La Serie A, i Promessi Sposi e l’Expo che verrà

- Alfredo Mariotti

Il punto sulla Serie A di ALFREDO MARIOTTI, tra letteratura, analisi tattica ed Expo. Come arriva il nostro calcio all’appuntamento? E come stanno i protagonisti del campionato? Scopriamolo

Arbitro_Atkinson
Un arbitro (Foto: Infophoto)

Era in questi giorni dell’aprile 1821 che Don Lisander cominciò a scrivere Fermo e Lucia, il suo romanzo divenuto famoso con il titolo “I promessi sposi”. Un romanzo ancor oggi moderno, che ha avuto un grande torto: l’obbligo di studiarlo a scuola, facendolo divenire un incubo per molti studenti. Eppure se portassimo i personaggi ai giorni nostri vedremmo che poco è cambiato rispetto al settimo secolo, periodo in cui è ambientato il romanzo. L’avvertimento mafioso a Don Abbondio che si rifugia nell’omertà, il signorotto locale che, facendo valere le proprie conoscenze, può prevaricare ogni legge, due giovani disperati che, non avendo raccomandazioni, non riescono a realizzare i loro sogni, uomini di coraggio come fra Cristoforo e il Cardinal Borromeo che sfidano il potere soggiogante e il pentito necessario per smantellare la delinquenza. Cosa è cambiato oggi?
Sono personaggi di tutti i giorni, in ogni campo. Se pensiamo che il campionato di calcio sta arrivando alle ultime giornate non ci viene il desiderio che, quest’anno, a differenza di quanto succede spesso, tutto proceda regolarmente e non avvenga, come talvolta appurato, che delinquenza più o meno organizzata e personaggi calcistici di dubbia moralità vendano le partite? Poi, alla fine, solo perché qualcuno, per pentimento o perché non più capace di tenersi dentro segreti insopportabili, comincia a rivelare realtà scabrose, si arriva alle giuste punizioni.
Speriamo sia stato questo un anno corretto che permetta di vincere o retrocedere secondo i giusti meriti o demeriti.
Nelle Coppe europee le squadre italiane avanzano: la Juventus contro la squadra dell’oratorio del principe Ranieri, Napoli e Fiorentina vincendo con due teams tosti. Buon proseguimento! Si annuncia una finale di Europa League tutta tricolore e, se il lato B tiene, una Gobba finalista.
Ho invitato alcuni tifosi della Roma a venire con me a San Siro. Si sono rifiutati per paura, dicevano che oramai la squadra è una “Rometta”. Lo facevano per scaramanzia e invece avevano ragione: se perdi con l’Inter, pur in miglioramento, di questi periodi allora sarà dura lottare per il secondo posto o, comunque, per un posto in Champions League. Poteva starci anche un pareggio fino a venti minuti dalla fine. Ma quando Garcia ha tolto Pjanic, Totti e inserito Iturbe e Keita, finalmente Mancini ha avuto il coraggio di piazzare quattro attaccanti e, dopo un paio di errori macroscopici, finalmente una combinazione fra Poldi e Icardi ha portato il vantaggio definitivo. Buonissima partita di Gnoukouri, molto meglio di Medel, contrasta e vede il gioco. Certo è giovane e le sue presenze andranno dosate, ma avrà un grande futuro. Belli i goal di Hernanes con la ripetizione, in meglio, di un tentativo già fatto con il Milan e quello di istinto puro di Icardi nel finale. Solita pirlata di Ranocchia che ha dato l’ok alla bella rete di “cresta bionda”. Ottimi nella Benamata Palacio, che si è sacrificato in tutti i ruoli, e Vidic che ha comandato a dovere la difesa.

Questa volta la fortuna non ha sorretto il Milan e, senza quella, per i “casciavid” è notte fonda. Mister Bee (si pronuncia bi) è vicino e, per fortuna, mancano poche partite a fine campionato: altrimenti ci sarebbe stato il rischio di altre, e più indigeste, B. Ora tutti in ritiro a meditare sulla propria pochezza e flagellarsi per essersi vantati di aver fatto uno sgarbo ai “bauscia” fregando loro Bonaventura (che pare sempre più quello del Corrierino) e Cerci. Mancano pochi giorni all’Expo di Milano, e non possiamo permetterci di essere deficitari in nessun campo, già c’è il Padiglione Italia in ritardo: non possono esserlo anche i padiglioni rossonerazzurri!
Come sono incavolati gli Juventini!
Hanno perso il derby della Mole per presunzione e perché il Torino aveva più fame. Ma loro si attaccano ad un invisibile rigorino per un tocco di gomito, appena accennato, di Moretti. Certo una tifoseria abituata a vedersi assegnati rigori per falli commessi fuori area si meraviglia se l’arbitro non vede un falluccio in area. Allora quelli del Monaco cosa avrebbero dovuto fare, giustiziare gli arbitri? Solo in questa occasione si accorgono cosa significano i torti arbitrali?
Solita presenza di minoranza di cretini allo stadio di Torino con scoppio di bomba carta che ha ferito un gruppo di tifosi. La mamma dei minorati cerebrali è proprio costantemente incinta, purtroppo con relativi parti plurigemellari.
Il Chievo si è mostrato, come sempre, un avversario ostico per tutti. Niente vittoria per la Lazio che avrebbe potuto prendere il largo piazzandosi al secondo posto. Vittoria, invece, dell’Hellas: se il Milan non si riprende rischia di far cadere Milano all’ultimo posto fra le città dei derby. La Viola “l’e’ scoppiata di molto” e anche il Cagliari, dezemaniato,le ha passeggiato sopra. Speriamo non scoppi chi venerdì prossimo dovrà assicurare una apertura degna delle tradizioni milanesi all’Expo.
Se dovessimo “toppare” faremmo ridere il mondo alle nostre spalle: sono sicuro che faremo bene! Bisogna sempre essere ottimisti, non costa niente. 
Chi non molla è il Napoli, pareva finito e ora, invece, dopo la vittoria sulla Samp, ha messo la freccia per un sorpasso che la Roma faticherà a evitare. 
Speriamo, senza agitarci, in un futuro migliore, ad un Expo fantastica, e prendiamo come base di riflessione quanto ci insegna il sommo poeta “state contenti, umana gente, al quia, che se potuto aveste veder tutto, mestier non era partorir Maria”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori

Ultime notizie di L'angolino di Mariotti