Serie A/ La Juve imita Trump, Inter brutta e fortunata, furia Ferrero!

- Alfredo Mariotti

Serie A, il punto di ALFREDO MARIOTTI sulla diciannovesima giornata di campionato: dopo la sosta natalizia le 20 squadre sono tornate in campo per i vari obiettivi della loro stagione

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(LaPresse)

Viperetta inviperita. Così è iniziato il campionato di serie A nell’A.D. 2017 E, obiettivamente, Ferrero ha ragione di avere i maroni rotolanti: gli è stata “inchiappettata” una partita che, a pareggiarla, c’era già da incavolarsi. L’arbitro non deve mai ergersi a protagonista. Purtroppo a Napoli, dove la Samp stava dando una lezione di calcio ai partenopei, un certo Di Bello, che non ha proprio nulla che si confaccia al suo cognome, ha voluto far sapere al mondo di esistere; allora ha deciso che i vesuviani dovessero vincere, per cui ha inventato un’espulsione scandalosa di Silvestre obbligando i blucerchiati a giocare mezz’ora in dieci. Poi ha portato il ricupero a cinque minuti e, fortunatamente, Tonelli ha realizzato la rete della vittoria per gli azzurri. Non fosse successo starebbero ancora giocando o si sarebbe inventato un rigore per Sarri & company. Che i napoletani non si permettano più di lamentarsi per almeno cinque anni!

Questa giornata ha emesso un verdetto preciso: sarà il Palermo a retrocedere con Crotone e Pescara. Lo ritengo anche giusto. E’ iniziato il mercato di riparazione, per me inutile e troppo lungo, e i cinesi la stanno facendo da padroni; d’altra parte con un’Europa così ferma non potrà che arrivare anche qui il grande impero d’Oriente. La storia è matematica: se si pensa di vivere sulle glorie passate, senza nuove idee e impegno, si è finiti e altri ne approfittano.

Come l’Europa pare l’Inter: gioca lenta e compassata, come fosse sicura che, dato il prestigio passato, gli avversari debbano cedere per diritti acquisiti. Sveglia ragazzi, le ultime glorie risalgono a sei anni fa! Anche a Udine un primo tempo pietoso, l’unico con un poco di grinta era Kondogbia mentre gli altri giocavano con sufficienza. I friulani, con molti giocatori sconosciuti, parevano il Real. Vantaggio bianconero e poi, quando il popolo bauscia già si stava rassegnando, Icardi sfruttava l’unica palla avuta servendo un magnifico assist a Perisic: 1-1. Nel secondo tempo fuori Banega, evanescente, e dentro Joao Mario: i nerazzurri hanno cominciato a macinare gioco. Illusione durata dieci minuti, poi ritorno rapido nella mediocrità che, quest’anno, è lo standard della Beneamata. I tifosi fermi ad aspettare il colpo di chiappe stile Napoli, i giocatori a passeggio per il campo. Ma ecco san lato B che, per non far torto a nessuno, si palesa sotto le sembianze di Perisic che, quando la partita pare finita, infinocchia gli avversari e rimette l’Inter in corsa per la Champions. Caro Napoli, chi la fa l’aspetti! Come dice il poeta: Sarri rosicante, interista festeggiante.

Anche la Maggica ha fatto il proprio compitino. Su un campo difficile come quello del Genoa, dove casciavit e gobbi si sono presi tre pere cadauno, i romanisti, supportati da una autorete dei locali, hanno raccolto tre punti per tenere la Juve sotto pressione.  Bene la Dea a “Chievo” ove il Papu ha maramaldeggiato e la Lazio che, contro il Crotone, ha vinto in stile Napoli e Inter.

E’ iniziata intanto la vendita di beni strumentali a tecnologia elevata con la possibilità di ammortizzarli al 250% del valore: per molte aziende l’operazione è paragonabile alla possibilità di acquisizione di un top player da parte di un team footbalistico, può cambiarti la possibilità di competere. Di un top player abbisognerebbe il Milan, altrimenti dovrà giocare tutto il campionato sperando che gli avversari si prestino alle loro ripartenze e che i guardalinee tengano gli occhi un poco chiusi sulla posizione di Bacca quando segna e molto aperti quando vanno in rete le avversarie. Oggi i rossoneri hanno vinto soffrendo e segnando sull’unico tiro fatto, non potranno continuare così con Paletta e Donnarumma migliori in campo.

La Juve, pressione o meno, in pochi minuti si è tolta dalle scatole il Bologna. Higuain e Pianic in combinazione hanno messo in frigorifero il risultato; i felsinei mostrano personalità, ma fra le due squadre c’è troppa differenza tecnica e atletica e di esperienza. Per rinforzare il centrocampo i gobbi hanno preso Rincon, se aggiungono l’acquisto di Ionita la coppia è fatta anche se un poco “Rinconionita”. Mi vengono così, non ne ho colpa! Lo scudetto è già in ghiacciaia in attesa di Maggio per esibirlo. Pare un po’ il destino di Trump che ha vinto lo scudetto a novembre ma non può attaccarlo alla maglietta sino al prossimo giorno 20; anche lui, come i Gobbi in Italia, ha metà Usa che lo hanno votato e metà contro. Pare voglia impostare una politica molto nazionale, proprio come la Juve che vince solo se si limita a gareggiare in Italia. Buon 2017 a tutti!

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