RIFORMA PENSIONI/ Furlan chiede nuovo confronto Governo-sindacati dopo il Def (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2017, Annamaria Furlan chiede confronto al Governo. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali di oggi, 25 settembre

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FURLAN CHIEDE CONFRONTO AL GOVERNO

I sindacati non perdono la speranza di poter vedere inserite nella Legge di bilancio le misure previdenziali che hanno richiesto al Governo. Oltre alla Cgil, che ha chiesto all’esecutivo un incontro urgente, anche la Cisl vuole che si torno al tavolo del confronto. Annamaria Furlan sul suo profilo Twitter ha infatti scritto: “Dopo #Def ora confronto con sindacati per Legge di bilancio che punti su crescita, lavoro giovani, più flessibilità per requisiti pensioni”. Sembra però difficile che il Governo inserisca degli interventi sulla previdenza che vadano al di là di una qualche forma di sconto contributivo per aiutare le donne a raggiungere la quiescenza, vista la disparità di trattamento che ricevono, durante la loro vita lavorativa, rispetto agli uomini. Tuttavia nessun esponente dell’esecutivo ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sugli specifici interventi che potrebbero trovare spazio nella manovra.

LA SVIZZERA E L’ITALIA

In Svizzera è stata bocciata la riforma delle pensioni che andava sotto il nome di “Previdenza 2020”. L’obiettivo era cercare di rendere il sistema pensionistico elvetico più sostenibile nel tempo, rivendendo quindi alcuni requisiti per l’accesso alla quiescenza. Tuttavia la maggioranza della popolazione si è espressa contro. In Italia c’è chi non nasconde un po’ di invidia per i vicini svizzeri, che hanno avuto la possibilità di potersi esprimere e di bocciare una riforma delle pensioni, mentre nel nostro Paese negli ultimi anni i requisiti pensionistici sono stati alzati senza sentire il parere dei cittadini. Ora poi sembra che non si potrà evitare l’aumento dell’età pensionabile previsto a partire dal 2019. I sindacati e alcuni parlamentari promettono battaglia su questo punto, ma non sembra affatto facile riuscire a raggiungere l’obiettivo.

LA CGIL INSISTE SULL’ETÀ PENSIONABILE

Nonostante le indiscrezioni sull’impossibilità di approvare tutte le richieste sindacali sugli interventi previdenziali da inserire nella Legge di bilancio, la Cgil insiste sul blocco dell’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2019. Susanna Camusso ritiene che se passasse l’adeguamento automatico in base all’aspettativa di vita, ci sarebbe una rottura totale tra il mondo del lavoro e la politica. Secondo quanto riporta l’Ansa, anche Francesca Re David, succeduta a Maurizio Landini alla guida della Fiom, ha insistito su questo punto, specificando che “allo stato chiediamo il blocco all’attuale età pensionabile che c’è ora per poi lavorare a una riforma complessiva”. La Cgil conferma quindi di essere pronta al “muro contro muro” e già nelle scorse settimane aveva paventato la possibilità di mobilitazioni per le pensioni.

IL FOCUS SUL RISCATTO DI LAUREA

Recentemente uno dei temi del dibattito sulla Riforma pensioni da approvare con la Legge di bilancio era quello del riscatto gratuito della laurea per i millenials. La Fondazione Studi Consulenti del lavoro ha dedicato un approfondimento proprio allo strumento del riscatto e ha fornito alcune utili indicazioni sulla proposta, che trova tra i suoi sostenitori Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia. Nell’approfondimento si evidenzia l’importanza di una “proposta ben delimitata per quanto riguarda la platea dei beneficiari e le caratteristiche stesse del riscatto. In particolare, per evitare che si possa parlare di una discriminazione generazionale, sarà fondamentale legare al merito la gratuità del riscatto e, per evitare di generare eccessivi squilibri, diversificare il riscatto oneroso” “e un eventuale accredito figurativo degli anni di laurea, che potrebbe – a titolo di esempio – valere solo al diritto e non al calcolo pensionistico, incidendo di meno sulla finanza pubblica”.

Nell’approfondimento si segnala anche che in tal senso sarebbe opportuno iniziare a prendere in considerazione anche dei “correttivi strutturali” rispetto all’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, dato che si fa sempre più concreto il rischio “di scollare definitivamente la permanenza effettiva al proprio posto di lavoro dalla decorrenza del pensionamento”. Resta comunque da vedere se la proposta tornerà d’attualità, visto che servirebbero in ogni caso delle risorse che al momento non sembrano abbondare.

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