RIFORMA PENSIONI 2017/ Bankitalia frena su nuovi interventi (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni novità 2017. Bankitalia indica i rischi di tornare indietro dai cambiamenti fatti. Tutte le novità e le ultime notizie di oggi, 3 ottobre

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Sondaggi Politici 2018 (LaPresse)

BANKITALIA: NON TORNARE INDIETRO SULLA RIFORMA

Sono iniziate le audizioni nella commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento al Def , che dovrà essere approvata dal Parlamento. Da Luigi Federico Signorino, vice direttore della Banca d’Italia, sono arrivate parole che consigliano di non varare interventi pensionistici nella Legge di Bilancio. “Le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro”, ha detto infatti Signorino, ricordando che le prospettive demografiche non sono molto favorevoli per l’Italia e questo di fatto non può che influire sulle possibilità di cambiare un sistema che le riforme finora attuate hanno migliorato e reso maggiormente sostenibile rispetto al passato. Di fatto viene quindi ribadito quanto già evidenziato all’interno della nota di aggiornamento del Def.

SALVINI NON VEDE L’ORA DI CANCELLARE LA LEGGE FORNERO

Nei giorni scorsi Matteo Salvini si è recato in diverse città della Puglia e a Lecce ha ribadito la volontà della Lega Nord di abolire la Legge Fornero. Il leader del Carroccio ha infatti spiegato che non vede l’ora che si vada a votare, di modo che il suo partito possa vincere le elezioni e realizzare il programma elettorale di cui ha parlato nell’ultimo periodo, che comprende appunto la cancellazione dell’attuale legge che regola il sistema pensionistico, oltre che una profonda riforma fiscale, basata sulla flat tax, che dovrebbe consentire di pagare meno tasse, senza per questo inficiare il gettito. Non sarà certo un obiettivo facile da raggiungere, ma per la Lega Nord sembra ormai un punto programmatico fisso quello di cambiare l’attuale sistema pensionistico, anche per dare più spazio ai giovani nel mercato del lavoro.

IL TURISMO PREVIDENZIALE AI DANNI DELL’INPS

Il Sole 24 Ore di oggi dedica un articolo a un fenomeno già emerso nei mesi scorsi, ma che sta a quanto pare aumentando: quello degli stranieri che arrivano in Italia e fingendosi residenti intascano la pensione sociale, per poi rientrare nel proprio Paese d’origine. Il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guarda di finanza ha compiuto degli accertamenti, scoprendo anche l’esistenza di un vero e proprio business legato ai viaggi organizzati per raggiungere l’Italia, per esempio dalla Romania, con il solo scopo di intascare l’assegno sociale Inps. Le stime parlano di un peso sulle casse dell’Istituto presieduto da Tito Boeri pari a circa 10 milioni di euro. Gli accertamenti hanno portato a scoprire 479 casi irregolari, con beneficiari perlopiù provenienti da Albania, Marocco a Argentina.

DAMIANO REPLICA A BOERI SULL’ETÀ PENSIONABILE

Non le manda a dire Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, specie contro il presidente dell’Inps Tito Boeri sul tema sempre più caldo della pensioni italiane. In particolare, è il rialzo dell’età pensionabile nei prossimi anni a mettere in crisi le dinamiche interne agli stessi vertici responsabili del mondo del lavoro in Italia. «Non sono d’accordo con Boeri, Quando furono introdotti dal centrodestra l’età legale della pensione era intorno ai 60-61 anni. Oggi supera i 66 e, se il meccanismo viene mantenuto arriveremo, per i giovani che andranno in pensione alla metà di questo secolo, ai 70 anni di età», spiega Damiano intervenendo al Festival del Lavoro, dove aggiunge poi come il vero problema non sia bloccare il meccanismo per tutti e per sempre ma implementare nuovi conti. «non si può, da un lato, anticipare la pensione di 3 anni e 7 mesi e, dall’altro, posticiparlo di 5 mesi dal 2019, come se niente fosse. Forse qualche domanda ce la dobbiamo porre». Forte critica a Boeri e a chi ha introdotto il meccanismo attuale di rialzo dell’età pensionabile: «Questo meccanismo, introdotto dal Governo Berlusconi e inasprito da quello di Monti, si è fin qui basato su un freddo calcolo demografico che dava per scontato che gli italiani sarebbero, insieme ai giapponesi, i più longevi della terra. Da qui l’idea, perversa, di far salire l’età della pensione indefinitamente, fino a superare la soglia dei 70 anni alla metà del secolo. Ma il meccanismo statistico si è inceppato e tornano a fare capolino alcune considerazioni sociali». (agg. di Niccolò Magnani)

GOVERNO VALUTA INTERVENTI SULL’APE

Il voto di Mpd contro la Relazione sulla nota di aggiornamento del Def in commissione Lavoro del Senato fa cominciare a temere sulle possibilità che la Legge di bilancio possa passare tranquillamente il vaglio parlamentare. Probabilmente sarà necessario soddisfare in qualche modo le richieste della sinistra per evitare che la manovra diventi terreno di scontro politico e parlamentare. Per questo il Governo potrebbe inserire nella Legge di bilancio qualche provvedimento sulle pensioni. Secondo Repubblica l’esecutivo sta già lavorando per far sì che ci sia una proroga dell’Anticipo pensionistico che scade alla fine del 2018 e anche per varare “l’Ape sociale per le donne in condizioni di disagio”. L’idea, quindi, sarebbe quella di insistere sullo strumento dell’Anticipo pensionistico, non aperto però a tutti nella sua versione “gratuita”.

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