Serie A/ Allenatori del Milan non si nasce. Montella ha perso un’occasione

- Alfredo Mariotti

Serie A: Alfredo Mariotti analizza i risultati della 18^giornata del campionato di Serie A 2014-2015, dal pareggio del Milan a Torino alla vittoria della Juventus a Napoli

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(INFOPHOTO)

Devo riuscire a far comprendere agli amici non interisti di non essere assolutamente fazioso. Cominciamo dai casciavid. Il Milan non ha avuto fortuna a Torino, è la sfiga che si è accanita contro i granata. Prima l’arbitro Rocchi ha visto un rigore, non a favore del Milan ma contro il Torino che, se nel nostro campionato tutti usassero lo stesso metodo di giudizio, se ne tirerebbero almeno dieci ogni giornata. La tattica di Inzaghi di costringere i torinisti, per tutto l’incontro, nella metà campo milanese non ha dato i frutti sperati. Il Torino ha fatto tiro al bersaglio, colpito pali, buttato al vento reti che gridano vendetta e solo quando pareva tutto finito la giustizia ha, in parte perché avrebbe meritato una solenne vittoria, trionfato sulla sfiga ed è arrivato il giusto pareggio. Certo i milanisti erano in dieci ma per demerito proprio. Sono usciti con tre ammoniti ed un espulso per doppia ammonizione, proprio non ce la facevano a tenere i ritmi dell’avversario. L’espulso è stato De Sciglio che pare melanconicamente avviato a seguire il destino e la carriera di Santon (ve lo ricordate ancora?). Inzaghi pare oramai nel pallone, aveva in panchina due contropedisti formidabili: Cerci e il Faraone, e uno specialista a “tener su” il pallone come Pazzini ma col cavolo che li ha fatti entrare; in nessun mestiere ci si improvvisa, ci vuole un training adeguato anche per allenare il Milan!

In questa formazione militano molti francesi e ciò mi porta a ricordare con riverente ossequio e cordoglio quanto accaduto in Francia. Non aggiungo commenti perché rischierei l’accusa di aver copiato le analisi di altri, fra cui Giuliano Ferrara del quale, stavolta, condivido quasi totalmente il pensiero e specialmente di Benedetto XVI, che aveva già detto tutto a Ratisbona in modo inconfutabile. Siamo un mondo occidentale che sempre più rinuncia ai propri valori, che fa grandi enunciazioni, che asserisce di voler esportare la democrazia ma che poi sa impegnarsi solo a parole, parole, parole. Giusto mostrare il proprio sdegno con una grande manifestazione come quella fatta a Parigi, ma ora l’Europa deve svegliarsi e far seguire azioni concrete! Non ha detto parole ma si è buttata sui fatti l’Inter di Mancini. Finalmente schierata in modo decente ha sepolto un Genoa che solo gli dei del calcio sanno come faccia a starle davanti in classifica. Dopo un minuto un grande intervento di Perin ha evitato che i bauscia già fossero in vantaggio. Guarin, schierato davanti alla difesa accanto al Pitbull Medel, ha giganteggiato chiudendo spazi agli avversari ed impostando a piacere. Il Genoa ha potuto segnare solo per un errore pacchiano di Handanovic, non in grande giornata: giocando alle 12:30 forse gli era rimasta la cassoela sullo stomaco.

Voglio capire chi ha abbandonato riviste economiche nelle toilettes della Fiorentina. Montella ne ha preso visione e ha parlato di fair play economico per i nuovi arrivati all’Inter. Ha perso l’occasione di starsene zitto. I giocatori presi dai nerazzurri sono in prestito e se a giugno decideranno di acquistarli definitivamente, basterà vendere il portiere che ha grande mercato e mettere in squadra Di Gennaro, l’attuale guardiano del Latina che è di sua proprietà e non farebbe rimpiangere i grandi portieri che l’Inter ha tradizionalmente schierato. Se qualcuno non ha niente di meglio da fare lo spieghi all’aeroplanino. Intanto la Fiorentina si è guadagnata la pagnotta domenicale pur subendo tre reti dal Palermo che senza Dybala è poca cosa. Nullo come sempre…

…Gomez, sembra sia in campo a vedere la partita da privilegiato, almeno paghi il biglietto! La Roma, senza attacco, non ha potuto andare aldilà del pareggio in bi-rimonta, con una Lazio che migliora ad ogni partita e che contenderà fino al termine del campionato il terzo posto al Napoli e, se continuerà così, all’Inter. Proprio la Roma non riesce a mettere la testa avanti alla Juve però, per fortuna del campionato, la pressa da vicino. Grande come sempre er Pupone che si dimostra, se ancora fossero necessarie prove,il miglior giocatore italiano degli ultimi venti anni. La Juve non molla mai. A Napoli, passata in vantaggio, è stata raggiunta dai partenopei e pareva sul punti di cedere. Mezza Italia, con i romanisti in testa, stava aspettando la capitolazione dei gobbi. Niente da fare neanche oggi: con le ultime forze la Juve è riuscita, seppur con la dea bendata non certo a sfavore, ad abbattere il Napoli. Erano quattordici anni che i bianconeri non vincevano sotto il Vesuvio e, prima di prendere il doppio svantaggio, gli azzurri hanno avuto due facili opportunità per portarsi sul pareggio. Ora, per il quarto anno, i gobbi vincono il titolo, di cartone, di campioni d’inverno. Sarà difficile ma speriamo che l’estate sia foriera di sorprese e porti alla vittoria del campionato una squadra che abbia sulla propria casacca i colori dell’estate, che tristezza se rimanesse ancora il bianconero!

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