PENSIONI D’ORO/ Il governo pronto a tagliarle per aumentare le minime

- La Redazione

Il Governo starebbe pensando a un intervento sulle pensioni d’oro per ricavare risorse che vadano ad aumentare quelle minime. Diverse proposte anche da alcuni partiti

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Il Governo Monti ha provato a penalizzarle con un contributo di solidarietà, ma le pensioni d’oro se la sono cavata grazie alla Corte costituzionale, che ha ritenuto illegittima una tassa extra solo per una limitata categoria di pensionati. Tuttavia, proprio quando si è scoperto che si superano i 90.000 euro al mese, è diventato chiaro anche all’esecutivo di Enrico Letta che occorre trovare uno strumento che in qualche modo possa colpire quelli che agli occhi di tantissimi cittadini appaiono dei privilegi inaccettabili. Il Sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Arringa, non nasconde di volerci provare, magari già in autunno, quando si discuterà di Legge di stabilità e anche quando potrebbero essere discussi provvedimenti riguardanti gli esodati e la riforma delle pensioni. L’idea sarebbe comunque quella di togliere risorse alle pensioni d’oro per darle a quelle di importo ridotto, una forma quindi di redistribuzione del reddito tra pensionati. Per il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, bisognerebbe mettere un tetto di 5.000 euro mensili, distribuendo quindi le somme eccedenti a chi con la pensione non riesce a vivere. Dai settori del centrodestra, Fratelli d’Italia in primis, come anche da Scelta Civica, la proposta sembra invece quella di ricalcolare gli importi degli assegni più elevati con il sistema contributivo, anziché retributivo. In questo modo si sarebbe sicuri che il pensionato incasserebbe una cifra adeguata ai contributi che ha versato durante la sua vita lavorativa.



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