Riforma pensioni/ Dopo Corte dei Conti, Fnp-Cisl: rivedere alcuni parametri della Fornero

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2017. Dopo la Corte dei Conti, le parole di Pietrosimone della Fnp-Cisl sulla Legge Fornero. Tutte le novità e le ultime notizie di oggi 6 ottobre

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Cesare Damiano (Lapresse)

RIVEDERE ALCUNI PARAMETRI DELLA FORNERO

Nonostante quanto detto dalla Corte dei Conti, resta forte la richiesta dei sindacati, e non solo, di evitare l’aumento dell’età pensionabile che potrebbe scattare a partire dal 2019. Luigi Pietrosimone, Segretario generale della Fnp-Cisl Abruzzo-Molise, ha ricordato che al Governo non è stato chiesto di cambiare “i caratteri strutturali della riforma Fornero, ma di rivedere alcuni parametri”. termolionline.it riporta le parole del sindacalista che ha quindi evidenziato quelle che sono le richieste sindacali: “Congelare l’età pensionabile, sospendere l’adeguamento automatico dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita, mantenendo il livello attuale di 66 anni e 7 mesi per la vecchiaia e a 42 anni e 10 mesi per l’anticipo (41 e 10 mesi per le donne fino al 2021)”. Pietrosimone ha ricordato anche l’importanza di riconoscere alle donne un bonus contributivo di un anno per ogni figlio avuto e di incentivare la previdenza complementare, oltre che arrivare a una pensione di garanzia per i giovani.

CAMUSSO: SULLE PENSIONI NON È SOLO QUESTIONE DI RISORSE

I sindacati si preparano a scendere in piazza la settimana prossima e Susanna Camusso ha ricordato le ragioni che hanno spinto la Cgil, oltre che la Cisl e la Uil, alla mobilitazione, spiegando che l’obiettivo è quello di sostenere le rivendicazioni e le proposte in tema di pensioni fatte al Governo in vista della Legge di bilancio. La leader della Cgil ha spiegato che “non è solo un tema di risorse, perché il blocco dell’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita non ha dei costi e delle ricadute immediate nella Legge di bilancio, ma è una scelta politica”. Lo stesso, ha spiegato, vale per la proposta di una pensione di garanzia per i giovani. “Speriamo che ci siano delle risposte”, ha aggiunto la sindacalista. Staremo a vedere se il Governo farà sapere qualcosa, magari anche prima del 14 ottobre, giorno della mobilitazione.

LE RICHIESTE DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA

La commissione Lavoro della Camera ha dato parere favorevole alla nota di aggiornamento del Def, esprimendo però alcune osservazioni, riguardanti anche la previdenza. Nel testo si chiede di valutare di rinviare di sei mesi, e quindi al 30 giugno 2018, la decisione sull’eventuale aumento dei requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita che dovrebbe scattare dal 2019. Inoltre, viene chiesto di svolgere un monitoraggio sulle domande presentate per l’Ape social, al fine di valutare l’introduzione di correttivi per far sì che tutti i richiedenti che siano in regola con i requisiti possano usufruire dell’Anticipo pensionistico agevolato. Una richiesta riguarda poi il riconoscimento ai fini previdenziali dei lavori di cura delle donne. Infine, viene chiesta una verifica della sussistenza di eventuali risparmi nei fondi stanziati per l’ottava salvaguardia degli esodati, così da valutare possibili interventi che potrebbe essere finanziati con tali risorse.

ESODATI, IN ARRIVO LE CONFERME DI ACCESSO ALL’OTTAVA SALVAGUARDIA

In queste settimane stanno arrivando diverse lettere di accoglimento delle domanda a coloro che hanno presentato richiesta di accesso all’ottava salvaguardia degli esodati. Si tratta dei lettere, come si può immaginare, molto attese. Sul gruppo Facebook Comitato licenziati o cessati senza tutele sono diversi i messaggi che segnalano l’arrivo di questa importante missiva che mette fine a una situazione di “limbo” (mancanza di pensione e di reddito) per migliaia di cittadini. Resta però il fatto che ci sono ancora delle persone in questa situazione che sono rimaste escluse dall’ottava salvaguardia. A questo proposito Andrea Maestri, deputato di Possibile, ha presentato un’interpellanza urgente chiedendo se il Governo non ritenga opportuna varare una nuova salvaguardia usando i fondi non utilizzati e già stanziati per l’ottava.

DAMIANO: SERVONO DATI VERI SULLA PREVIDENZA

Secondo Cesare Damiano, “le preoccupazioni espresse nelle audizioni al Senato dalla Corte dei Conti e da Bankitalia sul tema dell’età pensionabile devono tenere in considerazione quello che sta accadendo: nel 2015 si è interrotto, per la prima volta, l’innalzamento dell’aspettativa di vita e, secondo i demografi, questo avverrà anche per l’anno in corso. Quello che noi chiediamo è di sospendere la decisione, che dovrebbe essere presa entro il 2017, di un aumento di 5 mesi dell’età pensionabile che la porterebbe a 67 anni a partire dal 2019”. Per l’ex ministro del Lavoro sarebbe quindi importante aprire un tavolo di confronto tra Governo e parti sociali per prendere in esame la possibilità di differenziare l’età pensionabile e il suo collegamento con l’aspettativa di vita a seconda del tipo di lavoro che si svolge.

Il Presidente della commissione Lavoro, a proposito dei dati comunicati sulla spesa pensionistica nel corso della audizioni sulla nota di aggiornamento del Def, ritiene che sarebbe ora di “fornire dati veritieri”, in quanto non si può “affermare che la spesa pensionistica è al 16% del Pil, senza spiegare che in quel dato sono compresi i costi dell’assistenza e le tasse sulle pensioni che vengono restituite allo Stato (quasi 50 miliardi di euro). Se il dato viene depurato, siamo al 12%”. Damiano evidenzia quindi gli interventi che sono già stati compiuti nel passato sulla Legge Fornero: “Siamo intervenuti sugli aspetti socialmente più iniqui e socialmente inaccettabili che stavano condannando all’incertezza e alla povertà decine di migliaia di lavoratori”.

CIDA SU ETA’ PENSIONABILE

Il Cida, la Confederazione dei dirigenti e alte professionalità pubbliche e private, ha certamente a cuore la sostenibilità dei conti pubblici. Tuttavia, rispetto ai richiami fatti dalla Corte dei Conti e della Banca d’Italia sui livelli della spesa pensionistica, per Giorgio Ambrosoni resta ferma la convinzione “che i diritti acquisiti restino tali, che per chi ha versato contributi pesanti durante la vita lavorativa, sia giusto ricevere un adeguato corrispettivo una volta in pensione e che sulle aspettative di vita, cui agganciare l’età pensionabile, occorre molta prudenza e attendere i dati ufficiali”. Secondo quanto riporta Adnkronos, per il Presidente della Cida, dal punto di vista delle politiche economiche “occorre razionalizzare la spesa pubblica per liberare risorse in grado di riqualificarla: sostenendo progetti di investimento, puntando su un efficientamento della pubblica amministrazione, realizzando sistemi e livelli di istruzione e formazione all’altezza dei nostri partner, nonché sostenendo con politiche attive del lavoro la ricerca di occupazione dei giovani”. 

LA PDL DI SIMONETTI SULL’ETÀ PENSIONABILE

Dopo le audizioni relative alla nota di aggiornamento al Def sembra ancora più difficile che il Governo blocchi l’aumento dei requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita che dovrebbe scattare dal 2019. C’è tuttavia chi non vuole retrocedere su questa richiesta formulata anche dai sindacati, oltre che da Cesare Damiano e Maurizio Sacconi. Roberto Simonetti, dalla sua pagina Facebook, ha fatto sapere che oggi è il giorno in cui in commissione Lavoro della Camera è prevista la discussione sulla pdl 4600 che lo vede primo firmatario e che ha l’obiettivo proprio di congelare l’aumento dell’età pensionabile fino al 2021. Sarà interessante vedere se verrà votata anche dagli altri parlamentari che siedono in commissione o se comunque potrà essere una base di partenza per arrivare a un testo condiviso da portare poi in aula.

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