Serie A/ Mancini, facci il miracolo!

- Alfredo Mariotti

Serie A 2015-2016, 20^giornata: il punto e l’analisi di Alfredo Mariotti. Napoli ancora primo, Juventus al secondo posto, Inter e Roma frenate da Atalanta e Verona, Milan vincente… 

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(INFOPHOTO)

Per credere in Gesù i discepoli ebbero bisogno di un segno: la trasformazione dell’acqua in vino a Cana. Fatte le debite proporzioni ai bauscia è necessario un segno per credere in Mancini: trasformare l’accozzaglia di giocatori che ha a disposizione in una squadra che giochi decentemente. A Bergamo, anziché un team, i nerazzurri parevano undici giocatori -singolarmente anche decenti- che operavano quelli che si impegnavano, ognuno per sè stesso. Il resto lo ha messo Mancini schierando la squadra senza nessuno che desse spinta sulle ali che, infatti, sono subito divenute praterie aperte per i laterali della Dea. E buon per i milanesi (nel senso della sede sociale) che Handanovic alla bravura ha aggiunto un lato B che se lo vedono all’Unesco lo fanno patrimonio dell’umanità.

Non capisco poi la presenza di Guarin. E’ un buon calciatore il cui modo di stare in campo si è involuto: non dà più alcuna spinta alla squadra, ha bisogno di cambiare aria, forza, venga usato per far cassa e prendere un buon ricambio che sappia dare ordine a centrocampo, se si desidera sia anche graffiante basta prendere… Soriano(battuta). Se Mancini non si sveglia non arriverà in Europa, nè quella dei ricchi (Champions) né quella dei poveri (League). Lo scudetto è oramai un problema fra partenopei e gobbi che, personalmente, ritengo favoriti.

Il Napoli ha battuto il Sassuolo che era riuscito a passare in vantaggio, ma ha poi dovuto pagare lo scotto delle assenze dei suoi due campioni: Berardi per squalifica, Missiroli per infortunio dopo pochi minuti di partita. In più Consigli, che a san Siro era parso imbattibile, a Napoli è parso essere uno sprovveduto portiere di terza categoria. C’è poi la storia di Higuain. È un periodo in cui tutto gli riesce con facilità, tirasse anche dalla tribuna farebbe goal.

L’armata juventina non ha dovuto forzare molto per abbattere le difese (quali?) dell’Udinese che ha inaugurato nel modo peggiore il nuovo stadio. Dybala sta rendendo più di quanto anche sua mamma potesse augurarsi e, attorno a lui, gira tutta la squadra. In sette giornate ha dato undici punti all’Inter ed è tutto dire. Di questo passo, pareggio in casa con il quasi retrocesso Hellas, sarà difficile per la Maggica ottenere quanto voluto da mago Spalletti: rimettersi in corsa per lo scudetto.

Ugualmente la Lazio continua con alti e bassi e a Bologna solo una coincidenza di favorevoli concomitanze le ha permesso di non finire sbeffeggiata. Belle e grandi parole di Papa Francesco nella Sinagoga dove ha incontrato i “fratelli maggiori” dei cristiani: gli ebrei. Parole di stima, fratellanza e pace. Non sono le religioni che possono portare a scontri e guerre ma solamente la miseria umana tutta tesa all’ottenimento di potere economico. Per raggiungere i propri scopi troppe volte gli uomini sono capaci di nascondere le proprie inique intenzioni dietro motivazioni religiose. La violenza di un uomo sull’altro non può che contrastare con qualunque convinzione religiosa. Questo, fatte le proporzioni riduttive necessarie, deve comprenderlo anche il…

..mondo del calcio, l’avversario non è un nemico da abbattere ma è un completamento della propria volontà di gioco, senza avversario non esiste partita. Possibile che per le tifoserie sia un concetto così incomprensibile? L’hanno capito al Meazza per Milan vs Fiorentina. Primo tempo dignitoso con i casciavid avanti di una rete, bravo Bacca, ripresa con una Fiorentina più decisa ma poco incisiva.

Milan compatto in difesa e contropiede, ora si dice ripartenze, pericoloso per una Viola presentatasi con una difesa rimaneggiata ed impresentabile. Ciò non toglie che i rossoneri abbiano mostrato progressi impensabili; tenendo conto che fra poco potrà contare su Balo e Menez e magari avere l’annuale regalo interista, Ranocchia, può anche darsi che arrivi in Europa e vinca la Coppa Tim.

Il Milan ha fatto un favore all’Inter non permettendo alla squadra toscana di raggiungerla in classifica o, peggio ancora, di fregarle il terzo posto. Proprio nel calcio può succedere di tutto, dalle stelle alle stalle o viceversa ad ogni giornata di campionato.

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