SPILLO/ Rai, la falsa riforma che non fa risparmiare

- Maestro Yoda

“Repubblica” ha pubblicato quello che dovrebbe essere un piano per ridurre il numero di telegiornali in casa Rai. Per YODA si tratta di una non-riforma che non porta risparmi

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Mentre l’ufficio delle Relazioni esterne della Rai, guidato dalla fida Esclapon (è una di quegli esterni di cui non poteva fare a meno, “per i quali – ha dichiarato in Commissione di Vigilanza – garantisco io!”) sta facendo ogni sforzo per costruire al Dg Gubitosi l’immagine di manager moderno svincolato dai partiti, avviene che una misteriosa manina (e chi sa mai di chi sarà…) si dedichi alla trista e antica prassi di passare indiscrezioni dettagliate alla stampa su un progetto supersegreto di riforma dei Tg, e prima ancora che venga presentato al Cda. 

Abbiamo letto infatti, su Repubblica, una intera pagina con titoli totalmente fuorvianti e certamente assai graditi alla misteriosa gola profonda: “Rai, la scure di Gubitosi. Troppi 21 tg al giorno, tagli del trenta per cento”. Fuorvianti perché facevano immediatamente pensare ad una provvidenziale spending rewiew in termini di risorse umane che fanno la doppia o tripla copia dello stesso lavoro. E invece no. A leggere l’articolo, si capisce che i tagli erano riferiti alle edizioni, e non ai giornalisti, che rimangono lì tutti quanti…alla fine facendo addirittura meno cose! Roba da non credere, davvero. Già sarebbe interessante capire perché la corazzata di De Benedetti, dopo aver passato mesi a tartassare Gubitosi, anche tramite le sferzate di Valentini nella sua rubrica “Il sabato del villaggio”, da qualche mese a questa parte, anche tramite… nuovi e reiterati elogi dello stesso Valentini e sempre positivi servizi di Fontanarosa e altri, è passata a sponsorizzare l’attuale gestione…Mah, gatta ci cova. Certo è che il buon feeling è condiviso, visto che la gola profonda ha spifferato tutti i dettagli della riforma in questione soltanto a Repubblica, consentendole di realizzare un bello scoop di una intera pagina, con tanto di infografica: roba che non si prepara in un pomeriggio…Insomma, una faccenda da primissima repubblica, altro che manager e giornalisti moderni… Tornando al merito, non è nemmeno il caso di spenderci troppo tempo, dato che si tratta solo di un ballon d’essai, che sembra confezionato per disegnare un’immagine del Dg come grande tagliatore, proprio come dovrebbe piacere a Renzi!

Vale però la pena di rilevare quanto sia esilarante l’infografica a corredo dell’articolessa, buona per i gonzi e i distratti, ma non per chi se ne intende un po’ e cerca un minimo di coerenza in ogni progetto di riforma. Infatti si legge: “Le 10 testate saranno ridotte di circa la metà”…e poi, subito sotto “Dopo gli accorpamenti, tutti i marchi sopravviveranno”(sic!).  Alla voce “redazione unica”, si legge che per ora si soprassiede, perché “manca lo spazio fisico dove sistemare l’ipotetica redazione unica”. Ancora SIC! Gli ascolti bassi del canale all news Rainews24 dovrebbero migliorare in seguito alla riduzione dell’offerta dei telegiornali tradizionali… 

Ma abbiamo capito bene? Ancora e ancora SIC!! Inoltre, si legge poi nel testo dell’articolo, che “I tg dovranno caratterizzarsi, il Tg1 darà notizie ad ampio raggio, il Tg2 si occuperà di costume e tendenze sociali, il Tg3 di sociale ed esteri”. Così, o basterà guardare solo il Tg1, rendendo inutile tutto il resto, o dovremo guardarceli tutti per avere un quadro decente della giornata…

Veramente roba da non credere: è tutto un insulto, un insulto al Cda che non ne sapeva niente, e si vedrà costretto ad approvare una “non riforma” per la gloria del Dg in cerca di accreditamento presso il nuovo che avanza. Ma soprattutto un insulto all’intelligenza. Unica petizione interessante, quella di obbligare i giornalisti a usare la telecamere e a montarsi il pezzo, come fanno già da molto tempo all’estero tutti quanti. Opzione peraltro non nuova, perché a Yoda pare di ricordare che qualcosa di analogo sia stato proposto dal Cda di Zaccaria (intorno al 1999 o al 2000)…che fu respinto però con perdite dall’opposizione compatta dei sindacati dei giornalisti e dei tecnici. Ma comunque anche questa opzione è semplicemente inserita nella lista dei desideri della “non riforma”.

Lasciando l’informazione e venendo ai programmi, alla presentazione dei palinsesti si è ampiamente capito di cosa è fatta la nuova Rai del moderno Gubitosi: ripetizioni, copie di copie di programmi del passato, usato sicuro riproposto ad ogni ora del giorno, vecchie facce, sempre le stesse. Non si capisce proprio come (Gubitosi, insieme a tutte le sue preziose risorse importate dall’esterno), direttori di reti e responsabili dell’intrattenimento possano giustificare stipendi intorno ai 3-400.000 euro e più. Mah: misteri del Servizio Pubblico. A Yoda non è sfuggita un’altra incredibile perla in una intervista di Aldo Cazzullo del Corriere, che si è limitato a fare il registratore, nel quale il Dg ha inciso trionfante “Ho risanato i conti e ho eliminato il trash dalla Rai”. Meno male che Avvenire ci ha subito ricordato che nei nuovi palinsesti c’è il super trash di “Made in sud”, mentre film di una violenza efferata spuntano da tutte le reti, specie quelle digitali, anche in pieno giorno, alla faccia delle fasce protette.

Per sovrammercato, la presidente Tarantola si spende ogni giorno nel vantare la qualità che la Rai sa offrire nonostante il canone più basso d’Europa.

A Yoda, sospirando, viene in mente un vecchio detto: “Mentite, mentite. Qualcosa resterà”.

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