RIFORMA PENSIONI/ Proclamato sciopero nel settore del marmo (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Proclamato sciopero nel settore del marmo. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 25 novembre

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SCIOPERO NEL SETTORE DEL MARMO

Prima ancora della mobilitazione della Cgil di sabato prossimo contro le proposte del Governo in tema di pensioni, martedì 28 novembre Fillea Cgil e Feneal Uil di Massa Carrara e Lucca hanno proclamato uno sciopero di otto ore nel settore del marmo.  “Abbiamo deciso insieme ai nostri delegati e sentiti i lavoratori di proclamare uno sciopero di 8 ore nel settore del marmo perché ancora una volta si vuole contrabbandare la norma sui precoci come usuranti”, fanno sapere i sindacati, secondo cui si tratta di due cose completamente diverse. Il Tirreno riporta la rivendicazione al “diritto di chiedere la modifica della legge Fornero e dare maggiore flessibilità al pensionamento. Definire una volta per tutte che non tutti i lavori sono uguali, chi fa lavori manuali faticosi ripetitivi deve avere un normativa particolare e il diritto di andare in pensione prima di altri mestieri non usuranti”.

GHISELLI: CGIL CHIEDEVA PROROGA DI OPZIONE DONNA

Roberto Ghiselli è tornato a ribadire l’insufficienza delle proposte del Governo in tema di pensioni. Il Segretario confederale della Cgil, intervistato da Blasting News, ha in particolare sottolineato che il sindacato per le donne aveva chiesto il riconoscimento, ai fini contributivi, dei lavori di cura prestato a familiari disabili, oltre che la proroga di Opzione donna. Per i giovani, invece, la Cgil avrebbe voluto, oltre alla pensione contributiva di garanzia, anche la rimozione del limite sull’importo minimo dell’assegno nel sistema contributivo, che attualmente rappresenta un freno al pensionamento anticipato a 63 anni per chi ha redditi medio-bassi. A Stefano Calicchio, Ghiselli ha anche spiegato che la Cgil stima che gli interventi proposti dal Governo varranno circa 140 milioni di euro in tre anni, una cifra piuttosto modesta.

CAMUSSO: “SALVINI? NON DIMENTICO COSA HA FIRMATO MARONI”

La Cgil ha indetto per sabato 2 dicembre una mobilitazione per cercare di far capire al Governo quali sono gli aspetti dell’attuale sistema pensionistico da andare a modificare. Una manifestazione che ha trovato pieno appoggio da parte della Lega Nord. Un appoggio che non sembra aver entusiasmato la segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso, la quale ha evidenziato: “Salvini? Penso che faccia parte del dibattito politico del paese ma serve sempre coerenza. Non mi dimentico che la Legge Fornero è effetto della precedente legge che è a firma Maroni. Il perché della mobilitazione? Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani.. bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”.

POLETTI: “DOPO IL 30 NOVEMBRE L’EMENDAMENTO SU APE SOCIAL”

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti parlando della riforma delle pensioni ed in particolare dell’Ape social, ha sottolineato come la presentazione di un apposito emendamento alla legge bilancio possa essere presentato dopo il 30 novembre. Un emendamento nel quale si troverà spazio anche per la questione degli sconti contributivi per le donne lavoratrici con figli. Queste le parole di Poletti con le quali spiega anche il perché non si possa intervenire prima: “Sarà presentato dopo il 30 novembre.. Siccome impegna risorse residue non utilizzate, e la conferenza dei servizi e’ prevista per il 30 novembre, non si puo’ fare prima una norma, non avendo la quantificazione certa delle risorse”. Insomma occorrerà attendere ancora qualche giorno prima di poter conoscere nello specifico le decisioni del Governo in tale ottica.

LE CIFRE DI MARCO LEONARDI

In questi giorni ci si sta concentrando molto sui numeri relativi ai lavoratori che saranno esentati dall’aumento dell’età pensionabile, che scatterà a partire dal 2019. Il Governo li ha stimati in circa 14.600. Tuttavia Marco Leonardi ci tiene a evidenziare che tra due anni ci saranno molte altre persone che andranno in pensione prima dei 67 anni, grazie all’Ape social o al cumulo contributivo gratuito: “è la platea prevista dalle nuove flessibilità introdotte con la Legge di bilancio dell’anno scorso e che si sommano a quelle di quest’anno”, ha detto il consigliere economico di palazzo Chigi intervistato da Il Sole 24 Ore. Leonardi ha anche quantificato in “circa altri 40mila lavoratori dipendenti” il numero di coloro che utilizzeranno queste misure, che non comprendono l’Ape volontario. Dal suo punto di vista, infatti, si tratta di “uno strumento basato su una logica diversa e che deve ancora debuttare”. Si è detto comunque certo del fatto che “avrà adesioni importanti”.

Leonardi ha dato anche un messaggio che certo non piacerà a coloro che non sono riusciti ad accedere nemmeno all’ottava salvaguardia degli esodati. Ha infatti detto che “con le nuove flessibilità adottate in questi due anni abbiamo chiuso definitivamente la stagione delle salvaguardie”. Il consigliere del Governo ha anche voluto ricordare che le misure varate lo scorso anno “valgono circa 7 miliardi nel primo triennio e 26 miliardi nei primi dieci anni di applicazione”. Questo per ricordare l’impegno anche finanziario che c’è stato sul fronte delle pensioni.

CAMUSSO REPLICA A SALVINI E PADOAN

Susanna Camusso risponde a Matteo Salvini, che aveva evidenziato “l’assenza” dei sindacati mentre si varavano interventi contro lavoratori e pensionati, spiegando che la Legge Fornero “è in gran parte effetto della precedente legge, che è a firma Maroni”. La Segretaria generale della Cgil ha anche spiegato che il confronto con le forze parlamentari che il suo sindacato sta portando avanti “potrebbe definire anche una modifica del pacchetto che il governo ha presentato sulle pensioni”. Da questo punto di vista ha anche ricordato che l’esecutivo avrebbe potuto fare meglio. In un’intervista a Repubblica, Camusso ha inoltre detto che “il Governo si era impegnato a correggere l’iniquità del sistema previdenziale disegnato dalla Legge Fornero. Quell’impegno è rimasto scritto sulla sabbia. Permangono iniquità profonde in particolare per le donne e per i giovani, che un meccanismo derogatorio non corregge per nulla, per quanto migliori le condizioni di qualche migliaia di lavoratori”. 

L’ACCORDO PER AIUTARE I LAVORATORI ANZIANI

L’ex Segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dalle pagine de Il Tempo lancia una proposta per cercare di “ammorbidire” l’aumento dell’età pensionabile. Dal suo punto di vista si potrebbe arrivare a un accordo contrattuale per cambiare le mansioni dei lavoratori più anziani. “Lo si può stabilire tra le parti sociali, incentivato fiscalmente dallo Stato per la esigenza sociale di allungare i tempi di lavoro, ma di renderli sostenibili per persone che si trovano in una stagione di vita diversa dagli inizi dell’impegno professionale. Ecco allora: per cogliere le differenze di chi oggettivamente ad una certa età non può sostenere sforzi ed impegni della prima ora, occorre offrigli alternative. Il sindacato e la politica, se vogliono essere all’ altezza dei loro compiti sappiano trovare nuove soluzioni, diversamente, oltre,che a danneggiare le persone, danneggeranno se stessi. Più che manifestazioni occorre fantasia e voglia di trovare nuove soluzioni”, scrive Bonanni.

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