Contratti statali/ Sanità, i nuovi punti sul tavolo dell’Aran (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Contratti statali, ultime notizie di oggi 12 novembre 2017: l’allarme di Cosfmed, “per dirigenti e medici il governo garantisca le risorse”. Ecco cosa sta succedendo all’Aran

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Contratti statali, Ministro Marianna Madia (LaPresse)

Rimanendo sul fronte della Sanità, il contratto pubblico in discussione come tutti gli altri settori contiene nuovi punti allo studio dei sindacati per provare a trovare una quadra dopo i costi immessi nella manovra economica. «Da una parte si è cercato di recepire e di riportare anche nel contratto del comparto sanità gli istituti comuni con le funzioni centrali, si pensi ad esempio alle unioni civili o ai permessi per la legge 104; e dall’altra l’Aran ha posto alcune questioni ai sindacati, ma senza entrare nello specifico», spiega il portale Nurse24 sul recente incontro tra sindacati e Aran che si rincontreranno lunedì prossimo, 20 novembre 217. In particolare, è stato chiesto che tutti i permessi concessi ai lavoratori a tempo indeterminato «costituiscano un diritto anche per i lavoratori a tempo determinato. Di fatto, oggi succede che un infermiere a tempo determinato non possa prendere permessi per la formazione. I sindacati invece chiedono che i due contratti siano paritari, almeno da questo punto di vista», spiegano i sindacati del mondo Sanità dopo il primo incontro dopo l’estate per il rinnovo vero e proprio. 

BLOCCO STIPENDI ILLEGITTIMO E RISARCIMENTO

Il mancato rinnovo dei contratti statali è illegittimo e incostituzionale: lo ha deciso la Corte Costituzionale, che due anni fa ha affermato che il blocco della contrattazione collettiva viola la legge. I dipendenti pubblici hanno diritto all’adeguamento annuale dello stipendio in base all’aumento del costo della vita, ma non si verifica dal 2010. Di conseguenza, hanno diritto ad un indennizzo e a un risarcimento. In attesa dello sblocco del rinnovo dei contratti statali, il Governo ha promesso il rimborso una tantum in busta paga, cioè una somma di 450-500 euro che verrà accreditata ai dipendenti pubblici a titolo di arretrati sullo stipendio. Stando a quanto riportato da La Legge Per Tutti, i dipendenti pubblici possono chiedere allo Stato il risarcimento per inadempimento per il periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, quindi dal 30 luglio 2015 fino alla data dell’effettivo rinnovo del contratto, e un indennizzo per i periodi pregressi, cioè per il blocco della contrattazione negli anni che precedono la sentenza. (agg. di Silvana Palazzo)

CONFINTESA: “RINNOVO? A GENNAIO NIENTE ARRETRATI” 

Il giudizio di Confintesa a qualche giorno dall’inizio (nuovo) delle trattative Aran-sindacati per il rinnovo dei contratti statali è quantomeno particolare: si sono infatti sentiti pochi commenti in questa settimana sul reale contenuto delle bozze presentate dall’Aran, con qualche sporadico elemento emerso sui permessi per le malattie (vedi qui sotto) o sulle unioni civili (clicca qui sul nostro focus), All’Agenparl invece ha parlato Claudia Ratti Segretario Generale Confintesa Funzione Pubblica e gli elementi raccontati sono tutt’altro che banali: «Sono trascorsi oltre due anni dalla Sentenza con la quale la Consulta ha dichiarato illegittimo il blocco contrattuale e ben nove anni di mancati rinnovi, eppure nell’immaginario collettivo essere dipendente pubblico è, ancora, un privilegio». In sostanza in questi primi giorni ancora non è successo nulla secondo l’esperta, che attacca anche i media per non aver dato le giuste informazioni: «Quello che in questi giorni le testate, anche di importanti giornali, hanno definito essere l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti pubblici” o, ancora “il grande giorno di rinnovo” altro non è stata che una riunione tecnica sugli istituti del rapporto di lavoro. All’inizio della riunione l’ARAN ha presentato la sua proposta ma siamo ben lontani dal CCNL, almeno nelle riunioni ufficiali. Non si è parlato di aumenti contrattuali, di quante risorse ci sono a disposizione e di quanto sarebbe indispensabile per la stesura complessiva di un vero Contratto Collettivo». Intanto a gennaio dovrebbero scattare i pagamenti degli arretrati ma secondo Confintesa tutto ciò non avverrà: «possiamo smentire le notizie date dai media per cui i lavoratori nei primi mesi del 2018 riceveranno gli aumenti contrattuali e, men che meno, gli arretrati. Infatti siamo certi che, a prescindere la volontà delle parti, non ci sono i tempi tecnici per una simile operazione che, nella più ottimistica delle previsioni, si potrebbe concludere nel primo semestre del nuovo anno».

I PERMESSI 104

Non solo unioni civili ma anche permessi della 104 sono contenuti nella bozza di contratto rinnovato presentato dall’Aran ai sindacati: di fatto dovrebbero cambiare le regole per la fruizione dei permessi per chi assiste familiari ammalati. Secondo norma tali permessi andranno inseriti in una programmazione mensile, solo in caso di «documentata necessità la domanda potrà anche essere presentata nelle 24 ore precedenti. In ogni caso la richiesta di permesso non potrà arrivare oltre l’inizio dell’orario di lavoro», si legge nella bozza come pubblicato dal Messaggero questa mattina. Da ultimo, le varie tutele previste per le assenze – piena retribuzione ed esclusione dal periodo di tolleranza dopo il quale termina un rapporto di lavoro – verranno estese anche ai possibili giorni di assenza «dovuti agli effetti collaterali di questi trattamenti».

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