FIAT/ Accordo separato per la Cig a Pomigliano. Solo la Fiom dice no

- La Redazione

Tutti i sindacati, tranne la Fiom, hanno firmato il verbale di intesa che prevede 8 mesi di Cig in deroga per 4.812 lavoratori dello stabilimento

Fiom_LandiniR400
Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom (Foto Ansa)

FIAT – Accordo separato per la Cig a Pomigliano. Solo la Fiom dice no – A Pomigliano d’Arco si è consumato ieri l’ennesimo strappo sindacale. Fim, Uilm, Fismic e Ugl metalmeccanici hanno infatti firmato il verbale di intesa che prevede 8 mesi di Cig in deroga per 4.812 lavoratori dello stabilimento, mentre la Fiom ha detto no.

La cassa integrazione in deroga partirà dal 15 novembre (il 14 novembre scade la cassa integrazione straordinaria), è riguarderà «un numero massimo di 4.812 unità lavorative occupate presso lo stabilimento Gianbattista Vico di cui 4.507 in forza presso la sede di Pomigliano d’Arco e 305 in forza presso la sede di Nola». Fiat «confidando in una sollecita emanazione del provvedimento autorizzativo» anticiperà il trattamento di integrazione salariale alle normali scadenze di paga, «al fine di garantire la continuità del sostegno al reddito dei lavoratori, avendo la possibilità di recuperare tempestivamente, tramite conguaglio con il primo versamento contributivo utile, gli importi corrisposti ai lavoratori sospesi».

I sindacati che hanno siglato l’accordo hanno spiegato che la Cig in deroga garantisce ai lavoratori un reddito, in attesa che nasca la nuova Pomigliano.

«Avremmo voluto firmare l’intesa sulla Cig in deroga, perché la priorità è il sostegno ai lavoratori, ma mancano le condizioni e le garanzie sufficienti dal punto di vista del mantenimento occupazionale», ha detto il segretario nazionale e responsabile auto della Fiom, Giorgio Airaudo.

La Fiom è inoltre contraria alla costituzione di una newco (la cui costituzione sarebbe legata alla produzione della nuova Panda) a Pomigliano d’Arco. Il timore è che non tutti i lavoratori vengano assunti nella nuova azienda e che venga creata quindi una bad company sul modello Alitalia.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori