Riforma pensioni/ Barbagallo: Legge Fornero va smontata pezzo dopo pezzo (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Barbagallo: Legge Fornero va smontata pezzo dopo pezzo. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 23 novembre

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BARBAGALLO: LEGGE FORNERO VA SMONTATA PEZZO DOPO PEZZO

In una lettera all’Italia Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici chiedono al Governo di attenersi “alle importanti riforme di bilancio strutturali, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito”. Un messaggio che viene così commentato da Carmelo Barbagallo: “Se il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, chiede al governo italiano di non fare altri passi indietro sulla riforma delle pensioni, vuol dire che qualche risultato nel confronto con il Governo lo abbiamo davvero ottenuto”. Il Segretario generale della Uil ha anche evidenziato che “la Fornero è una legge iniqua e va smontata pezzo dopo pezzo”. “Comunque, l’Europa stia tranquilla: il nostro sistema previdenziale è “assolutamente sostenibile. Piuttosto, visto che sono così attenti agli equilibri tra gli Stati si preoccupino di chiedere al nostro Paese di separare la previdenza dall’assistenza”, aggiunge il sindacalista, ricordando che la sola spesa previdenziale italiana è pari all’11% del Pil.

SCIOPERO FIOM DEGLI STRAORDINARI

La Cgil è già pronta per la mobilitazione del 2 dicembre annunciata da Susanna Camusso dopo l’ultimo incontro tra Governo e sindacati. La Fiom, da parte sua, per quella stessa data ha proclamato uno sciopero degli straordinari, delle flessibilità e dei turni a partire dal venerdì notte. È stata la Segretaria generale Francesca Re David a comunicarlo con una nota. Nella quale ha anche spiegato di ritenere la giornata del 2 dicembre come “l’avvio di un percorso di mobilitazione per protestare contro le misure contenute nel pacchetto pensioni presentato dal governo”. La sindacalista ha anche evidenziato che “non c’è ombra di nessuno dei punti contenuti nella piattaforma presentata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil in cui chiedevamo il blocco dell’aumento dell’età pensionale a 67 anni, la diversificazione dei lavori sulla base della gravosità, e l’apertura sulle pensioni di garanzia per i giovani e i discontinui. Per noi la modifica radicale della legge Fornero, a partire dal blocco dell’età pensionabile, è uno dei punti fondamentali. Ma le nostre richieste sono rimaste del tutto inascoltate”. 

DAMIANO PRONTO A MIGLIORARE LE PROPOSTE DEL GOVERNO

Cesare Damiano è già pronto a migliorare il pacchetto di proposte sulle pensioni presentato dal Governo. L’ex ministro del Lavoro annuncia infatti un lavoro in Parlamento su alcuni degli interventi. “Ad esempio, non si capisce perché, per accedere all’esenzione dai 67 anni, venga richiesto un minimo di 30 anni di contributi. È una soglia da abbassare”. Il deputato dem ritiene anche che “la garanzia del Governo di portare da 6 mesi a 1 anno i contributi figurativi per le lavoratrici per ogni figlio, nel limite massimo di 2 di anni, dovrebbe diventare una scelta non vincolata ai risparmi dell’Ape, ma una misura che riconosca il valore sociale del lavoro di cura. Lo stesso ragionamento vale per la scelta di rendere strutturale l’Ape sociale, che condividiamo”. Dal suo punto di vista, poi, va fatto qualcosa per i giovani: “dobbiamo abbassare le soglie richieste di 2,8 e 1,5 volte il minimo, che vincolano e limitano fortemente la possibilità di andare in pensione a partire dai 63 anni”.

I DETTAGLI DELLA PROPOSTA GOVERNATIVA

Il Governo, come noto, ha presentato una proposta ai sindacati sulle pensioni contenente diverse misure che verranno recepite dalla Legge di bilancio con un maxi-emendamento del Governo. È bene guardare ad alcuni dettagli della stessa, come per esempio per le categorie esentate dall’aumento dei requisiti pensionistici che scatteranno dal 2019. Oltre ad appartenere alle 15 categorie di lavori gravosi individuate, infatti, bisognerà aver svolto tali attività “da almeno sette anni nei dieci precedenti il pensionamento”. Inoltre, bisognerà avere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. Per quanto riguarda le donne, invece, il Governo intende concedere uno “sconto contributivo” di un anno per ogni figlio avuto, con un tetto massimo di due anni, per accedere all’Ape social. Riguardo il futuro pensionistico dei giovani, esso viene ritenuto tema prioritario (insieme allo sviluppo della previdenza complementare) nel dialogo che il Governo vuole portare avanti con i sindacati.

UNIMPRESA: NO A INTERVENTO TAMPONE

“È opportuno evitare l’ennesimo intervento tampone, perché sulla previdenza ci giochiamo il futuro e serve certezza, per tutti”. Lo ha detto Giovanni Ferrara, Presidente di Unimpresa, a proposito del confronto tra Governo e sindacati sulle pensioni. A suo modo di vedere quello che occorre è “una scelta equilibrata tra le esigenze delle aziende, che hanno bisogno di rinnovare la forza lavoro, e quella dei lavoratori con lunghissima anzianità, che con l’allungamento progressivo dell’età pensionabile corrono il rischio di venire penalizzati rispetto a chi ha lasciato l’occupazione negli ultimi anni”. Quello che per Ferrara risulta intollerabile è il fato che “ogni due o tre anni, ormai ciclicamente, si modifichino le regole del settore. Ciò incide negativamente sulla pianificazione degli investimenti delle imprese e sulla programmazione delle nuove assunzioni”.

CGIL TOSCANA CHIEDE SCIOPERO GENERALE

La Cgil ha scelto la strada della mobilitazione contro le proposte del Governo in tema di pensioni. È stata la stessa Susanna Camusso ad annunciarlo al termine del confronto. Il sindacato di corso d’Italia a quanto pare non sarà però da solo. Paolo Capone ha infatti fatto sapere che “l’Ugl è pronta alla mobilitazione in piazza come la Cgil”. Per il sindacalista, infatti, “l’obiettivo di questa seconda fase di incontro con i sindacati doveva essere quello di rivedere la precarietà del sistema previdenziale italiano, invece di perseverare in un limbo che mette in pericolo e non tutela i giovani, i lavoratori e i pensionati”. Dunque, “il governo può e deve fare di più”. Ma all’interno della Cgil c’è chi è convinto che non basti una mobilitazione qualunque, ma occorra lo sciopero generale.

“La Cgil Toscana, già impegnata per la riuscita delle manifestazioni del 2 dicembre, chiede che fin da ora venga proclamato lo sciopero generale a sostegno della vertenza previdenziale, molto sentita da lavoratori e lavoratrici, e per pretendere una maggiore attenzione del Governo sui temi del lavoro”, ha detto con una nota Dalida Angelini, Segretaria generale della Cgil Toscana. A suo modo di vedere, infatti, “il Governo al tavolo del confronto ha avanzato proposte insufficienti a rispettare gli impegni che aveva già sottoscritto con le organizzazioni sindacali, e questo è inaccettabile. Non ci sono risposte adeguate sulla pensione dei giovani, sulle donne, sull’aspettativa di vita”. Angelini ha comunque evidenziato che “in tanti dalla Toscana andranno a Roma” il 2 dicembre.

MOBILITAZIONE CGIL IL 2 DICEMBRE

È durato poco il confronto tra Governo e sindacati sulle pensioni. L’esecutivo ha presentato un nuovo documento, in cui ha menzionato interventi per i giovani e le donne, in modo da venire incontro alle richieste della controparte. Il Premier Gentiloni ha anche spiegato che il pacchetto verrà inserito nella Legge di bilancio con un apposito emendamento del Governo. È stata inoltre proposta l’istituzione di una commissione tecnica di studio con il compito di stilare un elenco di lavori gravosi su basi scientifiche, con un mandato da chiudere entro il 30 settembre 2018. Tuttavia ciò non è bastato a evitare il no della Cgil. Susanna Camusso ha infatti ribadito che le proposte del Governo sono insufficienti e mostrano un evidente differenza rispetto agli impegni presi lo scorso anno. Per questo il 2 dicembre il sindacato terrà una prima mobilitazione.

LE PAROLE DI PISAPIA E BRUNETTA

Oggi Governo e sindacati tornano a incontrarsi per discutere di pensioni. Giuliano Pisapia, intervenendo a 6 su Radio 1 ha detto che metterà anche il proprio impegno “affinché questo ultimo incontro possa trovare una soluzione che soddisfi tutti e tenga uniti i sindacati”. Compito non facile viste le dichiarazioni della vigilia di Susanna Camusso. Renato Brunetta, invece, ospite di Coffee Break in onda su La7 ha affrontato diversi temi, tra cui quello della proposta fatta da Silvio Berlusconi di portare le pensioni minima a 1.000 euro. Il Diario del Web riporta queste sue dichiarazioni: “Mentre oggi la sinistra si sta parlando addosso, Berlusconi parla di cose concrete, come aumentare le pensioni minime. I conti io li ho fatti e di solito li faccio bene. Stare dalla parte dei pensionati, come Berlusconi, significa stare dalla parte della gente e non dalla parte delle pippe in politichese, come la sinistra”.

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