LETTERA/ I segreti della Francia, dove il lavoro non penalizza i giovani

- Michele Melis

In Francia ad aprile il tasso di disoccupazione per i giovani maschi sotto i 25 anni è sceso del 10,7%. MICHELE MELIS ci spiega le caratteristiche del mercato del lavoro transalpino

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Il Presidente francese Nicolas Sarkozy osserva un cuoco al lavoro (Foto Ansa)

Dopo sei anni di lavoro nelle risorse umane per Gi Group Spa in qualità di Responsabile Commerciale, prima presso l’agenzia di Borgosesia (Vc) e in seguito nella filiale di Saronno (Va), da gennaio di quest’anno mi è stata proposta una nuova sfida professionale e ho così iniziato la mia esperienza in Gi International, con il ruolo di Area Manager presso la nostra società francese, Gi Group Automotive Sas.

Il primo impatto con il mercato francese è stato sbalorditivo: mi sono ritrovato in uno deimercati più importanti e storici delle Agenzie per il lavoro, dove le prime di esse hanno iniziato a operare già negli anni ’60, e la giurisprudenza del Code du Travail (Diritto del lavoro) ha iniziato a disciplinarlo con gli articoli 1251-5, 1251-6 e successivi a partire dal 1970.

Nonostante il radicamento dell’interinale nel tessuto lavorativo francese, il settore non è riuscito a evitare il contraccolpo della crisi economica del 2008. Le più grosse società di lavoro temporaneo in Francia negli ultimi tre anni si sono trovate costrette a chiudere in totale più di mille filiali. Le agenzie hanno subito la crisi dei loro clienti, ritrovandosi con gran parte del personale interinale “au chômage” (lasciato a casa), e hanno assistito solo a partire dal 2010 a una reale e costante crescita delle richieste/offerte di lavoro.

Dopo una timida ripresa iniziata nel marzo 2009, infatti, il trend positivo si è confermato per tutto l’anno successivo. La crescita dell’ultimo trimestre 2010 del 20% è stata confermata nei primi mesi del 2011, con una progressione nel mese di aprile del 13,8% (rispetto allo stesso periodo del 2010). Questo sviluppo presenta però delle “anomalie”. Infatti, pur essendo la Francia un Paese a forte predominanza logistica (terziario), è soprattutto il settore industriale a “tirare” la crescita del mercato del lavoro (+33%).

Con la ripresa ormai consolidata, le agenzie francesi stanno affrontando un nuovo problema, la carenza di risorse umane sul mercato del lavoro. Oggi il tasso di disoccupazione è costantemente in calo, perché molte aziende hanno reintegrato il personale che l’anno scorso era stato sospeso dal lavoro. In particolare, ad aprile si è registrato un -0,3% rispetto a marzo.

Analizzando più attentamente i dati si scopre, in realtà, che il tasso di disoccupazione è ancora in aumento rispetto al 2010. Confrontando il mese di aprile emerge un aumento della disoccupazione dello 0,8%. Le fasce più colpite sono soprattutto le donne (+3,1%) e le persone con più di cinquant’anni (+12,9%), mentre per gli uomini sotto i venticinque anni diminuisce del 10,7%.

Al calo della disoccupazione si associa l’effetto del sistema di assistenza statale attuato in Francia: molte delle persone che usufruiscono di aiuti statali, infatti, spesso rimandano la ricerca di un impiego. Su 4.300.000 persone iscritte al Pole emploi (Ufficio di collocamento), 590.000 non hanno fatto nessuna azione positiva nel mese di aprile per tornare nel mondo lavorativo.

Nonostante queste momentanee difficoltà, le Agenzie per il lavoro rimangono gli attori principali del mercato del lavoro. Dopo quasi quarant’anni di presenza, sono entrate nella quotidianità di tutti gli utilizzatori. Oggi quello che fa la differenza è soprattutto la formazione. Le agenzie si occupano, dopo aver reperito i fondi necessari presso il Fastt (Fondo d’azione sociale per il lavoro temporaneo), di organizzare dei corsi ad hoc per formare e informare il personale che verrà inserito presso le aziende clienti. Questa capacità è riconosciuta sia dai manager delle risorse umane che dai lavoratori interinali stessi, i quali sanno di potersi rivolgere alle agenzie per avere tutti i servizi utili all’inserimento di personale formato e qualificato.

È anche su questo aspetto che si giocano le trattative commerciali nel mercato francese: le società di lavoro temporaneo che offrono un miglior servizio formativo, infatti, sono quelle che riescono a ottenere i maggiori risultati in termini sia di qualità che di fatturato.



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