CHI HA INCASTRATO PETER PAN?/ Ecco il Grande Fratello per bambini e genitori che non sanno più educare

- Maestro Yoda

Il programma di Bonolis tratta i bambini come ingredienti, costruendo situazioni innaturali e irreali, quasi come succede nel più noto dei reality show

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Ogni volta che sintonizza il suo teletrasmettitore interstellare sui canali tv italiani, anche un vecchio maestro Jedi come Yoda fa fatica a reprimere un attacco di nausea. Facendo un po’ di zapping da una galassia all’altra, passando per il vostro sistema solare, lunedì ha provato a soffermarsi per pochi minuti sulle televisioni italiane scoprendo che stava andando in onda l’ennesima edizione del Grande Fratello, con la presentatrice che in tono assai serioso annunciava la novità dell’anno della casa: una donna diventata uomo.

 

Il giorno dopo si sarebbe appreso che un italiano su tre ha guardato il programma per amanti di stupidaggini osservate dal buco della serratura: il che la dice lunga sulla maturità dei telespettatori del vostro paese. Giusto per vedere cosa di peggio si poteva fare, ieri sera il vostro Yoda ha rifatto un po’ di zapping sulle italiote televisioni, per scoprire, udite udite, Bruno Vespa alle prese con l’ennesimo plastico della casetta dove è stato commesso un omicidio.

Oramai sarà la cinquantesima trasmissione del genere: invece che dargli l’aumento richiesto che lo porterebbe a guadagnare complessivamente quasi due milioni di euro l’anno (alla faccia dei disoccupati e dei cassintegrati) la Rai dovrebbe comminargli una multa per ogni trasmissione su un fatto di cronaca nera. Non sopportando la strumentalizzazione del finto approfondimento per vellicare invece i più bassi istinti, Yoda si è sintonizzato su Canale 5, cascando dalla padella nella brace: c’era infatti “Chi ha incastrato Peter Pan?”.

Un programma – si fa per dire – confezionato per gli adulti (infatti va in onda in prima serata) con i bambini come ingredienti. Si proprio come ingredienti, perché così sono trattati dagli autori i poveri piccoli, coinvolti in situazioni assurde, in finti giochi, e sottoposti a domande improponibili per creature di 5-6 anni. Ad esempio ieri sera, per un bel po’ si è trattato il tema dell’amore, chiedendo loro che cos’è, quanto dura, cosa significa avere un fidanzato e come si fa per conquistarlo, e via di questo passo.

Le situazioni erano palesemente false e costruite, spesso si vedeva chiaramente che i bimbi leggevano, in un contesto davvero improponibile… ma, guarda caso, la società di produzione è la stessa del Grande Fratello. E infatti i piccoli protagonisti vengono allevati in diretta – come polli in batteria – per diventare perfetti spettatori del Grande Fratello medesimo. Non stupisce quindi che il programma sia visto da 8 milioni di spettatori, che hanno evidentemente la stessa intelligenza e lo sguardo inebetito dei genitori che osservano con vera estasi i propri pargoli razzolare per lo studio scimmiottando gli adulti, dicendo stupidaggini o, assai peggio, recitando risposte del tipo “se l’amore finisce non c’è problema, si divorzia e si fa un’altra famiglia…”.

Il fatto più raccapricciante è rappresentato proprio da questi genitori, desiderosi di apparire in tv, beandosi per le loro ridicole performance accanto al beniamino Bonolis. Emblemi di una generazione di genitori decerebrati, evidentemente incapaci di educare visto che partecipano divertendosi un mondo a una trasmissione così profondamente diseducativa oltre che dispensatrice di uno spicciolo quanto velenoso e costante relativismo etico.

 

Data la sua millenaria età, il vostro Yoda non sopporta nessun tipo di ideologia, ma osservando questi programmi è costretto a convincersi che il documentario Videocracy abbia colto il problema di una nazione tenacemente inebetita da una tv deviata e deviante, che ha eradicato sistematicamente dalla mente dei telespettatori ogni gerarchia di valori etici ed estetici.

 

Curiosamente – ma l’aveva già notato molti anni fa il critico televisivo Aldo Grasso – la pubblicità sembra essere molto migliore dei programmi che le stanno intorno. Oltre a rimanere l’unica capace di proporre ogni tanto dei valori genuini. È il caso della pubblicità della Fiat in onda in questi giorni, nella quale, parlando del futuro, i bambini vengono davvero lasciati liberi di esprimere il loro parere sul rapporto tra l’auto del futuro e l’inquinamento.

 

Gli esperti raccontano che proprio per volere di quel diavolo d’un Marchionne i bambini sono stati posti in condizione di giocare con le telecamere esprimendosi senza vincoli o suggerimenti. Esattamente l’opposto di quello che viene fatto nella casa del Grande Fratello o nello studio di Peter Pan.

 

Ma se otto milioni di persone ogni sera guardano questi programmi, vuol dire che l’Italia è oramai dentro una favola, anzi una fiction, nella quale si recita ogni sera il dramma del pifferaio di Hamelin… ma chi può avere interesse a lobotomizzare in questa maniera intere generazioni di genitori e figli?





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