SERVIZIO PUBBLICO/ Il “bluff” di Renzi affonda la trasmissione di Santoro

- Maestro Yoda

Ieri sera è andata in onda una nuova puntata di Servizio pubblico, incentrata soprattutto sugli annunci fatti mercoledì dal Premier Matteo Renzi. Il commento di YODA

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Matteo Renzi (Infophoto)

Oramai abbiamo imparato che più Santoro si mostra pacato, più lascia cadere le parole come tante bombe: parlando della conferenza stampa in cui Renzi ha annunciato e promesso di tutto e di più, ha ricordato che di film come il contratto degli italiani eccetera se ne sono già visti in abbondanza. E così, con tono sibilante e minaccioso, afferma che se non vanno in porto a breve la legge elettorale e la trasformazione del Senato, si sente di avvertire il neo-premier che a Pontassieve dovrebbe tornare, altro che candidarsi alle elezioni. Poi dà inizio al consueto meccanismo tritatutto: spezzoni della conferenza stampa di Renzi con le slide già molto criticate, mescolati a interviste di laureati che fanno la fila alla Caritas per il pane o a pubblicitari che fino a ieri incassavano anche quattrocentomila euro in un anno e ora non hanno i soldi per andare dal dentista.

In studio ci sono solo ospiti donne: Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, si augura che Renzi abbia ragione, anche se sinceramente teme che sia bravissimo a bluffare. Barbara Lezzi del Movimento 5 Stelle la segue ricordando che durante la conferenza stampa il ministro dell’economia Padoan faceva segno a Renzi di frenare. Assai maliziosamente la Meloni cita Renzi che “non volendo annoiare l’uditorio con troppi dati ha detto che i dati erano disponibili nelle cartelline a disposizione dei giornalisti….cartelline che non sono mai state distribuite”.

Con la sua proverbiale lucidità, l’economista Vaciago illustra la situazione europea: c’è una Commissione scaduta e scadente, per di più guidata da una Germania con il freno a mano tirato. Mentre osserva che in Italia c’è una sinistra di governo che si occupa dei penultimi sbattendosene degli ultimi, puntando a rianimare solo quelli che sono in grado di acchiappare la ripresa se c’è. E così la Meloni può fare un po’ di propaganda sfoderando il suo cavallo di battaglia di questi tempi: lo scolaretto Renzi che sottopone alla maestra Merkel le riforme sul lavoro, umiliando il ruolo di un Paese sovrano come l’Italia.

Venuto il suo momento, Travaglio fa le pulci alle promesse di Renzi, elenca da par suo tutti gli annunci da lui fatti in un mese e comincia a punzecchiarlo ricordando le scadenze già scadute e quelle che stanno per scadere…

Altro spezzone di Renzi che elenca i 7,5 miliardi dalla spending rewiew, più tutti gli altri miliardi la cui somma assomiglia molto a un gioco delle tre carte. Barbara Lezzi rammenta che in Commissione Bilancio sono già stati annunciati dal Commissario Cottarelli una serie di tagli a pensioni e welfare… senza dare però nessuna cifra, dicendo candidamente che tutto dipende da una scelta politica. Vaciago riflette sul fatto che 32 miliardi di spending rewiew significano reddito sottratto a centinaia di migliaia di persone. Yoda invece è colpito dal fatto che quando si parla di spending rewiew si parla sempre di tagli indifferenziati e non di tagli agli sprechi o dell’efficientamento della macchina dello Stato. Meloni getta l’allarme sul possibile prelievo sulle pensioni, che già Vaciago ha definito incostituzionale. Anche Dragoni ricorda che tutte le volte che Berlusconi, Monti, Letta hanno provato a proporre tagli alle pensioni non uguali per tutti, la Corte Costituzionale li ha bocciati. Definisce “acrobatici” i tagli di Renzi, che gli costeranno secondo lui l’osso del collo.

Passa una intervista davvero triste e penosa a una stilista che non ha più casa e si sta facendo aiutare gratis da una amica anche lei senza lavoro, condividendo inoltre una casa data dall’assessorato al welfare con un pubblicitario anche lui disoccupato da tempo. Una ventata di ottimismo viene portata da un gruppo di giovani piccoli imprenditori che in collegamento da Perugia lanciano la loro sfida: realizzare prodotti di qualità a prezzi accettabili e arrivando direttamente al consumatore saltando la grande distribuzione che invece tende a strozzare questi esperimenti. L’argomento meritava un approfondimento maggiore, ma Santoro non resiste a mandare in onda i sempre più sfortunati inseguimenti dell’intervistatore riccioluto a sempre più evasivi ministri, sottosegretari e semplici onorevoli. Siparietto oramai inutile e noioso.

La trasmissione si conclude con Giulia Innocenzi che intervista Marine Le Pen che per l’ennesima volta ripete con molta sicumera la sua incrollabile certezza nella necessità di cancellare l’euro. Facendoci capire quanto fosse giusto l’allarme di Vaciago sui possibili risultati elettorali europei a vantaggio delle destre estreme e dei partiti qualunquisti, tutti appassionatamente anti-Europa unita.

Trasmissione un po’ lenta, sulla quale è gravata per tutta la sera la preoccupazione condivisa da tutti i presenti che quello di Renzi sia un bluff, vista la grande abbondanza affabulatoria accompagnata da una grande scarsezza di cifre.

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