Laura Ziliani, arrestate due figlie/ In manette anche il fidanzato della maggiore

- Davide Giancristofaro Alberti

Svolta nel caso di Laura Ziliani, l’ex vigilessa uccisa e trovata cadavere a inizio agosto: arrestate due delle tre figlie e il fidanzato della maggiore

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Laura Ziliani (Quarto Grado, 2021)

Svolta per quanto riguarda la morte di Laura Ziliani, ex vigilessa 55enne sparita da Temù (in provincia di Brescia) lo scorso 8 maggio, e ritrovata morta dopo ricerche serrate a inizio agosto. Le due figlie sono state arrestate, assieme al fidanzato della maggiore. Il fermo è giunto stamane da parte dei carabinieri del comando provinciale di Brescia, coordinati poi dalla Procura. Laura Ziliani aveva tre figlie ma sono due sono state arrestate, leggasi Silvia e Paola Zani: la prima è una fisioterapista di 27 anni, mentre la seconda ha solo 19 anni e frequenta Economia.

Le due ragazze, come ricorda Il Giorno, sono state prelevate stamane dalla propria abitazione, un condominio alla periferia di Brescia, e assieme a loro anche Mirto Milano, fidanzato di Silvia di 28 anni, originario di Calolziocorte, in provincia di Lecco, ma residente a Roncola San Bernardo, nel bergamasco. Secondo quanto riferisce Storie Italiane, vi sarebbe un testimone che avrebbe visto le ragazze che trasportavano qualcosa di “sospetto”, inoltre Laura Ziliani sarebbe stata avvelenata con della diazepina. Fin dall’inizio i tre sono stati subito attenzionati dai carabinieri in quanto il loro racconto non filava alle orecchie dei carabinieri, e di conseguenza i tre sono stati “vigiliati” fino appunto alla svolta di questa mattina.

LAURA ZILIANI, ARRESTATE DUE FIGLIE: IL MOVENTE DI NATURA ECONOMICO

Il movente sarebbe di natura economica visto che l’ex vigilessa avrebbe un ingente patrimonio immobiliare su cui le due figlie avrebbero potuto mettere le proprie mani qualora la madre fosse morta, e anche un bed & breakfast in montagna che funzionava molto bene.

Silvia e Paola Zani hanno anche una sorella, mai indagata e che ha problemi di salute. I tre sono accusati di aver “somministrato in concorso una sostanza che ha cagionato la morte della Ziliani allo stato sconosciuta e o non ancora stabilita e di avere occultato il cadavere della donna nella notte tra il 7 e l’8 maggio”, così come si legge nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari a firma di Alessandra Sabatucci.



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