Kosovo denuncerà Serbia per genocidio/ Premier Kurti: “Belgrado resta una minaccia”

- Alessandro Nidi

Il Kosovo sporgerà denuncia contro la Serbia per genocidio: l’annuncio del premier conferma le parole dei giorni scorsi pronunciate dal ministro della Giustizia

Guerra in Kosovo
In Kosovo (LaPresse)

Il Kosovo annuncia la sua volontà: denuncerà la Serbia per genocidio di fronte alla giustizia internazionale. La conferma in merito a questa notizia è giunta nella giornata di sabato 12 giugno 2021 da parte del premier kosovaro, Albin Kurti, il quale ha ribadito che Pristina non si fermerà. L’ha asserito in occasione di una cerimonia tenutasi nella località di Poklek per celebrare i ventidue anni trascorsi dall’ingresso in Kosovo della Forza Nato, la cosiddetta Kfor. Dinnanzi ai microfoni dei media locali, Kurti ha affermato che i serbi dovranno rispondere dinnanzi all’intero orbe terracqueo dei crimini commessi e dei massacri compiuti oltre quattro lustri fa, per i quali non è mai arrivato un “messaggio” di scuse da parte di nessuno.

A precedere tale comunicazione, nei giorni scorsi, era stato il ministro della Giustizia del Kosovo, Aljbuljena Hadzju, che si era detta soddisfatta per la conferma della condanna all’ergastolo per Ratko Mladic, i cui crimini “furono pianificati e ordinati dallo stato serbo. La Serbia, sotto la guida di Slobodan Milosevic, oltre che in Bosnia, commise un genocidio anche in Kosovo. I crimini commessi in tali due Paesi non furono individuali, ma riteniamo che siano stati pianificati e ordinati dallo stesso Stato serbo”.

KOSOVO DENUNCERÀ LA SERBIA PER GENOCIDIO: LA CONFERMA ARRIVA DAL PREMIER ALBIN KURTI

Il Kosovo, dunque, sporgerà denuncia a livello mondiale contro la Serbia e il ministro della Giustizia ha precisato che dovrà essere predisposta nei prossimi giorni l’accusa per genocidio. Del caso ha ancora parlato il premier Kurti in queste ore, ribadendo che a guidare la Serbia vi sono ancora persone che erano ministri e alti funzionari ai tempi in cui si ordinavano e compivano massacri. Al giorno d’oggi, ha aggiunto, “i serbi non possono più attaccarci e ucciderci, anche se continuano a coltivare i loro sogni e ad armarsi acquistando armamenti da Russia, Bielorussia e altri Paesi”. Insomma, per il Kosovo Belgrado rappresenterebbe ancora una minaccia concreta e tangibile e il Governo ha scelto di reagire per rendere giustizia alle proprie vittime del passato.



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