Serie A/ La larga via della Juventus, il fiatone del Napoli e la crisi di Milano

- Alfredo Mariotti

Serie A, il punto di ALFREDO MARIOTTI sulla trentunesima giornata di campionato: la Juventus va in fuga sul Napoli sconfitto a Udine, il derby è della Roma, flop di entrambe le milanesi

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Mario Mandzukic, 7 gol in campionato (Infophoto)

Stretta la foglia, larga la via, le chiappe dei Gobbi appaion magia. Gioca con il piccolo Empoli e, per lunghi tratti dell’incontro, viene surclassata: qualunque altra squadra non sarebbe riuscita ad andare a ldi là del pareggio. La Juve no.

Una capocciata, in posizione regolare – penso – e la vittoria è conquistata. Poi difesa e solito 1-0; quando vinceva così l’Inter se ne dicevano di tutti i colori contro Mancini & Co, ora che lo fanno i gobbi è divenuta capacità di sofferenza, arguzia tattica e grinta difensiva. “Porca puttana” direbbe Giuan Trap, come è possibile essere volubili nel pensiero in modo così sfacciato! I torinesi, arrivata la primavera, sono sulle ginocchia. Ma ancor peggio sta il Napoli che è proprio scoppiato; a Udine si è beccato una lezione sia tattica che di gioco. L’Udinese ha corso il doppio ,si è permessa di sbagliare un rigore e ha veramente stracciato i partenopei che, quando giocano a mezzogiorno, come a Bologna, perdono sempre. Forse va loro spiegato che non debbono mangiare gli spaghetti con le vongole e la pastiera prima dell’incontro, va anticipato l’orario del pranzo. Addio speranze per mezza Italia, la Juve si cucirà il quinto scudetto consecutivamente raggiunto per l’insipienza degli avversari. Oramai dobbiamo certificarlo.

In ugual modo è un piacere certificare la grande serietà del Presidente di FCA (non è un doppio senso ma il nome del gruppo Fiat-Chrysler) Sergio Marchionne: in settimana Ucimu ha rappresentato ai potenziali clienti americani la capacità tecnologica della macchina utensile italiana durante un Forum a Chicago aperto dal Presidente Renzi e dal V. Ministro Scalfarotto. Ebbene, Marchionne è rimasto per tre ore a sentire tutte le presentazioni delle nostre aziende mostrando grande attenzione e rispetto. Così si comportano i veri manager! Grande al successo della giornata italiana, tutti i maggiori clienti USA erano presenti ai massimi livelli. Le presentazioni italiane sono state eccezionali, si capiva perfettamente che ognuno parlava cercando la sintonia con gli astanti, era come assistere ad un concerto musicale dove gli artisti suonano, specialmente, per trasferire il loro godimento a chi li ascolta.

Godimento che non sa più trasferire il Milan ai propri tifosi. La squadra non gira, la società dà indicazioni ogni giorno diverse sul futuro, i casciavid sono smarriti e incavolati. Contro la Dea, nonostante un fortunoso vantaggio, sono stati castigati; stiano attenti al Sassuolo per il sesto posto. Anche il Napoli dovrà porre attenzione alla Maggica dominatrice del derby capitolino, in piena rimonta per il secondo posto. Sette giornate: se arriverà il caldo saranno tantissime per gli azzurri che somigliano ad un pugile in vantaggio ai punti alla nona ripresa ma sul punto di andare al tappeto. In piena crisi appare la Viola. Corre a vuoto, gira e rigira ma non combina più niente. Rimarrà nel ‘gruppo Europa’ perche’le concorrenti si sono autoescluse.

Partita di San Siro dai due volti. Primo tempo loffiosissimo con un solo tiro in porta, il rigore di Icardi; Torino impostato secondo i dettami dei primi tempi di Ventura, tutti dietro la linea della palla, nessuna ripartenza se non sui rinvii del portiere. I bauscia hanno continuato a macinare gioco con palloni in orizzontale incapaci della minima verticalizzazione: livello dello scontro da amichevole precampionato. Come per tutto questo campionato, quando i nerazzurri debbono impostare il gioco non esistono. Poi nel secondo tempo il Toro ha cominciato a correre e per l’Inter svogliata e, successivamente, rimasta in dieci per l’espulsione del suo miglior giocatore, Miranda, è cominciata una salita invalicabile. Pareggio dei torinisti quando ancora le squadre erano al completo e dopo che i granata già avevano buttato al vento un paio di occasioni.

Nerazzurri in barca, centrocampo ridicolo e attacco inesistente; poi quando pareva che il dio del calcio avesse messo un po’ di peperoncino nei sederini bauscia ci si è messo pure l’arbitro. Su un contropiede granata rigore agli stessi, di quelli che di solito vengono assegnati solo alla Juve. Conseguente espulsione di Nagatomo, Inter in nove e Toro compensato per le fregature che le aveva inferto Rizzoli nel derby della Mole. Comunque i tifosi interisti non hanno da lamentarsi, la squadra vale il quinto posto ed è meglio tenerselo buono. In coda Palermo e Carpi lotteranno con il Frosinone fino all’ultima giornata per la scelta delle due squadre che accompagneranno in B l’Hellas; personalmente vedo molto male il Palermo che gioca in modo troppo lento e compassato per una squadra che deve salvarsi. Se fossi Zamparini … cambierei allenatore.

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