RYANAIR E SINDACATI/ Il riconoscimento dettato dalla logica del business

- Gerardo Larghi

Per evitare lo sciopero che sarebbe caduto proprio prima di Natale, Ryanair ha deciso di riconoscere i sindacati dei piloti chiedendo loro un incontro. GERARDO LARGHI

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Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair (Lapresse)

Caro Babbo Natale, ma come finiranno per chiamarti quei matti che si dannano l’anima per evitare di pronunciare la parola Natale, lemma che, malpensano, potrebbe infastidire chi non è cristiano? Dammi retta vola via, e mollali qui loro con tutti i loro regali, i loro pacchetti e il resto della paccottiglia commerciale che ci ammorba. E allora, via la maschera, via quella barba assurda, via quel vestito ridicolo, e registrati col tuo vero nome, Nicola; di professione: Santo; tempo della pensione: Eternità! Vai in vacanza, riposati, contempla l’Eterno, tu che puoi, e lasciaci qui a combattere con questo caos.

Caro San Nicola tu puoi capirmi, tu che fosti sequestrato dalla Coca-Cola: è di oggi la notizia che Ryanair, la compagnia di voli che porta in giro la gente comune per il pianeta, farà di tutto per evitare lo sciopero dei trasporti che metterà in ginocchio il traffico aereo il prossimo 20 dicembre. Saranno diventati buoni perfino loro? Magari avranno scavato nella loro storia irlandese e vi avranno scoperto i grandi eremiti del VI secolo, i santi e le puttane che hanno fatto la cristianità di quell’isola? Ma va, caro Nicola. Loro sono moderni, mica come noi cristiani che siamo rimasti a Duemila anni fa: loro lo fanno per rispettare il vero signore di questi giorni, quel dio-denaro che non sa nemmeno dove sia Nazareth, che non conosce la povertà, ma che i buoi e gli asini li macella, e che in Egitto ci va sì, ma in vacanza a Sharm.

Dopo aver minacciato i propri dipendenti che, se avessero aderito allo sciopero, avrebbero potuto incorrere nelle loro ire funeste, dopo essersi fatti insultare da tutta Europa e dopo aver verificato che rischiavano non solo di perdere le cause in tribunale, e soprattutto il denaro dei biglietti aerei, ma perfino la faccia, ecco che oggi con uno di quei sani colpi di realismo così tipici della cultura anglosassone, hanno deciso di incontrare i sindacati. Ma prima del 20 e per evitare lo sciopero. Come dire: siccome voi, sindacati bolscevichi e pauperisti, ci minacciate e rischiate di farci perdere denaro, noi siamo obbligati ad ascoltarvi, ma ai nostri occhi voi siete, siete stati, e sarete, ora e per l’eternità, un fastidio, un errore della storia, un sassolino in un ingranaggio perfetto. Ci impedite di fare quel che vogliamo, di guadagnare quanto più possiamo nel modo che riteniamo più giusto. E se la gente compra i nostri biglietti vuol dire che abbiamo ragione noi e che avete torto voi. 

Un perfetto ragionamento che in un ricco salotto della Inghilterra vittoriana avrebbe anche avuto qualche sostenitore. Peccato che la regina non si chiami Vittoria ma Elisabetta, che siano passati ben più di cent’anni, che la gente abbia conquistato e visto riconosciuti alcuni diritti fondamentali. Tipo quello di associarsi non solo al circolo “very british” di golf, o al club Millemiglia, ma anche ai sindacati. 

Ma noi siamo buoni e vogliamo pensare che i dirigenti di Ryanair in fondo si comportino così solo perché, figli della cattolica e verde Irlanda, sono seguaci di chi ha organizzato il primo viaggio di quel neonato che vide la luce in Palestina sotto Augusto: in fondo anche quella neopuerpera fu obbligata a tornare subito al suo lavoro, fu spedita senza possibilità di discussione in Egitto (toh!), a dorso d’asino, senza lasciarla a casa neppure un mese. Suo marito poi dovette emigrare per trovare uno straccio di occupazione sottopagata. E non c’erano sindacati a rompere. Che belli quei tempi. Contratti rispettosi delle persone? Condizioni di lavoro che consentissero di coniugare maternità, carriera e famiglia? Paga oraria adeguata? Tutela della salute e diritti sociali? Macché: eppure il mondo andava avanti.

Ecco appunto, il mondo andò avanti e quel neonato ne ha combinati di disastri nella prospettiva che tanto affascina il patron di Ryanair. Ha insegnato a un sacco di gente che tutti sono uguali, che ogni persona ha dei diritti, che stando insieme ci si può aiutare meglio, che il lavoro non è la schiavitù, che la salute non è un optional, che il denaro non è un dio ma un mezzo. Così, a Natale e visto che San Nicola si è presa una meritata pausa, un regalino glielo portiamo noi ai signori di Ryanair, e sarà sotto forma di un consiglio.

La corsa al denaro e al successo li ha condotti sull’orlo della crisi; nei mesi scorsi hanno dovuto piegarsi alle richieste di tanti piloti e hostess che non ne potevano più di certe imposizioni e di condizioni di lavoro che loro definivano disumane; hanno perso biglietti, clienti, ma hanno perso soprattutto la faccia davanti al mondo. L’Europa, spesso lenta, li ha messi nel mirino, molti Paesi hanno cominciato a chiedersi se Ryanair può fare come vuole a prescindere. Così provino a meditare su questo tema: avendo sconfitto Alitalia, sicuri di poter sconfiggere anche il resto del mondo? Sicuri che a forza di tirare la corda anche l’aereo più pazzo del mondo non rischi di non poter più decollare? Sicuri che la simpatia con cui tanti li guardarono anni fa, non si trasformi in repulsione per il modo con cui trattano le maestranze? Sicuri che alla fine il capitale più importante che ha una impresa, la sua immagine, non si disperderà nel blu del cielo più blu?

È un consiglio non richiesto? Ma certo, però è gratis e questo dovrebbero almeno apprezzarlo, data la voracità finanziaria da cui, si dice, sono affetti. E poi, andiamo: irlandese era San Patrizio, irlandese San Brendano, irlandese San Colombano. Tutta gente che ha viaggiato, e tanto. Qualcuno tra loro ha perfino passato il confine tra aldiqua e aldilà, tornando indietro per raccontarci cosa ci aspetta. Nessuno di loro però si è sognato di sfruttare i marinai, i conduttori di carri e di animali che li hanno aiutati. Eppure erano in missione per conto di Dio. Potevano cioè vantare un mandante che, con tutto il rispetto, non è né la Borsa di Wall Street, né il listino di Londra: magari uno sconticino, proprio in ragione del mandante, glielo avrebbero anche concesso! Eppure niente, quella era gente tutta di un pezzo: ecco, signor Ryan, sia irlandese come loro e vedrà che il suo business andrà sempre meglio, e che i sindacati la aiuteranno a vivere meglio, a guadagnare meglio.

Buon Natale quindi a Lei, ma solo se lo trascorrerà in compagnia (metafisica, neh), di San Nicola, San Brendano, San Colombano e San Patrizio.

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