Riforma pensioni/ Nessun intervento per gli esodati (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Nessun intervento nella Legge di bilancio per gli esodati. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 22 dicembre

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Elezioni 2018, Silvio Berlusconi (Foto: LaPresse)

NESSUN INTERVENTO PER GLI ESODATI

C’è parecchia delusione nelle parole che Luigi Metassi ha scritto in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comitato licenziati o cessati senza tutele. La ragione è semplice: nella Legge di bilancio non è stata inserita alcuna norma in favore degli esodati che ancora sono privi di una salvaguardia. È chiara e netta, a suo modo di vedere, la mancanza di volontà politica di intervenire per aiutare chi è rimasto senza lavoro ed è lontano dalla pensione. Quel che più sembra colpire Metassi è il fatto che gli interlocutori a cui è stato chiesto un intervento a favore dei 6.000 esodati privi di tutele “da giorni ormai non rispondono nemmeno alle nostre richieste di informazioni”. Pare inoltre che per giustificare l’assenza di interventi sia l’esistenza della petizione online in favore di questi esodati aperta da Ciro Formisano, regista del film “L’esodo”. Un’evidente scusa, secondo Metassi.

APE, POSSIBILE SLITTAMENTO A FEBBRAIO

Nel suo comunicato relativo all’erogazione delle prestazioni Ape social, l’Inps ha parlato anche dell’Ape volontario, spiegando di essere ancora in attesa della firma degli accordi quadro fra Ministeri, Abi e Ania. “Una volta siglati gli accordi, l’Inps, entro i successivi 15 giorni, invierà al Ministero del Lavoro, per la sua approvazione, la circolare interpretativa e pubblicherà un simulatore online che consentirà agli interessati di stimare l’entità del finanziamento richiedibile”, si legge nel comunicato. Resta a questo punto da capire quando avverrà la firma degli accordi quadro, perché nel caso dovesse slittare a gennaio si potrebbe anche correre il rischio di non poter accedere ancora all’Ape volontario fino a febbraio. Il che rappresenterebbe un ritardo sulla tabella di marcia annunciata ormai un anno fa davvero inaccettabile.

DA DOMANI APE SOCIAL IN PAGAMENTO

A partire da domani l’Inps effettuerà i primi pagamenti, comprensivi di arretrati, in favore di oltre 9.800 beneficiari dell’Ape social che avevano presentato domanda per l’Anticipo pensionistico entro lo scorso 15 luglio. L’Inps ha fatto sapere che “questo risultato è stato possibile grazie all’operazione di liquidazione straordinaria messa in atto” a partire dall’11 dicembre. Queste erogazioni non riguarderanno però l’Ape social per i lavoratori precoci, in quanto l’Inps inizierà liquidare questo tipo di prestazione nei primi giorni del 2018 e i beneficiari riceveranno i primi pagamenti a partire da febbraio. Per quanto riguarda invece l’erogazione delle prestazioni relative alle altre 2.785 domande di Ape social (non precoci) presentate entro il 15 luglio, l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha comunicato che i pagamenti saranno effettuati a partire dal 20 gennaio.

NUOVO SCONTRO BERLUSCONI-DI MAIO

Silvio Berlusconi va all’attacco del Movimento 5 Stelle, criticando aspramente l’ipotesi di intervenire sulle pensioni sopra i 2.500 euro al mese. “Chi vive con quei soldi non è un milionario, metterci sopra le mani è un esproprio che va a colpire il ceto medio”, ha detto l’ex Premier in un videomessaggio su Facebook. “Dopo la stangata fiscale, il blocco delle infrastrutture, l’impossibile referendum sull’euro, ora ci annunciano che vogliono anche tagliare le pensioni”, aggiunge Berlusconi, spiegando che forse i pentastellati “non sanno, non avendo mai lavorato, che la pensione non è un regalo dello Stato, ma sono soldi che ciascun lavoratore ha affidato allo Stato e che da anziano si vede restituire sotto forma di pensione”. Quindi il Presidente di Forza Italia ha ribadito la volontà di alzare le pensioni minime a mille euro e di “adeguare le altre al costo della vita”.

Non c’è voluto molto per vedere una replica da parte di Luigi Di Maio, che dal suo account Twitter ha scritto: “Berlusconi e il suo partito hanno votato la riforma Fornero, una sciagura per i pensionati italiani. Noi vogliamo mettere un tetto alle pensioni d’oro da 5000 euro netti in su. L’ho ripetuto più volte perché tutti capissero. Berlusconi o mente o ormai ha perso colpi”. Ciò nonostante l’ex Cavaliere è tornato a insistere nelle sue critiche ai pentastellati. Intervenendo a Radio 105, infatti, ha detto: “Rimango in politica per responsabilità verso gli italiani. I 5 Stelle distruggerebbero il ceto medio con una tassazione insostenibile e taglierebbero anche le pensioni dignitose”.

DI BATTISTA: TETTO ALLE PENSIONI SOPRA I 5.000 EURO

Ospite di Giovanni Floris a diMartedì, Alessandro Di Battista ha parlato dell’intervento che il Movimento 5 Stelle intende realizzare sulle pensioni d’oro. Nel farlo ha evidenziato come tutti siano attenti ad analizzare nel minimo dettaglio le parole di Di Maio in questa campagna elettorale, mentre Silvio Berlusconi può tranquillamente dire quello che vuole senza che nessuno gli chieda chiarimenti. Il pentastellato ha quindi spiegato che l’idea è quello di mettere un tetto alle pensioni sopra i 5.000 euro netti, in modo da avere delle risorse con cui aumentare le minime, visto che ci sono pensionati che percepiscono assegni sotto la soglia di povertà. “Per noi la povertà va abolita e va aumentata complessivamente la qualità di vita”, ha detto Di Battista, aggiungendo che Berlusconi teme il Movimento 5 Stelle perché “con una legge anti-corruzione gli svuotiamo il partito”.

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