Contratti statali/ Aumenti stipendi Pa: la soluzione-Madia per il rinnovo (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Contratti statali, ultime notizie di oggi 15 dicembre 2017: aumenti stipendi Pa, Anief vs sindacati, “non ha senso firmare il rinnovo”. Le promesse della Madia

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Contratti Statali, protesta sindacati (LaPresse)

La soluzione principale pensata dal Ministero della Pubblica Amministrazione per provare a chiudere a stretto giro la partita degli aumenti per tutti gli statali, prevede una sorta di clausola che ammortizzi i divari che si determinerebbero applicando la stessa percentuale di aumento nei diversi settori. Lo spiega l’Ansa stamane, riportando il Madia-pensiero che circola a Palazzo Vidoni: si parte da livelli retributivi e distribuzione del personale, nei vari inquadramenti, differenti. Al momento, il contratto che è in fase più avanzata e per cui si tenta l’accordo è quello della P.a. centrale che di fatto interesse Inps, Inail, agenzie fiscali e ministeri: per il mondo scuola soprattuto restano forti i problemi e le coperture economiche, con i sindacati che infatti restano sul “chi va là” per le prossime decisioni. «Si attende quindi una convocazione ufficiale, in plenaria, con tutte le sigle che saranno impegnate nella ‘maratona’ per sbloccare un contratto fermo da quasi dieci anni», riporta l’Ansa da fonti di Palazzo Vidoni. 

VERTICE ARAN A BREVE

Rush finale: con queste parole l’Ansa lancia questa mattina la notizia per tutto il mondo degli statali, con il rinnovo del contratto e l’aumento degli stipendi per tutti i lavoratori della Pubblica Amministrazione. «Si sta lavorando per trovare l’accordo già la prossima settimana. Diversi nodi sarebbero stati superati, restano però da definire questioni ‘normative’, come la voce da dare ai sindacati sull’organizzazione e gli orari di lavoro, i turni», spiega l’agenzia italiana. Dovrebbe essere stata sistemata la vicenda economica, almeno per quanto riguarda l’aumento medio per tutti gli statali: lo scatto medio attorno agli 85 euro, confermando le promesse della Madia, ma con l’Aran che a breve convocherà i sindacati per arrivare alla stretta finale si dovrà vedere se effettivamente le sigle nazionali accetteranno le condizioni ultime e soprattutto se staranno al “gioco” della scadenza urgente di fine anno prima delle elezioni e della rottura della legislatura, quando in effetti è da mesi che si poteva con molta più calma ponderare le varie cifre e non farsi prendere dall’ansia della Manovra Economica in votazione e un governo in piena scadenza. 

ANIEF VS SINDACATI, “NON HA SENSO FIRMARE IL RINNOVO COSÌ”

Ancora durissimo il sindacato autonomi Anief, contro il Governo, il ministro Madia e tutti gli altri sindacati che potrebbero arrivare a firmare il rinnovo sui contratti statali, almeno sul comparto centrale Pa entro fine 2017. «Anief invita a rinviare le trattative e mette a disposizione il modello per recuperare almeno il 50% dell’inflazione programmata, relativa alla mancata indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale, di cui si mette a disposizione la diffida. Perché dopo l’inerzia totale durata otto anni e aver fatto passare altri 12 mesi dall’accordo con la Funzione Pubblica, l’Intesa del? 30 novembre 2016, improvvisamente l’Agenzia che svolge la contrattazione per gli interessi della parte pubblica si ricorda dei diritti dei lavoratori e si accinge ad imporre ai sindacati maggiori un tour de force di incontri finalizzati a concludere il primo rinnovo contrattuale addirittura in poche ore». La nota del presidente Pacifico intende dare contro tanto al ministero quanto ai sindacati che sulla trattativa che si è spalmata per mesi ancora non hanno raggiunto un dato certo: «Non ha senso porre oggi una firma che potrebbe essere sconfessata fra qualche mese, anche perché le uniche risorse stanziate nella Legge di Stabilità sono, per quanto riguarda gli arretrati del biennio 2016/16, ben quindici inferiori al costo complessivo dell’inflazione certificata. E anche per gli aumenti effettivi, a regime dal prossimo 1°gennaio, si riscontra un incremento pari ad un terzo di quello necessario a coprire lo stesso disavanzo. La verità è che si sapeva da tempo che la legislazione sarebbe terminata in questo periodo e c’era tutto il tempo per prevedere un pre-accordo, chiaro e definito».

MADIA, “AUMENTI SENZA PERDERE BONUS 80 EURO”

Ciclicamente la responsabile della Pubblica Amministrazione, davanti ai rumors e le tante polemiche su un rinnovo dei contratti statali che ancora non è giunto a conclusine, torna sull’argomento, afferma che invece le risorse ci sono e che non bisogna temere di perdere il bonus Irpef da 80 euro, a rischio per alcuni dipendenti pubblici in determinate fasce di reddito che vedrebbero uno scostamento decisivo con l’amento stipendiale promesso dal governo. Ebbene, anche oggi il Ministro Madia prova a spegnere i focolai delle polemiche che da più parti giungono contro il governo e l’Aran, ancora senza accordi definitivi in vista nei prossimi giorni. «Le risorse ci sono, assolutamente», conferma il ministro da margine di un convegno di Rete Imprese Italia sui costi alti della burocrazia in Italia. «Noi – ha sottolineato all’Adnkronos – abbiamo stanziato con questa ultima legge di bilancio, ultima, auspico, prima della firma del contratto, le risorse che servono a fare due cose, che poi sono gli unici due impegni economici che ho preso con i sindacati: un aumento medio di 85 euro nei contratti e inoltre evitare che chi oggi ha 80 euro li perda con l’aumento contrattuale».

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