Lavoro femminile, sgravi per assunzione donne/ Manovra: stop versamento contributi

- Mirko Bompiani

Lavoro femminile, importanti novità dalla Manovra: il Governo ha deciso che sulle assunzioni delle donne non si verseranno contributi

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Lavoro femminile rilanciato nella Manovra. Il Governo ha previsto delle agevolazioni per le assunzioni delle donne: come evidenziano i colleghi de Il Messaggero, lo sgravio contributivo arriva al 100%. Entrando nel dettaglio del provvedimento inserito nella Legga di bilancio, lo sgravio è previsto per un massimo di 6 mila euro l’anno. Previste delle agevolazioni anche per le assunzioni degli Under 35, sia donne che uomini. Nel primo provvedimento che vi abbiamo riportato non sono previsti dei limiti di età ed è valido in tutta Italia: il quotidiano capitolino mette in risalto che la norma è sperimentale per due anni e richiama “il dispositivo contenuto nella legge 92 del 2012 che già prevedeva uno sgravio contributivo del 50% per le «donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea» e per le assunzioni «di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti»”.

Lavoro femminile, sgravi per assunzione donne in Manovra

La norma sul lavoro femminile prevede anche una clausola – le assunzioni devono essere aggiuntive all’organico già esistente – ma c’è un altro provvedimento che riguarda le donne all’interno della manovra. È prevista infatti la nascita di un fondo per l’imprenditoria femminile con contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero/agevolati e percorsi di assistenza tecnico-gestionale. Il Messaggero rivela che il fondo è dotato di 20 milioni per il 2021 e di 20 milioni per il 2022. Importanti passi in avanti per il lavoro femminile, dunque, considerando che le donne – insieme ai giovani – sono coloro che subiscono più danni nel mercato dell’occupazione. Solo ad ottobre secondo i dati Ocse la disoccupazione femminile è salita dello 0,2%. Ma non solo: rispetto allo stesso periodo del 2019, nel secondo trimestre del 2020 sono stati “bruciati” 470 mila posti di lavoro.



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