BERSAGLIO MOBILE/ Renzi supera Travaglio e Grillo, ma non il “test del governante”

- Maestro Yoda

Mentre tutti i talk show televisivi hanno chiuso i battenti, Enrico Mentana ospitaa Bersaglio Mobile Matteo Renzi, uno dei personaggi del momento. Il commento di YODA

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Mentre tutti gli altri sono andati in vacanza (Vespa, Santoro, Floris, ecc.), Mentana approfitta del campo libero per fare il mattatore del giornalismo televisivo. Serata ghiotta: c’è Renzi, da giorni al centro del dibattito politico. Mentana gli chiede subito cosa pensa del fatto che Napolitano, durante la cerimonia del ventaglio, abbia “blindato” il governo Letta…e lui ha buon gioco nel chiarire che è sbagliato interpretare qualsiasi cosa dica come un attacco a questo o a quello. In particolare, nella faccenda del Kazakistan sostiene di pensare e dire cose semplici: se Alfano sapeva e ha mentito è grave, se non sapeva è ancora più grave…Che è quello che pensa ogni italiano di buon senso.

Travaglio molla subito il suo carico da undici: secondo lui con la “blindatura” del governo fatta oggi dal presidente Napolitano si è prodotta semplicemente una grave rottura delle regole democratiche. E ci stiamo avviando a una monarchia. Renzi ovviamente glissa, dribbla la questione riaffermando la sua stima per il difficile ruolo che il Presidente sta svolgendo in questo difficile periodo, ma non trascura di accusare il Governo di aver fatto una figuraccia oggi nel caso del Kazakistan e ieri nel caso dei Marò. Ha le verve e la parlantina di Grillo, con molta maggiore credibilità, perché cerca sempre di confrontarsi con la sua esperienza di sindaco. Più volte dichiara che da domani si chiuderà in un silenzio stampa per togliere alibi a chi è pronto a strumentalizzare ogni sua dichiarazione, senza mai entrare nel merito ma domandandosi solo con chi ce l’ha o con chi non ce l’ha.

Travaglio lo accusa di saper parlare bene, ma di fare poi errori pratici come sostenere la riforma Fornero. Renzi controbatte richiamando il giornalista a una maggiore precisione: lui era a favore della Fornero riguardo alle pensioni, contro la Fornero riguardo al lavoro. E poi ha buon gioco nel rispondere ad altre accuse come quella di aver sostenuto Marchionne. Ha la lingua sciolta, il sindaco, dice molte cose di buon senso, ricorda che in Italia per un imprenditore c’è troppa burocrazia, denuncia tutti i lacci e i lacciuoli che allontanano gli investitori. Non dice cosa farebbe lui se fosse al potere, per il momento si limita a fare diagnosi di grande buon senso.

Segue una fase assai noiosa in cui si rivangano le turbolenze legate alla rielezione di Napolitano: dietrologie di nessun interesse per gli spettatori, ma che paiono interessare molto a Mentana, Damilano e Travaglio, in versione parecchio salottiera.

Dopo una pausa pubblicitaria, Mentana rientra in studio con una virulenta dichiarazione di Brunetta che fa sorridere Renzi, e con una assai più preoccupante dichiarazione dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati, che chiede a Italia e Kazakistan di ripristinare al più presto la “status quo ante”, riportando in Italia madre e figlia. E cita un editoriale del Financial Times che l’indomani chiederà un passo indietro ad Alfano. Ma subito dopo si ripiomba in noiose analisi sulle correnti politiche del Pd e del movimento socialista in Europa.

Renzi per un po’ si fa trascinare, ma poi cerca di riportare giustamente il discorso sulle cose concrete. Che prevedono una clamorosa richiesta di cambiamento ovunque nel Paese. Damilano è praticamente assente, Travaglio fa il Travaglio, fa domande aggressive e scomode. Ma Renzi non si fa mettere nella rete, e risponde sempre con semplicità e chiarezza. Resta da vedere cosa farebbe una volta si trovasse lui al governo, obbligato a cucinare ogni giorno con gli scarsi ingredienti a disposizione, e non con i frutti della rivoluzione che lui auspica in ogni settore della vita pubblica.

Felice di essere l’unico gallo a cantare nel pollaio dei talk show oggi deserti per le vacanze dei loro conduttori, Mentana, a mezzanotte e dieci, insiste nel prolungare la trasmissione a oltranza, e coinvolge un senatore del Movimento 5 Stelle di nome Romani che interviene al telefono per litigare un po’ con Travaglio. Renzi implora la fine della trasmissione, Yoda ha sonno e smette di seguire su una ulteriore domanda insidiosa di Travaglio. E spegne con il dubbio che Mentana la tiri così in lungo semplicemente per ritrovarsi, l’indomani, dei titoli che inneggino al successone della serata, approfittando dei calcoli Auditel che premiano i programmi che occupano per intero prima e seconda serata. Ah, che s’ha da fa pe’ campà…

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