Laura Fiandra, moglie Tullio Solenghi/ Chef vegana e crudista, con lui ha due figlie

- Rossella Pastore

Laura Fiandra è la moglie di Tullio Solenghi. Chef vegana, ha convinto tutta la famiglia ad abbracciare questa dieta e questo stile di vita.

Laura Fiandra
La moglie di Tullio Solenghi Laura Fiandra

Tullio Solenghi è sposato da anni con Laura Fiandra, chef crudista originaria di Gorizia che ha fatto del suo stile alimentare non soltanto un lavoro, ma una vera e propria filosofia di vita. Laura è molto nota nel mondo della cucina, essendo una delle poche professioniste ad aver fatto proprio questo modo di cucinare. Di ‘non’ cucinare, anzi: nei piatti che prepara, infatti, Laura non contempla cibi cotti, essendo convinta che il calore della fiamma depotenzi i vari alimenti e li privi in parte delle sostanze nutritive. Inoltre, come dimostrato scientificamente, i cibi cotti sono molto più difficili da digerire rispetto a quelli crudi. Pare che la Fiandra sia vegana ormai da una vita: quand’era piccola, racconta, la sola vista di una fetta di carne la turbava tanto da farla scoppiare a piangere.

Laura Fiandra e Tullio Solenghi, la scelta vegana condivisa: “Mangiare animali non è più necessario”

Laura Fiandra è approdata al crudismo nel 2013, ricevendo il pieno appoggio da chi vive in casa con lei. Insieme al marito Tullio Solenghi, Laura ha avuto due figlie, Alice e Margherita, anche loro vegane. Nello specifico, in una dieta vegana crudista, il 70% degli alimenti viene mangiato crudo, mentre per il restante 30% è prevista una cottura ‘leggera’ (comunque mai superiore ai 45 gradi centigradi). Per mantenersi in forma, Tullio e Laura abbinano questo regime così rigoroso a un piano di attività fisica altrettanto preciso. Il loro percorso è stato certamente graduale, tant’è che nel 2015 Solenghi si dichiarava ancora ‘vegetariano tendente al vegano’: “Oggigiorno mangiare animali non è più necessario”, si legge in una sua intervista dell’epoca all’Huffpost. E, spiegando le ragioni della sua scelta: “Non c’è più una giustificazione logica nel supportare un’industria che massacra esseri viventi in numero nettamente maggiore rispetto a un eventuale fabbisogno”.



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