LAVORO/ Incontro tra governo e parti sociali. Camusso: nuovi ammortizzatori dal 2017

- La Redazione

Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri, nella sede di via Flavia del ministero del Lavoro, l’incontro tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Ecco i dettagli

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Foto Imagoeconomica

Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri, nella sede di via Flavia del ministero del Lavoro, l’incontro tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Per il governo erano presenti il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Erano presenti, inoltre, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, il leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, e i rappresentanti di Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle cooperative. Il ministro Fornero ha chiarito fin da subito che «è ferma intenzione portare in porto l’accordo con le parti. C’è una determinazione molto seria, perché serve la consapevolezza che la riforma non serve ad accontentare il governo o qualche partito, ma che stiamo facendo il bene del Paese». Si è parlato in particolare di ammortizzatori sociali e flessibilità in entrata: al termine dell’incontro la Camusso ha spiegato che per la riforma degli ammortizzatori sociali ci sarà una transazione di cinque anni, «un lungo periodo», e che la data per i nuovi ammortizzatori «è quella del 2017. Ci può essere un intreccio, ma comunque ci sarà gradualità – ha continuato la Camusso -. Finché non ci dicono quante risorse ci sono è impossibile andare avanti. Dire che rimarranno invariate significa ridurre le tutele e questo non va bene». La stessa posizione è presa anche da Cisl e Uil: Bonanni chiede che vengano chiariti «quali requisiti devono avere coloro che utilizzeranno questa tutela, quanto denaro prenderanno e per quanto tempo», e spiega che se davvero il ministro «vuole fare l’interesse dei giovani allora li liberi da questa impostura delle false partite Iva, dei falsi co.co.co. e co.co.pro, delle associazioni in partecipazione e così via, cioè di tutte queste forme di lavoro che vengono utilizzate per non fare i contratti di lavoro dipendente. Fornero prima tolga di mezzo queste cose e allora avrà dimostrato che ci tiene ai giovani e affronteremo anche la questione degli ammortizzatori universali».

Angeletti ha invece spiegato che «senza risorse vuol dire che il sistema si reggerà solo sui contributi di imprese e lavoratori e questo non è possibile, non è cosi neanche negli Stati Uniti», precisando che non ci sono «obiettivi diversi tra noi, le imprese e il governo, ma la questione fondamentale restano le risorse. Non si può partire dallo schema “questi sono i soldi e spartiteveli”. Se è così noi questo accordo non lo possiamo fare». Secondo il leader di Ugl, Giovanni Cetrella, si tratta invece di una «riforma fredda, fuori dal contesto sociale e non è ancora chiaro cosa il governo intende fare. La proposta così com’è può creare gravi disagi. Servono risposte precise sulle risorse».



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