La Russa: “no federazione, Sì gruppo unico Cdx in Aula”/ “Draghi-Colle? FdI apprezza”

- Niccolò Magnani

La Russa (FdI) boccia la federazione nel Centrodestra ma valuta positivamente un possibile gruppo unico in Aula con Lega e FI: “Draghi al Colle? Apprezziamo…”

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Manifestazione Centrodestra nel 2017: Daniela Santanché, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa (LaPresse)

Una federazione di Centrodestra no, ma un gruppo unico in Aula FdI-Lega-FI è un progetto che può invece starci: sono tanti e svariati i temi posti da Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) nell’intervista odierna a “La Verità”, ma è sui dissidi interni alla coalizione – specie in vista delle Amministrative – che si concentra gran parte della chiacchierata con il “colonnello” di Giorgia Meloni. «Sulla federazione di centrodestra e un possibile isolamento di FdI potrei rispondere come la regina di Inghilterra. Quando le dissero “Maestà c’è nebbia sulla Manica” lei rispose “Allora il continente è isolato”»: tradotto, anche no il progetto di federazione «non ci riguarda, siamo all’opposizione» ma resta la possibilità proposta da Meloni negli scorsi mesi, ovvero «un integruppo parlamentare FI-FdI-Lega, a cui ora aggiungerei anche Coraggio Italia (Toti-Brugnaro, ndr)».

Per il vicepresidente del Senato non serve un partito unico come invece propongono Salvini e Berlusconi (i quali parlano però al momento solo di una federazione e non di una vera e propria fusione in stile PdL, ndr) perché il rischio è «la divisione in bande», mentre un solo gruppo in Aula servirebbe per «coordinare l’attività parlamentare limitamenti ai punti del programma di Centrodestra, pur stando noi all’opposizione e gli altri in maggioranza. Potevamo preparare insieme in maniera concorde progetti da sottoporre all’Aula».

IL CENTRODESTRA E LA SFIDA DELLE AMMINISTRATIVE

La gente, secondo La Russa, non vuole il partito unico ma piuttosto una coalizione compatta che possa portare avanti le istanze e i valori del Centrodestra: «Meglio unirsi sul piano dei contenuti e dell’amicizia, piuttosto che finire intruppati in un unico partito, in cui magari ci si divide per bande. L’esperienza del Pd, almeno, mi insegna questo». Tornando ai temi più ampi del futuro politico, l’ex Ministro della Difesa concede all’attuale Governo un credito maggiore rispetto ai due passati esecutivi Conte: «ci sono attività che il governo Draghi sta certamente svolgendo meglio di Conte, come i vaccini affidati al generale Figliuolo. Si parla sempre delle forze armate ma poi, quando ce n’è bisogno, ci si rivolge sempre alla capacità organizzativa e morale di un militare. Da ex ministro della difesa ne sono orgoglioso». In merito ad una possibile candidatura dell’attuale Premier al ruolo di prossimo Presidente della Repubblica, infine, da Fratelli d’Italia giunge il secondo semi-endorsement consecutivo: dopo la stessa Meloni anche La Russa non esclude l’ipotesi, «Non sono convinto che si vada a votate nel 2023, Draghi potrebbe finire al Colle. È presto per parlare di un nostro supporto alla sua candidatura, ma abbiamo apprezzato la sua autorevolezza. Però non facciamo entrare nessuno papa in conclave, altrimenti esce cardinale». Capitolo Amministrative, entro fine settimana dovrebbe arrivare anche il nome del candidato a Milano con la Russa che conferma, «L’istruttoria a Roma è stata fatta da Giorgia Meloni, che ha voluto un candidato che fosse condiviso da tutti. L’istruttoria a Milano toccherà a Matteo Salvini, entro fine settimana completeremo la rosa dei candidati […] Albertini ora vuole correre con una lista civica, aspetterei di avere il nostro candidato per valutare quali e quante liste si possono formare intorno a lui».



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