tutto ma morì prima…”

- Rossella Pastore

Katia Ricciarelli a Domenica in: il soprano celebrato da Mara Venier fa un bilancio della sua vita privata e professionale

katia ricciarelli domenica in 640x300
Katia Ricciarelli, Domenica In

Un grande omaggio, oggi a Domenica In, per la grande Katia Ricciarelli, alla vigilia del suo compleanno. Rispetto ad un bilancio della sua vita privata e professionale ha spiegato: “Sono una donna che è stata molto amata, ho amato anche tanto ma di cose serie ne ho avuto solo due, con Carreras e Baudo. Dal punto di vista professionale ho avuto tutto, grandi successi, cose meno belle, cinema, cosa devo dire?”.

Tanti i ricordi nella sua vita, come l’Ave Maria: “Vivevo in case popolari con le pareti di carta e avevo una pianola, cantano spesso l’Ave Maria e il signora dell’appartamento accanto sentiva tutto. Un giorno venne a bussare chiedendo chi fosse quell’angelo che cantava”. Fu lui con la moglie ad aiutarla a studiare canto, “fu lui il mio angelo custode, devo tutto a lui”, ha ammesso Katia, “è morto prima di vedermi celebre”. Tutti le sconsigliarono di fare La Fattoria “ma in quel momento volevo stare lontana da tutto”. In arrivo per Katia un messaggio di Pupi Avati che spera di rivederla presto sul suo set. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Katia Ricciarelli oggi a Domenica In

Ha da poco festeggiato 75 anni Katia Ricciarelli, soprano e attrice originaria di Rovigo nata proprio il 16 gennaio del 1946 (anche se alcune fonti riportano il 18 gennaio). Oggi, la Ricciarelli sarà ospite a Domenica in per ripercorrere la sua carriera, visto che questo è anche l’anno del suo 50esimo compleanno artistico. Fin da bambina, Katia ha mostrato una grande attitudine per il canto, e – dopo essersi diplomata al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia – ha avuto l’opportunità di frequentare e di formarsi alla scuola del soprano Iris Adami Corradetti.

Il suo esordio vero e proprio risale al 1969 con La bohème a Mantova, cui è seguita – a un anno di distanza – la sua performance al Teatro Regio di Parma ne Il trovatore. Nel 1971 ha vinto il Concorso Internazionale Voci Verdiane indetto dalla Rai eseguendo un’aria tratta da Il corsaro. In seguito, nel corso degli anni, si è esibita in alcuni dei più grandi teatri del mondo: Lyric Opera di Chicago, Teatro alla Scala, Royal Opera House di Londra e, per ultimo, Metropolitan Opera. La consacrazione a talento indiscusso della musica lirica è arrivata nella seconda metà degli anni Settanta con Anna Bolema a Parma e Tancredi a New York, che hanno segnato in positivo rispettivamente la sua carriera ‘nazionale’ e ‘internazionale’.

La carriera di Katia Ricciarelli

Nel 1994, a coronamento del suo impegno venticinquennale nel mondo della lirica, Katia Ricciarelli è stata insignita dell’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Negli anni Duemila ha iniziato a dedicarsi in maniera più esclusiva al Politeama Greco di Lecce, di cui è stata direttrice artistica, oltre che al cinema e alla televisione. Nel 2007 ha recitato nel film di Cristina Comencini Bianco e nero e nella fiction Mediaset Carabinieri 7, oltre a prendere parte in qualità di giudice al programma Io canto. Ancora, nel 2010, è comparsa nel documentario di Claudio Costa Pupi Avati, ieri oggi domani e – tra le varie cose – ha trovato anche il tempo per scrivere e pubblicare il suo primo libro, un’autobiografia dal titolo Altro di me non saprei narrare.

Katia Ricciarelli: “Ho ancora tanti progetti”

Si legge nelle dichiarazioni presenti sul portale Polesine24.it che Katia Ricciarelli non ha mai avuto particolari programmi per festeggiare questo traguardo: “Non farò niente come non ho fatto niente a Natale –  fa sapere il soprano –, non ho voglia, anche se questo compleanno lo avrei festeggiato perché quest’anno ricorrono i miei 50 anni di carriera, quindi avrei fatto una festa. Magari la farò a 80 anni”. Probabilmente, non festeggia perché non si sente ancora pienamente ‘compiuta’: “Di progetti ne ho tantissimi, soprattutto quello di occuparmi dei giovani emergenti che vanno aiutati con grande coscienza e professionalità. Abbiamo poche giovani risorse, perché non hanno la possibilità di esprimersi. A me il talento piace costruirlo, mi piace formare i giovani e dar loro la possibilità di esibirsi nel loro genere. Naturalmente devono prima studiare”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA