RIFORMA DEL LAVORO/ Fornero: la faremo anche senza l’accordo con i partiti

- La Redazione

Dopo l’annuncio di Monti di intendere procedere con la riforma del mercato del Lavoro con o senza l’appoggio dei partiti, ne giunge uno analogo da parte del ministro del Welfare Fornero.

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Elsa Fornero (Infophoto)

Dopo l’annuncio di Monti di intendere procedere con la riforma del mercato del Lavoro con o senza l’appoggio dei partiti, ne giunge uno analogo da parte del ministro del Welfare Elsa Fornero. La Fornero ha, infatti, fatto sapere che il governo andrà avanti sia se non dovesse esserci un accordo con le parti sociali sia se non dovesse esserci l’accordo con i partiti. Rispetto a quest’ultimo punto ha sottolineato di aver incontrato più volte il Pd e di aver illustrato ai suoi esponenti le linee guida con le quali intende procedere. Come ormai noto, la riforma consterà di alcuni cardini guida quali la riforma degli ammortizzatori sociali, il riordino dei contratti, l’introduzione di un sussidio di indennità e misure per agevolare l’assunzione di giovani, donne e anziani. In tal senso, si è detta convinta del fatto che il partito di Bersani accetterà un accordo su una riforma buona. Sotto questo profilo ha ribadito che da parte del governo c’è la disponibilità e l’interessere a giungere ad una posizione condivisa. «Credo che si possa discutere con onestà intellettuale con tutti», ha detto. Tuttavia, in caso contrario, l’esecutivo si «assumerà la responsabilità di andare avanti».

Rispetto ai lavori in corso ha detto che tutto, al momento, sembrerebbe andar per il meglio, con uno scambio positivo per entrambe le parti. Dettagliando le linee guida che ispireranno il provvedimento, ha fatto sapere che l’obiettivo principale è l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. A tal proposito «bisogna cambiare molte delle cose che hanno creato nel tempo una sedimentazione di istituti contrattuali, di ammortizzatori e di pratiche che nei fatti si sono dimostrati veicoli per il precariato», ha detto. Compito del governo, ha aggiunto, è quello di trovare gli strumenti ideali per scardinare tali vincoli. Per fare questo e per rilanciare l’economia, non è di certo sufficiente, ha ammesso, modificare le regole del mercato del lavoro in sé. In ogni caso, potrebbe, in qualche modo, favorirne l’andamento positivo. Contribuendo, ad esempio, ad attrarre investimenti, sia italiani che stranieri.

Una battuta non poteva non essere dedicata anche all’articolo 18. Si parlerà anche di quello nel corso delle trattative. La Fornero, per l’ennesima volta, ha ribadito il concetto che non può essere considerato un tabù. Poi, ha ricordato che, in ogni caso, la sua modifica o il suo superamento, saranno fatti unicamente nell’interesse dei soggetti coinvolti. 

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