SPILLO/ Da Maurizio Costanzo a Pippo Baudo, il “virus” che rottama la tv

- Maestro Yoda

Su Rete 4, in prima serata, è tornato il Maurizio Costanzo Show. Per YODA è l’occasione per riflettere sui cosiddetti mostri sacri che sembrano non riuscire a fare a meno della tv

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Maurizio Costanzo

È tornato il Maurizio Costanzo Show. E non se ne sentiva per nulla il bisogno. La riprova è che nonostante un modesto 5,63% di share, pochissimi sono stati i commenti negativi, o meglio, pochissimi sono stati i commenti! Segno evidente di imbarazzo di fronte a un mostro sacro della tv. Il più quotato critico nazionale ha taciuto. Antonio Dipollina, critico tv di Repubblica, gli ha dedicato poche righe, parlando di un mesto ritorno. Poiché è noto che Costanzo è allergico alle critiche anche minime, e che i suoi strali possono ancora far male, essendo lui e la sua consorte a capo di una corazzata delle tv, si capisce perché se ne stanno più o meno tutti acquattati. 

Qualche giornale online amico (Affaritaliani) ha avuto pure l’impudenza di parlare di “un ritorno col botto: 5,63% di share in una serata di grande competizione televisiva” (col botto? Il 5,63%?). Beccandosi subito due commenti (gli unici!) da due Top Commentator del sito, che trascriviamo paro paro: Giovanni Pallotta: Era solo curiosità. Non si può stare davanti alla Tv ad assistere ad uno spettacolo di chiacchiericci inutili. Costanzo: anche per te è giunto il momento di fare il vero pensionato. Lascia spazio ad altre generazioni. Piero Margarini: Ma chi ci crede !!!! va bene che al cinema vanno a vedere La mummia e Il ritorno della Mummia, ma, che oltre un milione di individui abbiano seguito una trasmissione con questo tipo spero proprio sia una balla altrimenti povera Italia!!!!!!!!!

Il vostro vecchio Yoda, data la sua età, non ama sentir parlare di rottamazione in termini generici, perché è una stupidaggine vera e propria. Il vero problema è come uno invecchia. Per esempio, il presidente Napolitano ha 13 anni di più di Costanzo, ma il suo eloquio e la sua presenza di spirito lo renderebbero – con tutto il rispetto – adatto a condurre assai meglio di Costanzo persino il suo show televisivo. Nel senso che non è così duro d’orecchio, non deve leggere ogni cosa prima di parlare, non biascica penosamente quando parla. Per non parlare di uno che fa invece ancora brillantemente lo stesso mestiere di Costanzo, con dieci anni di più, vale a dire Piero Angela. Degli acciacchi Costanzo non ha colpa, ma visto che sono dati oggettivi, perché esporsi così penosamente in tv nel tentativo di svolgere un ruolo che non è più in grado di sostenere? 

Ma se “errare humanum est”, “perseverare diabolicum”! Perché con molta sfrontatezza, pochi giorni prima Costanzo aveva dichiarato a Paolo Conti de Il Corriere della Sera che gli chiedeva se la tv generalista era in crisi: “Io ci sono cresciuto e continuamente trovo telespettatori che mi collegano ai loro primi ricordi televisivi. Mi piacerebbe che ora avvenisse lo stesso con un nuovo pubblico. La tv generalista ha un bel futuro. Occorre trovare nuovi schemi: ci sono tante idee sul web, sfruttiamole! Altrimenti si rischia davvero la fine per mancanza di pubblico con la progressiva scomparsa biologica dei più anziani. Guardare la tv non assicura l’immortalità”.

Molto giusto. Peccato che poi sia andato in onda con la solita stravista compagnia di giro in cui ha brillato per sguaiataggine la matrona Venier, il pornoattore Siffredi, la “gattamorta” del Grande Fratello e le povere vedove di Corrado, Manfredi e Funari. Roba da non credere. Ciononostante i pochi coraggiosi critici che si sono espressi hanno parlato di un Costanzo svogliato e poco interessato: un vero e proprio eufemismo. C’è pure da domandarsi come si sia potuto pensare di mandare in prima serata uno show di chiacchierate adatto per definizione a una seconda serata. A tal punto è arrivato il potere contrattuale della famiglia Costanzo, fino a obnubilare la coscienza dei responsabili del palinsesto? Tutto l’insieme fa riflettere sullo stato della Tv italiana. Molte volte Yoda ha ricordato che i palinsesti sono gli stessi da quindici anni e di innovazioni in giro se ne vedono proprio poche. Se poi ci si mettono i mostri sacri come Costanzo (76 anni), Baudo (78), Carrà (71), a pretendere di tornare in video per rifare se stessi da giovani, quando persino i più giovani di loro come Clerici e Venier appaiono come motori sbiellati, lo spettacolo è veramente penoso, ma lo è soprattutto per il mancato rispetto che hanno per se stessi e per la propria storia. 

È noto che l’apparire in tv ed essere protagonisti dei media è una particolare specie di virus, che quando ti acchiappa non ti molla più, fino a toglierti ogni capacità di pensare razionalmente. Ma se sei veramente grande, ad esempio come lo è David Letterman, hai il coraggio di uscire dal piccolo schermo a soli 66 anni, quando sei nel pieno delle tue facoltà fisiche e mentali. Proprio l’altro giorno, mentre si faceva scarrozzare in taxi, a non so quale programma radiofonico, il vostro Yoda ha sentito Baudo raccontare – come se stesse rivelando chissà quale retroscena – come lui avesse scoperto e lanciato Albano a Settevoci. Dichiarandosi molto disponibile per intervenire ancora in trasmissione con altri aneddoti del genere! Commento del tassista quarantenne: “Ma sai quanto ce ne frega a noi?”. Ecco.

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