Canone Rai 2016 in bolletta/ Tra novità e confusione una tassa in “stile Renzi”

- Maestro Yoda

La novità del canone Rai 2016 in bolletta sta creando non poca confusione tra gli italiani. Per YODA è l’ennesima dimostrazione del modo di fare del Premier Renzi

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Sui giornali italiani, tra i tanti argomenti più scottanti, c’è un gran dibattere sulla faccenda del canone Rai inserito d’autorità dal governo nella bolletta per l’energia elettrica. Ha già rognato il Codacons tramite il suo presidente Carlo Rienzi: “L’inserimento del canone in bolletta creerà effetti a valanga con conseguenze per i consumatori e per le imprese elettriche”. In molti ritengono che il provvedimento sia addirittura incostituzionale e che alla fine tutto si risolverà in una marea di ricorsi. Di diverso parere Adusbef e Federconsumatori, che in una nota elencano alcune informazioni utili per chiarire la decisione contenuta nella legge di stabilità approvata lo scorso 22 dicembre: “In attesa di decreti attuativi o circolari esplicative che dovranno chiarire molteplici dubbi e definire con precisione tutte le possibili casistiche, vogliamo fornire agli utenti alcune delucidazioni […]. L’importo del canone Rai è stato ridotto a 100 euro e la tassa verrà automaticamente addebitata sul contratto di energia elettrica nel luogo in cui il contribuente ha la propria residenza anagrafica. Il pagamento del canone è dovuto solo per la prima casa e una sola volta nella famiglia, a condizione naturalmente che i coniugi e i figli siano tutti residenti nello stesso immobile. Nel caso in cui due coniugi abbiano la residenza in due immobili diversi il canone verrà addebitato su entrambe le bollette elettriche. Lo stesso dicasi per i figli: se questi ultimi cambiano residenza dovranno pagare il canone nell’immobile (anche se in locazione o in comodato) in cui hanno un’utenza di energia elettrica”.

Di diverso parere Il Sole24 Ore: “Come farà l’Agenzia delle Entrate, che già fatica a incassare il 12% dell’evasione fiscale, a intrecciare i dati di familiari conviventi, residenti, e intestatari della bolletta elettrica e intestatari del canone Rai, resta ancora un mistero. Ma dovrà farcela, perché i casi in cui titolari del contratto elettrico e della casa non coincidano sono piuttosto frequenti, e quindi, nonostante le seconde case non dovrebbero essere coinvolte nel sistema, è chiaro che il rischio di duplicazione è forte”.

C’è poco da stupirsi, è il solito modo di procedere di Renzi: si affronta la superficie di un problema, si ricerca una soluzione percorribile almeno in teoria, al fine di poter dire “l’abbiamo fatto”, incuranti dei dettagli, dei quali di norma si occupa il demonio. Yoda poi non si sente tanto bene quando pensa che a capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi non c’è un demonio, ma nientemeno che un vigile urbano, mica un magistrato di lungo corso, come sempre avvenuto prima di Renzi…Che dire? Nel contempo i parlamentari che gli votano i provvedimenti lo fanno quasi sempre per l’opportunità di garantirsi un posto oggi e domani, e quasi mai per il merito delle questioni. Chi vuole approfondire, chiarire, è considerato un pericoloso rompiscatole, un gufo contrario a qualsiasi cambiamento. 

Per carità, la questione non è priva di fondamento, in quanto gli italiani che nel 2014 hanno pagato il canone Rai sono stati 16.720.087, con un tasso di evasione del 30,53%. Nel 2013 erano stati 16.809.000 con un’evasione al 26,06%. La società di comunicazione di dati Twig, nata nel 2014 e specializzata in data mining, cioè reperimento di dati, ha realizzato una mappa che parla da sola: secondo un primo macrodato, l’evasione si concentra nelle aree di confine del Piemonte, del Trentino e in moltissime valli di montagna, dalle prealpi liguri all’altopiano di Asiago in Veneto fino alle cime dell’Abruzzo.

Poi c’è il secondo macrodato: la frattura strutturale tra il Meridione e le Isole e il resto d’Italia. E basta uno sguardo alla mappa per rendersi conto che in vaste zone della Campania, della Calabria e della Sicilia, chi paga è semplicemente un’esigua minoranza. Su quattro comuni in cui si registra un’evasione del 91% – Ribordone, Villa di Briano, Parete e Casal di Principe – uno è in provincia di Torino e gli altri tre sono nel Casertano. Il divario Nord/Sud emerge prepotentemente nella classifica delle province: le più virtuose sono Ferrara, Rovigo e Bolzano. Le peggiori sono Crotone (56% di evasione), Napoli (55%) e Catania (53%). Ma a Napoli città le cose vanno pure peggio e gli evasori salgono a quasi il 62% (61,7%): record negativo tra le città capoluogo. È questo il motivo per cui in passato non si è mai voluto realmente affrontare la questione: che può succedere a Napoli se improvvisamente così tanta gente si vede costretta a pagare 100 euro di una tassa mai pagata?

Ma a Renzi che ha appena portato in porto una riforma che mette la Rai alle sue dirette dipendenze tramite un amministratore delegato di sua fiducia, quei soldi ora servono, e quindi li vuole. Come fare? Furbescamente diminuisce il canone da 133 a 100 euro, così può sbandierare la prima riduzione della storia , e poi spalma la tassa in dieci rate per attutire il colpo. Che comunque ci sarà, visto che a luglio comunque si dovrà pagare il 70%… Mah, Yoda non sa veramente più che dire, gli sembra che il Paese sia entrato in un circolo vizioso dove tutti cercano di fare i furbi, dove tutti, governo e opposizione, mirano soprattutto ad avere il titolo sul giornale del giorno dopo. Lui per primo. Davvero imbarazzante il Premier quando afferma, a proposito dei risparmiatori gabbati dalle banche: “Rimborseremo fino all’ultimo centesimo…”, senza specificare che solo alcuni ne avranno diritto, lasciandolo lo sgradevole compito di chiarire ai suoi vice.

È solo un esempio delle piccole furbizie di cui ha inondato i giornalisti nelle sua conferenza stampa fiume di fine anno. Oramai ogni giorno si vede costretto a calcolare se gli conviene mentire a questi o a quelli, cercando di indovinare da che parte gli potrà venire maggiore consenso. Tutto il lavoro sporco lo devono fare gli ominicchi di cui si è circondato. 

Yoda è già un po’ che ci ha fatto caso: se si dovesse riflettere sulla fenomenologia del renzismo dal punto di vista antropologico, a parte la bellona Boschi, si scoprirebbe che ci sono un po’ di donne dallo sguardo non esattamente intelligente (Mogherini, Madia), e poi tutta una serie di ominicchi proprio piccoli anche di statura, con vocette da femminuccia e vistosi difetti di pronuncia, cui spetta il gravoso compito di spiegare l’inspiegabile. Fatti così per non fare ombra al premier, che proprio alto e prestante non è. Dall’altra parte ci sono i grillini tutti intenti a farsi improvvisamente clamorosi autogol, e il capitan Fracassa Salvini che le spara sempre più grosse. Intanto le borse crollano, l’Europa sta molto male, l’Italia peggio, ma Renzi ritiene che l’unica soluzione sia attaccare la Merkel e twittare i suoi successi.

Poveri voi! Mai come ora Yoda è contento di stare così lontano. Anche perché quello che vi resta da fare è pagare il canone e poi trepidare per Sanremo: o tempora, o mores!

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