Riforma pensioni/ Di Maio spiega il taglio sopra i 5.000 euro (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Di Maio spiega il taglio sopra i 5.000 euro. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 21 dicembre

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Matteo Renzi (LaPresse)

DI MAIO SPIEGA IL TAGLIO SOPRA I 5.000 EURO

Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, Luigi Di Maio torna a parlare di pensioni d’oro, precisando meglio quanto aveva spiegato Alessandro Di Battista nella puntata di diMartedì. L’idea dei pentastellati è quella di tagliare gli assegni sopra i 5.000 euro netti al mese per la parte non corrispondente ai contributi versati durante la propria carriera lavorativa. Il taglio potrà quindi portare l’importo dell’assegno fino a quello che si avrebbe con un ricalcolo pieno contributivo della pensione. Il candidato Premier M5S ha fatto un esempio pratico, dicendo che se si sono versati contributi per una pensione da 3.000 euro e se ne ricevono invece 8.000, il taglio porterebbe l’assegno fino a 3.000 euro. Un intervento che Di Battista aveva spiegato essere mirato ad aumentare le pensioni di importo più basso, visto che ci sono diversi pensionati che vivono sotto la soglia della povertà.

IL BILANCIO DI CESARE DAMIANO

Si avvicina la fine della legislatura e non è da escludere che già prima della fine dell’anno vengano sciolte le Camere. Cesare Damiano fa un breve bilancio degli ultimi cinque anni, spiegando che “questa legislatura si è caratterizzata per un intervento significativo di correzione sul tema della previdenza. Questo è stato possibile anche grazie alla pressione esercitata dai sindacati e dalla iniziativa parlamentare”. L’ex ministro del Lavoro ricorda quindi le otto salvaguardie degli esodati, Opzione donna e l’Ape. “Un risultato importante che ha evitato, a molti, l’ingresso nell’area della povertà e che va valorizzato”, aggiunge. In questo senso Damiano indica già un obiettivo da raggiungere nella prossima legislatura: “La nostra battaglia dovrà continuare con l’obiettivo di rendere strutturale l’Ape sociale al fine di consolidare il principio della flessibilità nel sistema previdenziale”.

ODG PER LA PROROGA DI OPZIONE DONNA

Andrea Maestri, insieme al collega Stefano Fassina, ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo di impegnarsi “a garantire la prosecuzione di Opzione donna, provvedendo a stanziare, fin dal primo provvedimento utile, le necessarie risorse”. La richiesta dei deputati di Liberi e Uguali arriva in considerazione del fatto che vi sono dei risparmi rispetto alle risorse già stanziate per questa misura. Risparmi che dovrebbero essere impiegati per la proroga del regime sperimentale di accesso anticipato alla pensione nel 2018. Del resto, viene ricordato nell’ordine del giorno, il Governo aveva accolto un odg dello stesso Maestri che chiedeva proprio di valutare la possibilità di utilizzare le risorse non utilizzate, rispetto a quelle stanziate con la Legge di stabilità 2016, “prioritariamente per la prosecuzione del regime sperimentale di Opzione donna, prevedendo la proroga fino al 31 dicembre 2018”.

ANTICIPO PENSIONISTICO PER IL SETTORE EDITORIALE

La commissione Bilancio della Camera ha terminato l’esame degli emendamenti alla Legge di bilancio ed è stato approvato quello presentato da Francesco Boccia “che prevede l’anticipo pensionistico per i lavoratori del settore editoriale collocati in mobilità in situazioni di accertata crisi aziendale, che abbiano cessato l’attività anche in costanza di fallimento”. È Cesare Damiano a farlo sapere, rimarcando che l’emendamento era già stato presentato lo scorso anno, ma non era stato poi ammesso. “Questa volta, il risultato è stato raggiunto grazie a una attenta azione di monitoraggio e di pressione e alla costante ricerca di una soluzione. Un passo avanti sul terreno dell’equità e di attenzione nei confronti dei problemi reali dei lavoratori che, senza occupazione e reddito, sono a rischio povertà”, ha sottolineato.

CHIESTI BENEFICI ANCHE PER I CAVATORI

Si è tenuto a Firenze il Consiglio generale della Filca-Cisl Toscana dopo lo sciopero del settore edile che ha visto una buona partecipazione. Ai lavori, introdotti dal segretario generale Simona Riccio, hanno partecipato tra gli altri, il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, il segretario nazionale Filca, Enzo Pelle, e i vertici della Filca Palermo Trapani, Paolo D’Anca (segretario generale) e Francesco Danese (componente di segreteria). Riccio ha voluto parlare anche di pensioni, spiegando che recentemente sono arrivate “novità importanti per gli edili, ma adesso è necessario migliorare ulteriormente la normativa e allargare i benefici anche ai cavatori, una tipologia di lavoro molto dura che necessita di interventi radicali, nell’ottica che non tutti i lavori sono uguali”. Un’istanza per cui già settimane fa si sono mobilitati i cavatori stessi, presenti in un buon numero proprio in Toscana.

AUMENTANO LE RICERCHE SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Cresce tra gli italiani la consapevolezza che in futuro le pensioni saranno più basse, complice il pieno passaggio al sistema contributivo. Per questo tra i cittadini con meno di 44 anni sta crescendo la ricerca di informazione sulla previdenza complementare. I dati raccolti da facile.it evidenziano in particolare una crescita del 79%, con un picco particolare nella fascia d’età tra 25 e 34 anni, da cui proviene circa un terzo delle richieste che il sito ha raccolto nei primi undici mesi dell’anno. I lavoratori dipendenti sono la categoria più interessata ala previdenza complementare, seguiti dai liberi professionisti. Le richieste di informazioni sono arrivate in maggioranza da residenti in Lombardia, seguiti da Lazio e Piemonte. Non sembra quindi sia sbagliata la richiesta dei sindacati di incentivare la previdenza complementare.

AMBROGIONI (CIDA) SCRIVE A RENZI 

Giorgio Ambrogioni ha deciso di scrivere una lettera a Matteo Renzi. L’obiettivo del Presidente della Cida, come viene riportato da Adnkronos, è quello di incontrare il Segretario del Partito democratico per parlare di previdenza e delle tante “fake news” che vengono diffuse a proposito delle pensioni d’oro. “Ho scritto al leader del Pd e mi auguro di incontrarlo per esprimergli apprezzamento per la recente presa di posizione in tema di ‘pensioni d’oro’. Siamo abituati a essere fatti oggetto di attacchi pregiudiziali e gratuiti, ma ormai si è arrivati a escalation mai viste, a minacce concrete espresse da autorevoli e ambiziosi esponenti di partiti rappresentati in Parlamento. Confidiamo che oltre a Renzi altri leader politici intervengano sulla delicata questione previdenziale senza strappi e con la necessaria competenza”, ha fatto sapere Ambrogioni.

Il quale ha voluto ricordare come è intollerabile per i dirigenti e le alte professionalità essere additati come una categoria di privilegiati, dato che dietro alla pensione percepita ci sono molti anni di studio e di lavoro. “In realtà manager e quadri da anni stanno subendo pesanti penalizzazioni sulle loro pensioni, sotto forma di ripetuti contributi di solidarietà, blocchi perequativi, sentenze discutibili”, ha messo quindi in evidenza il Presidente della Cida, secondo cui questa situazione non solo mette in discussione la certezza del diritto e crea disagio sulle aspettative di chi ha lavorato per anni con elevati livelli di professionalità, ma “fomenta un sentimento di conflitto sociale fra le diverse generazioni”.

SALLUSTI CONTRO DI MAIO

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio su un taglio delle pensioni d’oro da cui ricavare 12 miliardi di euro in più anni non sono state affatto gradite da Alessandro Sallusti, che annuncia battaglia. “Sappia che mi batterò perché ciò non avvenga perché quei soldi sono miei e me li sono guadagnati fino all’ultimo centesimo”, scrive il direttore del Giornale, dando del ladro al candidato Premier del Movimento 5 Stelle. “Ruba a me ma al di là degli annunci roboanti e moralisti, si è tenuti stretti tutti i suoi privilegi di membro della casta: stipendio, liquidazione (che a giorni prenderà) e vitalizio”, scrive Sallusti rivolgendosi direttamente a Di Maio. Per il giornalista quanto vorrebbe fare il vicepresidente della Camera ricorda un furto con scasso, “e lei, come tutti i rapinatori, lo fa con leggerezza perché non ha mai conosciuto la fatica e la durezza del mondo del lavoro”, aggiunge Sallusti rivolto ancora a Di Maio.

FIANO CONTRO M5S

Continuano a far discutere le dichiarazioni di Luigi Di Maio relative a un intervento sulle pensioni d’oro per finanziare la cancellazione in 5 anni della Legge Fornero. Dopo che il candidato Premier del Movimento 5 Stelle si è anche espresso sull’euro, Emanuele Fiano ha fatto notare che la vita di Di Maio “oramai è tutta una precisazione. O una correzione di rotta. Ieri gli hanno fatto rimangiare le fesserie sulle pensioni oggi, quasi in tempo reale, il suo sfondone sull’uscita dall’Euro e sul referendum”. Il deputato del Pd, secondo quanto riporta Adnkronos, si è quindi chiesto “quale credibilità ha chi non sa nulla del funzionamento del suo Paese e del suo ordinamento? Quale affidabilità? Il valore delle sue parole è pari a zero, le sue promesse non hanno valore che per qualche ora. I 5 Stelle dicono tutto e il contrario di tutto. È un problema serio e capiamo ancora meglio perché i 5 Stelle si oppongano a una legge sulle fake news”.

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