RIFORMA PENSIONI/ Appello di Gentiloni ai sindacati (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, utimissime. Appello di Gentiloni ai sindacati prima del nuovo confronto. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 20 novembre

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Furlan, Barbagallo e Camusso (Lapresse)

APPELLO DI GENTILONI AI SINDACATI

Paolo Gentiloni invita i sindacati a guardare bene alle proposte presentate dall’esecutivo in tema di pensioni. “In queste settimane, il Governo ha investito sul ruolo delle organizzazioni sindacali che io considero molto importante nel panorama sociale e mi auguro che loro condividano questo sforzo perché si sono ottenuti dei risultati e non riconoscerlo sarebbe un errore e anche una rinuncia ad esercitare un ruolo così importante come quello che loro stesse esercitano nel nostro Paese”, ha detto il Premier intervenendo all’Assemblea dell’Associazione Industriali di Novara, Confindustria Alessandria e Confindustria Vercelli Valsesia. Gentiloni, secondo quanto riporta Mf-Dow Jones, ha anche evidenziato che è stata affrontata “la questione dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aumento dell’aspettativa di vita sapendo che questo pilastro del nostro sistema pensionistico non può che essere confermato. Del resto, le organizzazioni sindacali non lo hanno mai messo in discussione sapendo anche che è giusto applicarlo adottando le misure di accompagnamento e di attenuazione di questa dinamica che si possono adottare, compatibilmente con le nostre risorse”.

FURLAN: ECCO PERCHÈ CAMUSSO SBAGLIA

Annamaria Furlan non ha dubbi: Susanna Camusso sbaglia. La Segretaria generale della Cisl, intervistata da La Stampa spiega infatti che il confronto tra Governo e sindacati sulle pensioni ha prodotto qualcosa di importante, per esempio, “sui lavori gravosi abbiamo ottenuto persino più di quel che chiedemmo poco più di un anno fa tutti insieme: noi, Cgil e Uil”. Inoltre, evidenzia che “un sindacato ha il dovere di portare a casa risultati. Quando i risultati sono a portata di mano, li si coglie”. La sindacalista non nasconde nemmeno che il Governo non durerà molto ancora e quindi è importante che nella Legge di bilancio rientri il pacchetto sulle pensioni. “A condizioni date abbiamo portato a casa risultati importanti. Nel Paese delle meraviglie di Alice forse sarebbe andata diversamente”, ha aggiunto.

CAMUSSO A “IN 1/2 ORA DI PIÙ” RILANCIA SULLA NORMA PRO-GIOVANI

La leader della Cgil Susanna Camusso torna a parlare in tv e lo fa negli studi di Lucia Annunziata a “1/2 Ora in più” su Rai 3. Il giorno dopo lo strappo con la Cisl sulla riforma pensioni e a due giorni dal nuovo tavolo decisivo con il Governo, la leader vista ormai come “paladina” dei diritti dei lavoratori a sinistra rilancia ancora sulle norme pro-giovani e i punti per nulla accettati dalla bozza dell’esecutivo. «La valutazione della Cgil sulle pensioni dipenderà dalla risposta su giovani e donne visto che si tratta di una misura, in particolare quella sui giovani, che oggi non costa, che costa tra 15 anni», spiega la Camusso davanti alle telecamere. Non solo, secondo “Lady Cgil” «se facciamo o no l’accordo sulle pensioni non dipendono i destini della sinistra o del partito di maggioranza di governo», puntualizza sul rischio di strumentalizzare la lotta sulle pensioni. «Qualche mese fa al tavolo al ministero del lavoro – ha ricordato ancora la Camusso – il governo fece una proposta sui giovani che è scomparsa nel nulla. Non si tratta quindi di una richiesta “irrealistica ma di una “scelta politica”, visto che una misura sui giovani oggi non costa, costa tra 15 anni». (agg. di Niccolò Magnani)

NODO ETÀ, GLI SFORZI DI GENTILONI

Il premier ci ha provato ma lo sforzo partorito da lui e dal governo al momento non trova l’accordo unanime dei sindacati che anzi si sono spaccati in vista degli ultimi tavoli della settimana che sta per cominciare. L’aumento dell’età pensionabile da bloccare e la pensione anticipata sono i due fronti in cui Gentiloni ha provato a trovare la classica “quadra” che al momento ancora non è stata trovata: stop dello scatto di cinque mesi per le 15 categorie di lavori gravosi anche per la pensione di anzianità (e non solo dell’età pensionabile per quelle di vecchiaia) e l’istituzione di un fondo in cui far confluire i risparmi di spesa con l’obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell’Ape social. I due punti messi in campo da Gentiloni però non soddisfano la Cgil e la stessa Uil si dice pronta a mediare ma si attende nuovi cambiamenti e nuovi sforzi ancora dal premier, il quale ieri sera ha concluso dicendo «si tratta di un pacchetto molto rilevante con una serie di interventi mirati. È uno sforzo significativo e vi chiediamo di sostenere questo pacchetto: sono misure doverose. È giusto che vengano attenuati alcuni effetti nell’applicazione e nel metodo di calcolo dell’aspettativa di vita. Tutte cose sacrosante, di equità sociale e giuste in sé». (agg. di Niccolò Magnani)

IL PARERE DEI SINDACATI

Governo e sindacati torneranno a incontrarsi martedì per discutere del pacchetto pensioni. I sindacati paiono divisi sul da farsi. Lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha espresso rammarico per il fatto che Cgil, Cisl e Uil abbiano visioni diverse su quello che a suo giudizio è un buon pacchetto di proposte. Susanna Camusso ritiene che l’esecutivo abbia perso un’occasione per presentare degli interventi che siano favorevole anche ai giovani e alle donne e visto che non sembra esserci possibilità di ulteriori modifiche, ora il sindacato dovrà decidere eventuali mobilitazioni. Del resto nel corso degli ultimi giorni era già apparso chiaro che la Cgil avrebbe mantenuto una linea piuttosto intransigente rispetto alle richieste presentate.

Annamaria Furlan ha invece espresso un giudizio positivo sul lavoro fatto. “È un momento molto particolare della vita del Paese ed è assolutamente importante portare a compimento quell’intesa sulla previdenza che insieme avevamo costruito. Non riteniamo vantaggioso spostare in un mare aperto futuro, con tempi del tutto incerti, la gestione di un tema così importante per la vita delle persone”, sono le parole della Segretaria generale della Cisl riportate da Askanews, che ha evidenziato come comunque delle richieste siano state soddisfatte. La Uil sembra essere su una “via di mezzo”. Carmelo Barbagallo ha infatti detto che sarebbe meglio se ci fossero delle modifiche al testo presentato dal Governo, in particolare su giovani e donne. “Siamo pronti al confronto per cercare di portare a casa qualche risultato in più”, ha aggiunto.

LA POSIZIONE DELLA CGIL

Sindacati e Governo torneranno a incontrarsi martedì, ma sembra difficile che si possa giungere a un accordo soddisfacente per tutti le parti. La Cgil, infatti, non pare ritenere sufficienti le proposte avanzate dall’esecutivo. Il testo di un tweet del sindacato di Susanna Camusso parla chiaro: “#Pensioni Resta una grande distanza rispetto a impegni che il Governo aveva già assunto. Fissato un ulteriore incontro martedì ma difficili cambiamenti significativi. La nostra valutazione rimane negativa e confermiamo la necessità di reagire attraverso la #mobilitazione”. Difficile che da parte dell’esecutivo arrivino altri impegni dopo quelli aggiunti in extremis nell’incontro di stamattina. La Cgil rischia poi di rimanere isolata rispetto a Cisl e Uil, ma non sarebbe di certo la prima volta che accadrebbe nella storia del sindacato italiano.

NUOVO INCONTRO GOVERNO-SINDACATI MARTEDÌ 21

Un nuovo incontro tra Governo e sindacati è in programma martedì 21 novembre. Le parti non sono riuscite ad arrivare a un accordo, nonostante l’esecutivo avesse messo sul piatto due novità con uno sforzo evidenziato dallo stesso Premier Gentiloni, presente all’incontro. Le difficoltà sembrano però essere interne al fronte sindacale, con Susanna Camusso che ha parlato di “grande insufficienza” rispetto alle proposte governative, mentre Annamaria Furlan e Carmello Barbagallo hanno dato un giudizio più positivo. La Segretaria generale della Cgil ha fatto anche capire che il suo sindacato non esclude la mobilitazione: su questo si dovrà decidere nelle prossime ore. Molto probabilmente martedì sarà più chiaro se solamente Cisl e Uil diranno di sì alle proposte del Governo o se l’unità sindacale verrà ritrovata nell’arco dei prossimi giorni.

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