RIFORMA PENSIONI 2017/ Mobilitazioni di Cgil, Cisl e Uil per interventi nella Legge di bilancio

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2017. Cgil, Cisl e Uil scendono in piazza per chiedere interventi in Legge di bilancio. Ecco le novità e le ultime notizie di oggi, 5 ottobre

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I sindacati hanno fatto una scelta: sabato 14 ottobre manifesteranno davanti alle sedi delle prefetture in tutte le province d’Italia per chiedere che nella Legge di bilancio ci siano provvedimenti su lavoro, pensioni, welfare e sviluppo. Sul fronte previdenziale, Cgil, Cisl e Uil chiedono “il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; l’adeguamento delle pensioni in essere”. Le organizzazioni sindacali hanno fatto anche sapere di aver già avanzato specifiche richieste al Governo. E tra l’altro il ministro Poletti aveva detto nelle scorse settimane che avrebbe riaperto il confronto con loro dopo la presentazione della nota di aggiornamento del Def. Tuttavia finora il ministro del Lavoro non ha convocato i sindacati.

CAPONE: SISTEMA PREVIDENZIALE VA RIVISTO

Secondo Paolo Capone, “non si può pensare di risanare l’economia del Paese gravando ulteriormente sul lavoro e sui pensionati”. Per questo, a modo di vedere del Segretario generale dell’Ugl, “bisogna dire ai signori di Banca d’Italia e ai magistrati della Corte dei Conti che siamo stanchi che si faccia sempre cassa sui diritti dei lavoratori”. Secondo il sindacalista, “è impensabile che una vera riforma previdenziale possa includere l’aumento dell’età pensionistica a 70 anni con conseguente ricaduta sul blocco dell’occupazione per i giovani. È come il cane che si morde la coda, una trappola senza fine”. Per Capone tocca al Governo decidere cosa fare, ma da parte sua ritiene sia “necessario rivedere il sistema pensionistico italiano che è il più scarso d’Europa con il fine di tutelare i lavoratori e non renderli schiavi di un sistema”.

RIZZETTO: OCCORRE ABROGARE LA LEGGE FORNERO

Al Festival del Lavoro 2017 che si è svolto a Torino nei giorni scorsi ha partecipato anche Walter Rizzetto, il quale ha fatto anche un accenno alla previdenza. Il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera ha infatti evidenziato quali interventi bisognerebbe mettere in atto per avere una formazione realmente efficace per aiutare i giovani a trovare un lavoro. Poi ha avanzato tre proposte per far sì che la disoccupazione possa calare. La prima è l’introduzione di norme severe contro la delocalizzazione, visto che ci sono imprese che lasciano l’Italia nel giro di una notte. La seconda è l’introduzione di un salario minimo garantito, di modo che non ci siano dei giovani costretti a lavorare per 2,5 euro all’ora. Infine, per il deputato di Fratelli d’Italia è importante avvicinarsi sempre di più all’abrogazione della Legge Fonero.

LE PRECISAZIONI DI PETRICCIOLI (CISL)

Maurizio Petriccioli ci tiene a precisare che al Governo non è stato chiesto “di cambiare i caratteri strutturali della riforma Fornero, ma di rivedere alcuni parametri come l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita”. Anche perché in Italia, sottolinea, l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia è già la più alta in Europa. Senza dimenticare, che non si capisce perché “non  si abbassa l’età pensionabile ogni qualvolta la speranza di vita si accorcia, come è accaduto in questi anni per effetto dell’aumento dei livelli di povertà nel nostro Paese”. “Per questo noi chiediamo al Governo Gentiloni un atto di buon senso e di giustizia sociale, ridiscutendo questa materia al tavolo di confronto con il sindacato ma bloccando un ulteriore scorrimento in avanti dell’età pensionabile. Nello stesso tempo sollecitiamo il Governo a sostenere le misure previste da opzione donna prevedendo anche attraverso la contribuzione figurativa, una riduzione del requisito pensionistico che riconosca la maternità ed il lavoro di cura in modo da consentire un pensionamento anticipato per tante donne lavoratrici”, aggiunge il Segretario confederale della Cisl.

TORNA A GALLA IL TURISMO PREVIDENZIALE

Il fenomeno del turismo previdenziale è oggetto di un articolo pubblicato da Libero, in cui si fa notare che mentre l’Inps chiede ad alcuni pensionati la restituzione di alcune prestazioni erogate in più, “si scopre che per anni l’Istituto è stato assai generoso a seminare quattrini in giro per il mondo, senza controllare la veridicità delle dichiarazioni per incassare gli assegni assistenziali”. Il fenomeno è quello fatto emergere da un’indagine della Guardia di finanza: diversi cittadini stranieri, extracomunitari e non, che arrivano in Italia, fingono di esservi residenti per chiedere la pensione sociale e tornare poi in patria. Le indagini hanno hanno scoperto però che anche alcuni cittadini italiani dopo aver maturato i requisiti per l’assegno sociale si erano trasferiti all’estero senza rispettare quindi il requisito della residenza stabile nel territorio italiano.

RACCOLTA FIRME FLAI-CGIL SULLA LEGGE FORNERO

Ieri la Flai-Cgil ha presentato la campagna per una raccolta firme (si conta di averne alla fine mezzo milione) che ha l’obiettivo di chiedere una modifica delle pensioni. Nelle città italiane verranno quindi allestiti dei banchetti nei mesi di ottobre e novembre, sia nelle piazze che davanti agli stabilimenti produttivi, sostenendo di fatto la piattaforma unitaria dei sindacati “riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani”. Sara Palazzoli, Segretaria nazionale della Federazione lavoratori agroindustria, parlando a RadioArticolo 1, ha spiegato che “il sistema pensionistico italiano penalizza il lavoro stagionale e discontinuo, che è tipico dell’agricoltura e dell’industria alimentare. È arrivato il momento di fare le opportune modifiche”. Che tuttavia interessano anche i lavoratori di altri settori.

Infatti, si chiede una modifica della Legge Fornero, che ha previsto che si possa andare in pensione solo quando, oltre ad almeno 20 anni di contributi, sia abbia diritto a un assegno pari a 1,5 volte quello sociale. Requisiti che potrebbero non essere raggiunti da tutti se si hanno salari bassi e carriere discontinue. Occorre quindi fare qualcosa. Come pure sul fronte dell’Ape social. “Tra le categorie sono state inspiegabilmente escluse alcune lavorazioni del settore agroalimentare che sono assolutamente gravose”m ha detto Palazzoli, facendo esplicito riferimento “a chi lavora nelle serre e nei campi, agli addetti alla trasformazione delle carni, che svolgono lavori pesanti e ripetitivi, per di più in ambienti troppo caldi o troppo freddi, ai lavoratori della pesca, così fortemente a rischio di malattie professionali e infortuni”.

LANDINI RIBADISCE LE PRIORITÀ

La battaglia per Quota 41 va avanti e sulla pagina Facebook del gruppo 41xtutti Lavoratori uniti è stato pubblicato un video che riporta quanto Maurizio Landini ha detto in occasione di un recente incontro organizzato dalla Cgil di Torino in risposta alla domanda di una delle iscritte al gruppo. Il Segretario confederale della Cgil ha così avuto modo di dire che da quanto il Governo ha fatto intuire, nella Legge di bilancio non ci sarà praticamente nessun intervento previdenziale. Ma per il sindacato resta importante, evitare l’aumento dell’età pensionabile, ampliare la platea dei beneficiari dell’Ape social, riconoscere ai fini contributivi il lavoro di cura e la maternità delle donne e varare la Quota 41. Sembra però difficile che l’esecutivo possa dar spazio a tutte queste richieste. Il sindacato si mobiliterà? In questi giorni, secondo quanto detto da Landini, il direttivo della Cgil dovrebbe esaminare la situazione e prendere una decisione al riguardo.

FORNERO: LAVORARE SU VACANZA CONTRIBUTIVA

Intervistata dalla rivista Opificium, Elsa Fornero si è espressa a favore della valorizzazione ai fini pensionistici dei lavori di cura delle donne. L’ex ministro del Lavoro ha infatti detto di ritenere “che si debba lavorare sui periodi di ‘vacanza contributiva’, cioè sui periodi in cui una persona, per ragioni molto valide, è stata disoccupata oppure è stata impegnata in lavori di cura a familiari che avevano necessità di assistenza. In questi casi, il lavoratore non deve perdere i contributi ed è corretto che questi siano, in modo trasparente, messi a carico della fiscalità generale e non del sistema previdenziale, il cui scopo principale per l’appunto è di trasferire risorse dall’età di lavoro a quella del pensionamento, in modo efficiente e con buona copertura dei rischi”. Vedremo se il Governo si muoverà nella direzione di varare degli sconti contributivi per le donne come era stato ipotizzato.

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