PENSIONI/ Esodati, cè chi sta “peggio”: i versatori di contributi volontari

Sono i quasi 200mila i versatori di contributi volontari come LUIGI BRIOSCHI, licenziati con una buonuscita sufficiente per assicurare loro il pagamento in forma autonoma dei contributi Inps

04.06.2012 - int. Luigi Brioschi
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Nessuno parla di loro, ma la loro vicenda è ancora più drammatica di quella degli esodati. Sono i quasi 200mila “versatori di contributi volontari”, rimasti senza lavoro in cambio di una buonuscita sufficiente per assicurare loro il pagamento in forma autonoma dei contributi Inps fino al raggiungimento della pensione. Con il decreto attuativo del ministro del Welfare, Elsa Fornero, hanno visto l’agognata meta allontanarsi anche di 10-15 anni. Luigi Brioschi, un versatore di contributi volontari di Milano, è uno degli organizzatori della protesta. Insieme a centinaia di altre persone, ha creato un forum online e sta valutando l’ipotesi di un ricorso al Tar contro il governo.

Brioschi, ci racconti la situazione in cui si è venuto a trovare …

Nel 2010, mediante un accordo aziendale, sono stato lasciato a casa insieme a 100 colleghi. L’alternativa che ci è stata prospettata era tra una buonuscita in cambio delle dimissioni o l’apertura di una procedura di mobilità che non comportava nessun esborso economico. Ho presentato quindi richiesta come versatore di contributi volontari, sottoscrivendo un contratto con l’Inps che prevedeva che sarei andato in pensione entro due anni.

Quindi è arrivata la riforma Fornero …

Inizialmente sembrava che fossi salvaguardato e che la riforma non mi riguardasse. Con il decreto attuativo di venerdì, sono stato escluso però dai 65mila salvati dal governo, in quanto raggiungerò i 40 anni di contributi nel 2014. Oggi ho 53 anni e per raggiungere la pensione l’alternativa che mi trovo di fronte è tra pagare ancora per altri quattro anni e mezzo (oltre il doppio di quanto preventivato), oppure smettere di versare e attendere di arrivare a 67 anni. Il problema è che io, come le altre persone nella mia stessa situazione, non so più come continuare a vivere, dato che non ho alcuna fonte di reddito per i 14 anni che mi separano dalla pensione. Gli esodati sono quantomeno più salvaguardati di noi, che stiamo pagando i contributi in forma autonoma senza avere né un lavoro, né un reddito.

Qual è la differenza un esodato e un versatore di contributi volontari?

Come gli esodati, i versatori di contributi volontari sono persone uscite dal mondo del lavoro per vari motivi: per esempio, perché sono state licenziate o indotte a rassegnare le dimissioni, o che lo hanno fatto per motivi personali, magari perché dovevano seguire i genitori anziani che non stavano bene. La differenza rispetto agli esodati è il fatto di avere scelto di chiedere l’autorizzazione all’Inps per pagare i contributi volontari e cercare di raggiungere l’obiettivo della pensione. 

Quanti sono i versatori di contributi volontari coinvolti dalla riforma Fornero?

In tutto si parla di un numero che oscilla tra le 100 e le 200mila persone, cioè 20-30mila persone che sarebbero andate in pensione ogni anno fino al 2018. Poiché il governo aveva già fissato dei tetti economici per ogni anno, ha stabilito un filtro con dei paletti e quindi ha ristretto la platea che può essere ammessa con i vecchi requisiti. Tutto ciò in spregio alla legge, perché un decreto attuativo dovrebbe solo chiarire il testo votato in Parlamento, mentre con questo si sta modificando in modo sostanziale la decisione del legislatore sulle modalità in cui andare in pensione.

Che cosa farete ora?

Stiamo valutando dei ricorsi al Tar e al Parlamento Ue. Ho aperto un forum online per discutere insieme a tutte le persone coinvolte le iniziative da intraprendere. Abbiamo contattato alcuni avvocati esperti di giustizia amministrativa, per capire se ci siano gli spazi per fare causa e per vincerla.

Perché avete deciso di trasferire la vostra battaglia online?

Per dare la possibilità a centinaia di persone come me di comunicarsi a vicenda le varie vicissitudini che sono costretti ad affrontare. Ormai abbiamo raggiunto le 1.792 pagine, perché è da dicembre che ci scambiamo informazioni, ci facciamo coraggio a vicenda, condividiamo la nostra esperienza e le nostre problematiche. Ognuno cerca di fornire l’apporto che è in grado di dare.

Ma è sufficiente un forum per organizzarvi?

Stiamo valutando anche la possibilità di creare un’associazione, perché in quanto contributori volontari non siamo considerati come gli esodati di Poste, Enel e altre grandi aziende. Questi ultimi, essendo alcune migliaia di persone, attraverso i sindacati hanno portato avanti un’azione di forza maggiore. I versatori di contributi volontari sono invece dispersi sul territorio e provengono da migliaia di aziende diverse e con situazioni differenti caso per caso. Ci accomuna però il fatto di dovere pagare dei contributi, senza avere né un reddito, né una pensione.

 

(Pietro Vernizzi)

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