Serie A/ Inter come Renzi, Milan come Corradino Mineo, Marquez come Ceccarini

- Alfredo Mariotti

Serie A 2015-2016, 12^giornata: il punto di Alfredo Mariotti. Inter e Fiorentina ancora in testa alla classifica, la Roma vince il derby, il Milan frena con l’Atalanta

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Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, hanno dato tutto“. Questo l’incipit di Sinisa alla conferenza stampa dopo il match con l’Atalanta chiuso, a San Siro, sullo 0 a 0. E grazie dei casciavid a Donnarumma che, come tutti i portieri delle piccole squadre (in questo periodo il Milan lo è), essendo costantemente sollecitati sono caldi e fanno grandi parate altrimenti addio anche al pareggio. La Dea arrivava da una botta tremenda presa dal Bologna per cui pareva il giusto agnello sacrificale per le ambizioni rossonere. Col cavolo! E’ uscita dal Meazza recriminando per aver dato un calcio ad una comoda possibilità di vittoria.

Il Milan può puntare allo scudetto? Penso abbia le medesime possibilità di Corradino Mineo Presidente del consiglio. Il Bologna, con un allenatore razionale come Donadoni, si è rifatto il look e ha ottenuto a Verona una netta vittoria, che potrebbe condannare Mandorlini ad andarsene. Lo riterrei un errore, la squadra sta giocando senza l’unico giocatore valido che ha in rosa, Toni, ma continua a fare cross in area come se ci fosse un suo sostituto. Purtroppo non c’è (Pazzini è pronto per le gare fra vecchie glorie) e nessuno segna. Bisognerebbe cambiar gioco ma la squadra è stata impostata su questa idea, se Toni non rientra presto non ci sarà derby veronese in Serie A nel prossimo campionato.

L’Inter fa sul serio. Sembra il governo Renzi, ad ogni votazione l’opposizione PD dà l’impressione di essere pronta a farlo cadere ma Renzi, appoggiato un po’ da qui un po’ da là continua a comandare; così come l’Inter: una volta è Handanovic che para, l’altra sono gli avversari che sbagliano ma intanto la capolista va e l’impressione è che stia diventando una cosa seria. Onore a Valentino Rossi che ha perso un mondiale condotto in testa dalla prima gara. Come l’Inter nel 1998, ha deciso l’arbitro Marquez come quella volta Ceccarini. Con il Toro ottima rete di Kondo, che comincia a far vedere chi è, e grande squadra: quadrata, impostata su una difesa impenetrabile con una panchina da cui si alzano giocatori al momento giusto, per tenere gli avversari lontani dalla porta. Giusta l’esaltazione del popolo bauscia, se a gennaio dovesse arrivare un regista che possa sveltire il centrocampo sarà dura tenerla fuori dalla Champions.

Pirlo non sarebbe un innesto sbagliato, anche giocando da fermo saprebbe verticalizzare il gioco per innescare Icardi. L’alternativa potrebbe essere Valdifiori ma è impossibile che il Napoli lo molli. La difesa pare telecomandata nei movimenti, quasi che l’allenatore abbia impostato il progetto ed inserito perfettamente nella testa dei giocatori gli attrezzi per una squadra 4.0 ma nella quale tutto, comunque, dipende dalla capacità delle persone di svolgere correttamente i compiti ricevuti e dell’allenatore di adeguare la squadra a quanto necessario e può dare. Di questi temi si discuterà giovedì sera in Ucimu. Con gli amici del Circolino de Ilsussidiario.net si affronterà il ruolo delle persone nell’industria 4.0. Questo mostra ancora una volta la sensibilità dei costruttori italiani di macchine utensili, capaci di affrontare i problemi nella loro interezza, non solo sostenibilità economica ma anche sociale. Un poco di digitalizzazione sarebbe servita nel…

…cervello del sestetto arbitrale del derby romano. La Maggica è forte, non c’era bisogno di regalargli subito un rigore per fallo commesso un metro fuori dall’area. Poi, salvo qualche sprazzo laziale, la Roma ha meritato la vittoria. E’ una squadra fortissima ma con alcune disattenzioni in difesa, può migliorare. Chi non penso possa migliorare è la Gobba. Per rientrare deve puntare sulla pochezza delle altre e sulle sviste arbitrali, come a Empoli sulla terza rete juventina. Ora in classifica è ultima tra le pretendenti alla Champions.

Mi domando: sulla maglia dei portieri di Roma ed Empoli hanno scritto i cognomi o il loro codice fiscale? Continuo a pensare che in questo campionato che non ha la dominatrice anche il Sassuolo potrà dire la sua. Higuain, più che il Napoli, ha battuto un’Udinese dura a cedere e ben guidata da Colantuono che, schierando la squadra a uomo, è riuscito a chiudere tutti gli spazi ai partenopei. Solo una grande giocata del Pipita ha impedito ai friulani di portarsi a casa il meritato pareggio. Il Napoli è forte ma pare troppo Higuain dipendente, devono pregare San Gennaro che non abbia infortuni altrimenti, in coppa o campionato, non arriverà mai. Bella, spettacolare Fiorentina a Genova contro la Samp. Se non ci fosse stato un Viviano formidabile Zenga avrebbe perso per goleada.

Capisco perché la Viola ha lasciato Salah, fra i suoi giovani ha trovato Bernardeschi che è ancora più forte. In testa al campionato è rimasta la coppia Inter/Fiorentina, due squadre che praticano un calcio completamente in antitesi: essenziale i nerazzurri, molto lavorato i fiorentini. Però essendo la mission delle squadre di calcio quella di buttare la palla nella rete una volta in più di quello che fa l’avversaria, eccole entrambe meritatamente in vetta, tutto il resto sono discussioni da bar.

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