RAPPORTO OD&M / Dirigenti, quadri, impiegati e operai: le retribuzioni salgono ancora nel 2016 (ma resta il “gender gap”)

- La Redazione

Salgono ancora le retribuzioni in Italia nel 2016: lo evidenzia il rapporto Total Reward Trends di OD&M, la società di consulenza specializzata di GiGroup guidata da SIMONETTA CAVASIN

Cavasin
Simonetta Cavasin, Ad di OD&M (Gi Group)

Crescono ancora le retribuzioni in Italia nel 2016: per tutte le qualifiche e a conferma di un trend che dura dal 2012. L’indicazione giunge dal Total Reward Trend, l’ormai atteso rapporto autunnale elaborato da OD&M, società di consulenza di GiGroup specializzata nella gestione e valorizzazione delle risorse umane e nella progettazione di sistemi organizzativi.

Il rapporto, giunto alla sua ventiduesima edizione, è stato presentato al Palazzo del Lavoro di Milano, quartier generale di Gi Group. Una giornata molta partecipata da una folta rappresentanza del mondo HR (dirigenti, consulenti, ricercatori): quest’anno chiamata all’interazione con i relatori attraverso la piattaforma di dibattito online Synthetron. “Il rapporto ha confermato la sua attrattività come strumento analitico e operativo”, conferma l’amministratore delegato di OD&M Simonetta Cavasin. “Lo studio è costruito su una pluralità di fonti, fra cui spicca un data-base di oltre un milione di profili retributivi raccolti da OD&M dal 2001 in poi”. E’ un bacino informativo fra i più ampi disponibili e integra una pluralità di indagini B2B/B2C e rilevazioni istituzionali.

Quadri (+2,4%) e impiegati (+2%) emergono per lo spunto 2016, mentre Dirigenti (+15,5%) e Operai (+17,2%) si segnalano per la performance realizzata nell’ultimo quinquennio.

I dirigenti nel primo semestre del 2016 hanno visto crescere la retribuzione fissa e quella totale, mentre il variabile non ha subito variazioni significative.Il peso del variabile per i dirigenti è rimasto sugli stessi livelli del 2015, mentre è leggermente aumentato (circa mezzo punto percentuale) rispetto al 2012.

I quadri hanno visto crescere la propria retribuzione fissa, mentre il variabile è rimasto sugli stessi livelli misurati nel 2015.

Gli impiegati hanno visto crescere la retribuzione fissa e quella totale, mentre il variabile non ha subito variazioni significative. Il peso del variabile per gli impiegati è leggermente aumentato (0,8 punti percentuale) rispetto al 2012.

Gli operai hanno visto crescere tutte le componenti della retribuzione.La retribuzione fissa degli operai è cresciuta leggermente (+0,8%), ma grazie all’incremento del variabile la retribuzione totale è cresciuta dell’1,7%. Rispetto al 2012 tutte le componenti della retribuzione degli operai sono cresciute.

Gli operai hanno visto crescere tutte le componenti della retribuzione.La retribuzione fissa degli operai è cresciuta leggermente (+0,8%), ma grazie all’incremento del variabile la retribuzione totale è cresciuta dell’1,7%. Rispetto al 2012 tutte le componenti della retribuzione degli operai sono cresciute.

La dimensione territoriale conta: in misura diversa a seconda della qualifica, ma con trend abbastanza omogenei. Lavorare nel Nordovest rende più probabile aggiudicarsi un upgrade rispetto alle medie retributive nazionali, mentre gli altri quadranti geografici tendono a sottoperformare le medie: nettamente nel Sud-Isole e con l”eccezione degli operai nel Nordest.

Il fattore “dimensione aziendale” differenzia le medie retributive come da attese: il lavoro in una grande azienda è statisticamente meglio pagato, a parità di qualifica, rispetto a un’azienda di media grandezza (ma entrambe le categore sono sopra media) e quindi rispetto a una piccola impresa, sempre nettamente meno soddisfacente per l’offerta di compenso.

Il titolo universitario – a dispetto di alcune “vulgate” – rimane un atout spendibile sul mercato del lavoro, soprattutto da nuovi e giovani laureati: il rapporto OD&M evidenzia come un laureato “batta” regolarmente e significativamente un non laureato sia in una prima fase (1-2 di esperienza) sia in quella successiva (3-5 anni).

A quali settori le rilevazioni assegnano più elevati livelli retributivi e a quali livelli meno elevati? La griglia porta sulla ribalta le banche, l’industria petrolifera, la farmaceutica e la moda-abbigliamento, mentre individua livelli meno premianti nell’agroalimentare e in vari comparti del terziario tradizionale (alberghiero, pubblici esercizi, etc).

Anche il TRT 2016 dedica spazio al gender gap, In tutte le qualifiche gli uomini sono pagati sopra la media e le donne sotto: lo scarto maggiori si registra nella fascia manageriale.

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