La setta della Maga Clelia/ Michelle Hunziker: “Annullava la mia volontà”

- Morgan K. Barraco

La setta della Maga Clelia. Michelle Hunziker: “Annullava la mia volontà”. La showgirl ricorda la dura esperienza nella setta.

Michelle Hunziker
Michelle Hunziker, foto Instagram

LA MAGA CLELIA, GIULIA BERGHELLA, E IL CONTROLLO SULLA VITA DI MICHELLE HUNZIKER

Sono trascorsi pochi anni da quando Michelle Hunziker è uscita dall’incubo della setta guidata dalla sedicente guru Clelia, l’alias della maga Giulia Berghella. Un progetto fatto di purificazione a tutto tondo, dall’igiene personale all’alimentazione, fino all’astinenza e alla determinazione di tenere lontani tutti coloro che potevano in qualche modo ‘sporcare’ la vita della conduttrice. “Guarda caso secondo lei”, dice Michelle a Il Corriere della Sera, “ne ero circondata: la colf, l’autista. Una sera d’autunno avevo programmato di andare a teatro con una decina di amici: lei mi telefonò per dirmi di annullare. Sarebbe  stato negativo per la mia energia e io annullai”. Tuttavia la conduttrice non vedeva in Clelia una persona pericolosa, tanto da scegliere di introdurre nella setta anche l’amica Simona Crisci. “L’ha fatto per il mio bene, perchè all’inizio Clelia non era la persona pericolosa che si è rivelata in seguito. Eravamo entrambe giovani e senza rendercene conto abbiamo messo le nostre vite nelle sue mani. Così è iniziato un incubo durato quasi 5 anni”, dice la Crisci a La7. “Voleva tutto. Ecco perchè poi quando ne esci non hai più nulla”, ha aggiunto, “La prima a uscirne sono stata io. Me ne sono andata dopo tre anni, per amore dei miei figli. Solo che Michelle non era con me e mi era impossibile avvicinarla. Clelia l’aveva isolata definitivamente da tutto
e tutti, le aveva cambiato il numero di telefono, ogni contatto veniva filtrato dalla setta”. A dare la forza a Michelle per uscire dalla setta sono stati alcuni episodi: il fatto che la figlia Aurora, all’epoca di otto anni, volesse di nuovo al fianco la sua mamma sorridente. E la causa legale intentata dall’ex marito Eros Ramazzotti per ottenere l’affidamento della bambina. “Allora credevo in quello che mi dicevano su di lui: che non mi amava, che mi tradiva, che ostacolava la mia carriera. Era un dolore pazzesco perchè lo amavo ancora”, dice a Quotidiano.

MICHAELLE HUNZIKER E I SUIO CINQUE ANNI DI PRIGIONIA

Cinque anni di prigionia per Michelle Hunziker, vittima della setta della maga Clelia e di una manipolazione psicologica che le ha annullato la vita. Le azioni di Giulia Berghella, il vero nome della leader della setta, hanno contribuito alla separazione fra la conduttrice e il primo marito Eros Ramazzotti, oltre che l’allontanamento di tutti gli affetti e gli amici. “A un certo punto Antonio [Ricci, ndr] ha capito che per manipolarmi lavoravano per distruggere la mia autostima […] allora ha iniziato a farmi complimenti per le mie idee, a darmi carta bianca sul lavoro. E io ho cominciato a pensare che forse tanto schifo non facevo”, ha detto la presentatrice al settimanale F. Oggi, sabato 7 dicembre 2019, Michelle Hunziker sarà ospite di Verissimo e forse ritornerà ancora una volta sull’argomento. Come è riuscita ad uscire dalla setta? Non è stato semplice, visto che Clelia e i suoi adepti le hanno preannunciato morte certa, se solo avesse osato uscire dai loro ranghi. “Proprio come essere tossicodipendente“, dice la Hunziker, “puoi farti aiutare quanto vuoi, ma devi trovare dentro di te la volontà di smettere. Ma in seguito ho capito che era un modo per aiutarmi: la minaccia di perdere Aurora mi ha aiutato a uscire dall’incubo. Durante tutta la battaglia legale, però, Aurora è sempre rimasta affidata a me. L’ho sempre tenuta fuori da tutto quello che mi stava accadendo, non ne ha mai avuto sentore. Infatti quando ha letto il libro, è caduta dalle nuvole, non aveva mai sospettato niente. Per lei sono stati quattro anni normalissimi”. Nel suo libro Una vita apparentemente perfetta, edizione Mondadori, Michelle racconta il suo dramma anche per chiudere quanto si è concluso solo nel 2005, anno in cui è riuscita a dire basta a Clelia. “Ci sono voluti 12 anni per sentirmi pronta ad affrontare l’argomento”, dice a Quotidiano, “farlo è stato un modo per ringraziare chi mi ha aiutato e per mettermi a disposizione degli altri, per metterli sull’avviso del pericolo”.

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