RIFORMA PENSIONI/ Rizzetto (M5S): ecco come tagliare le pensioni d’oro

- int. Walter Rizzetto

WALTER RIZZETTO (M5S), vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, ci parla della mozione di cui è primo firmatario che punta a tagliare le pensioni d’oro

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Addio pensioni d’oro. In materia di pensioni, in attesa di quanto verrà stabilità dalla Legge di Stabilità – di cui si attende la stesura ufficiale – il Movimento 5 Stelle ha depositato una mozione che permetterebbe di tagliare gli ingenti assegni accumultati con privilegi e il sistema retributivo. Walter Rizzetto, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ci parla del testo di cui è primo firmatario, presentandoci il provvedimento che permetterebbe tra l’altro di alleggerire la pressione fiscale sulle pensioni più basse.

Onorevole Rizzetto, lei è il primo firmatario di una mozione per tagliare le pensioni d’oro.

Sono partito dal presupposto che la Corte Costituzionale ha sempre dichiarato illegittimi gli interventi in materia di pensioni d’oro, perché le misure prevedevano delle applicazioni di contributo straordinarie nei confronti di una singola categoria di soggetti. Bene, la mozione risolve a monte la questione, prendendo come parametro di riferimento le cosiddette imposte sostitutive.

Ci spieghi bene.

Andiamo a incidere fiscalmente – e non demagogicamente – sul problema delle pensioni d’oro e anche d’argento. Nel nostro sistema tributario sono presenti delle tipologie diverse di imposte sostitutive conformi al dettato costituzionale (in particolare in riferimento all’Articolo 53, quello impugnato dalla Corte per respingere i tentativi fatti). In sintesi, dunque, chiediamo al governo di introdurre un’imposta sostitutiva con aliquote progressive.

Entriamo dunque nel merito.

Dai 75.000 ai 90.000 euro c’è una tassazione del 43% su quello che uno va a introitare. Dai 90.000 in su (fino a 300.000 euro) si paga sempre il 43%: così non va, intendiamo introdurre altri scaglioni. La cosa interessante è che il maggior gettito va a riduzione delle aliquote inferiori, ovvero dei pensionati meno abbienti. Una cosa poi…

Prego.

Visto e considerato che tali pensioni d’oro sono state percepite, quasi tutte, grazie a dei privilegi e purtroppo al sistema retributivo, le future generazioni sarebbero tenute a continuare a pagare tali ingenti assegni, senza godere però dello stesso trattamento economico e giuridico.

Un’ingiustizia. In Commissione Lavoro, di cui è vicepresidente, pensa che troverà collaborazione dalla maggioranza?

Mi auguro proprio di sì. Innanzitutto ho inviato la mozione stessa al presidente Damiano, dopodiché ho cominciato a “pubblicizzare” il testo nella speranza che venga accolto dalla maggioranza. Il lavoro è durato mesi e i primi feedback ricevuti da qualche tecnico in termini di pensioni  sono stati positivi, ricevendo anche complimenti. Sono ottimista.

 

In ottica stesura ufficiale della Legge di stabilità, tra cassa integrazione in deroga, tutele, esodati e Quota 96 – per i quali si vedrà cosa ha intenzione di fare il governo – Cesare Damiano propone 62 anni e 35 di contributi (e meccanismo di bonus-malus) per il pensionamento anticipato.

Dico solo che è una questione di primaria importanza, per la quale non si può perdere tempo visto che sarà prossima a passare in aula: in Commissione c’è tantissimo lavoro da fare. Non ci piace l’impostazione del governo in tema di pensioni, mentre il piano di Damiano non mi convince: proporremo qualcosa noi 5 stelle.

 

(Fabio Franchini)

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