RIFORMA PENSIONI 2015 / Proietti (Uil): oltre ai rimborsi ai pensionati ci vuole la flessibilità

Per DOMENICO PROIETTI, non solo bisogna rispettare la sentenza della Costituzione, ma anche cambiare la riforma delle pensioni targata Fornero introducendo la flessibilità

13.05.2015 - int. Domenico Proietti
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Elsa Fornero (Infophoto)

La sentenza va semplicemente applicata. La stessa Corte ha fatto trapelare che la sentenza riguarda tutti, quindi assolutamente bisogna applicarla a tutti i pensionati che in questi anni si sono visti sottrarre ingiustamente importanti risorse». È il commento di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, sulla questione dei rimborsi che si è aperta dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco delle perequazioni deciso dal governo Monti nel 2011.

Cesare Damiano ha detto che il governo dovrà affrontare i problemi pratici di questa sentenza insieme ai sindacati. Voi che cosa proponete?

Noi chiediamo un incontro per discutere l’insieme della legge Fornero, che ha il blocco della perequazione che la Corte ha dichiarato incostituzionale, ma che comprende anche tanti altri punti che richiedono di essere modificati prevedendo, per esempio, la flessibilità in uscita.

Quali sono le priorità nella restituzione di queste somme ai pensionati?

Noi pensiamo che questa sentenza vada applicata a tutti, e riteniamo veramente deplorevole l’affermazione fatta dal sottosegretario Zanetti il quale ha detto che sarebbe “immorale” rivalutare anche le pensioni più ricche. Immorale è mantenere i vitalizi, una cosa profondamente ingiusta che mi pare il governo non stia rimuovendo.

Quali conseguenze avrà la sentenza della Corte sulla nostra economia?

Dare un po’ più di reddito a milioni di pensionati significherebbe anche contribuire alla crescita del nostro sistema economico. Ci sarebbe la possibilità di rilanciare i consumi, con un beneficio per le attività produttive e di conseguenza anche con una ripresa dell’occupazione. Sono questi i temi che noi pensiamo si debbano affrontare.

Ritiene che i pagamenti vadano rateizzati?

Noi pensiamo che la cosa fondamentale sia quella di applicare la sentenza per tutti i pensionati coinvolti. Dopo di che il governo, insieme con l’Inps, studierà le formule che possono agevolare la restituzione di queste somme e noi valuteremo se si farà una proposta nel senso della rateizzazione.

Ci saranno problemi a calcolare l’esatto importo da restituire ai pensionati?

La scorsa settimana abbiamo presentato uno studio nel quale quantifichiamo gli importi che spettano ai pensionati. La restituzione è comunque una cosa che va assolutamente attuata.

 

Dove vanno reperite le risorse necessarie?

Nel 2011 è stata fatta la più gigantesca operazione di cassa a danno delle pensioni. Bisogna riprendere una parte di quelle risorse, che sono stimate dagli attuari dell’Inps intorno a 80 miliardi di euro per il prossimo decennio, e rimetterle dentro al sistema previdenziale a beneficio dei pensionati. Si deve inoltre continuare a tagliare tutte le spese improduttive e tutti gli sprechi della politica, recuperare risorse dalla corruzione e dalla lotta all’evasione fiscale. È questo il modo per avere una disponibilità di risorse in grado di rispondere alla sentenza della Corte, ma anche per promuovere più in generale degli investimenti a beneficio di tutto il nostro sistema.

 

Lei nello specifico quali sprechi taglierebbe?

Bisogna ridurre il numero delle aziende municipalizzate in Italia. Noi abbiamo una miriade di aziende di trasporti in ogni città, mentre bisognerebbe farne una per Regione. In secondo luogo occorre ridurre le stazioni appaltanti. Secondo l’ultimo studio realizzato sul tema, in Italia ce ne sono 37mila. Se noi riduciamo queste stazioni a qualche migliaio risparmiamo tantissimi soldi ed evitiamo anche le tentazioni diffuse della corruzione.

 

(Pietro Vernizzi)

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