Laura Ziliani/ Mirto al compagno di cella: “Abbiamo preso un filo elettrico e…”

- Alessandro Nidi

Mirto Milani ha confessato l’omicidio di Laura Ziliani a un compagno di cella, che è stato intervistato dalla trasmissione “Quarto Grado”

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Laura Ziliani (Quarto Grado, 2021)

L’omicidio di Laura Ziliani è tornato al centro della trasmissione televisiva di Rete 4 “Quarto Grado”, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero e andata in onda nella puntata di venerdì 1 luglio 2022. In particolare, sono stati proposti alcuni estratti dell’intervista realizzata al testimone chiave di questo caso di cronaca nera, vale a dire il compagno di cella di Mirto Milani, un uomo di circa 50 anni che tra settembre 2021 e gennaio 2022 si è trovato a condividere l’esperienza della reclusione con il giovane tenore.

Questi ha rivelato che Mirto “continuava a dire che il leader del trio era Silvia, che era lei che voleva uccidere sua madre Laura Ziliani. Poi, hanno convinto anche Paola”. Il prosieguo del racconto è agghiacciante: Mirto mi ha raccontato che avevano preparato alcuni muffin per Laura. Uno di essi era pieno di benzodiazepine e differenziato dagli altri, ma lei, nonostante l’avesse ingerito, non si addormentava. Quando ha tentato di alzarsi, Silvia l’ha immobilizzata da dietro, assieme a Paola. Le hanno messo un sacchetto in testa e hanno provato a strangolarla, anche con un filo elettrico preso dall’appartamento in ristrutturazione”.

LAURA ZILIANI, LA CONFESSIONE DI MIRTO MILANI A UN COMPAGNO DI CELLA: “VIE PERCORSE A FARI SPENTI”

A quel punto, Mirto, Silvia e Paola avrebbero cambiato l’intimo di Laura Ziliani per simulare un incontro sexy, qualora il cadavere fosse stato ritrovato. In seguito, l’hanno ricoperta con pellicola da cucina, per adagiarla quindi in auto tra i sacchi della spazzatura. I tre indossavano tute tecniche per non lasciare tracce e avrebbero percorso un tragitto studiato nel dettaglio e lontano dalle telecamere di videosorveglianza.

Il testimone ha sottolineato chehanno percorso quelle vie, che conoscono solo i locali, a fari spenti, aiutandosi con le torce sul casco che usavano nelle gite in montagna”. La fossa per Laura Ziliani, invece, sarebbe già stata preparata in precedenza da Mirto, con una presunta stesura di un fondo in cemento per evitare che l’acqua smuovesse il corpo.







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