RIFORMA PENSIONI/ Berlusconi difende l’innalzamento dell’età pensionabile (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Berlusconi difende l’innalzamento dell’età pensionabile. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 12 gennaio

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BERLUSCONI DIFENDE L’INNALZAMENTO DELL’ETÀ PENSIONABILE

“È importante passare dalle parole ai fatti, ho chiesto a Silvio Berlusconi l’impegno sulla legge Fornero, che va azzerata e cancellata”, ha detto Matteo Salvini ospite di Quinta colonna. Tuttavia il Presidente di Forza Italia, che è invece intervenuto a Porta a Porta, è tornato a frenare sull’ipotesi di abrogare tout court la riforma delle pensioni del 2011. L’ex Premier ha infatti detto che secondo gli approfondimenti svolti dagli economisti suoi consulenti, ci sono alcuni aspetti della Legge Fornero che vanno mantenuti, tra cui l’innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita. Del resto c’è chi non dimentica che fu il suo Governo a introdurre questa innovazione, che è stata poi “accelerata” dalla riforma Fornero che ha presto intervalli più brevi per l’adeguamento dei requisiti pensionistici, oltre che un brusco innalzamento degli stessi.

SALVINI: MIO GOVERNO CANCELLERÀ LA FORNERO

“Il Governo Salvini cancellerà la Fornero”. Il Segretario della Lega sottolinea ancora una volta l’intenzione di procedere all’abolizione della riforma delle pensioni del 2011. “La sostenibilità è la gabbia che ci hanno costruito intorno. Negli ultimi 16 anni ci hanno rinchiuso come criceti, ci hanno fatto correre in nome del risanamento. Risultato, negli stessi anni abbiamo perso 2.000 euro di reddito pro capite, ma il debito è enormemente aumentato”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando anche come intende pagare la cancellazione della Legge Fornero: “Rimettendo i soldi in tasca. Così la gente li spende e l’economia riparte”. Resta da capire se la promessa potrà essere mantenuta nel caso sia Forza Italia a prendere più voti della Lega, in caso ovviamente di vittoria del centrodestra alle elezioni.

RADICALI IN DIFESA DELLA LEGGE FORNERO

Elsa Fornero, parlando in diretta ad Agorà, ha detto di essere intenzionata a votare Emma Bonino. Poco prima, il segretario dei Radicali italiani, Riccardo Magi, in una nota aveva difeso la riforma delle pensioni del 2011, che porta il nome proprio dell’ex ministra del Lavoro. “La demagogia e la propaganda elettorali sulla legge Fornero tacciono una realtà molto semplice: quella riforma delle pensioni ha salvato l’Italia da un default. Chi, come Cinque stelle e Centrodestra, promette di smantellarla, vuole portarci fuori dall’Europa e vuole mettere ancora più peso sulle spalle dei giovani”, ha dichiarato Magi, evidenziando che “le pensioni le paga chi lavora: prima si va in pensione, e con più soldi, più alto è il costo a carico di chi lavora oggi, di chi è appena entrato nel mercato del lavoro e di chi vi entrerà. Cioè soprattutto dei giovani”.

BOCCIA CHIEDE SPIEGAZIONI A SALVINI E DI MAIO

Parlando a margine dell’Elite Basket Bond a Piazza Affari a Milano, Vincenzo Boccia ha difeso la Legge Fornero, spiegando che la riforma delle pensioni varata nel 2011 è un elemento di stabilità dei conti pubblici. Rispetto alla proposta di abolizione della stessa avanzata da Lega e Movimento 5 Stelle, il Presidente di Confindustria ha spiegato che bisognerebbe capire qual è l’alternativa che viene proposta, perché “se non capiamo cosa si fa dopo l’abolizione non riusciamo a capire se le cose sono positive o meno”. Dal suo punto di vista, quindi, “forse su questo varrebbe la pena di fare uno sforzo di spiegazione da parte di Salvini e di Di Maio”. Boccia ha anche difeso il Jobs Act, spiegando che ha avuto degli effetti positivi sull’economia. Dunque, “smontare le riforme che hanno avuto effetti sull’economia reale significa non fare l’interesse nazionale”.

LA PROPOSTA PER LE DONNE DIMENTICATA DAI PARTITI

In questi giorni i leader politici stanno promettendo diversi interventi sul sistema pensionistico. Tuttavia, evidenzia Orietta Armiliato, non si parla mai di interventi dedicati alle donne. “Ricordo, così tanto perché si sappia, che c’è ed e depositata la pdl 1881 che, a mio avviso, dovrebbe essere tenuta in considerazione”, scrive sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, allegando il testo della stessa proposta di legge, risalente al 2013, che ha come prima firmataria Marialuisa Gnecchi. La proposta di legge mira a contenere a 65 anni l’età di pensionamento per le donne, prevedendo per loro anche il riconoscimento dei lavori di cura mediante contribuzione figurativa o anticipo dell’accesso alla pensione di vecchiaia. Inoltre, la pdl vuole abrogare la norma che impedisce la cumulabilità del riscatto dei periodi di assenza facoltativa collocati al di fuori del rapporto di lavoro con il riscatto del periodo di corso legale di laurea.

IL PD E GLI ESODATI

Un articolo pubblicato sul sito del Partito democratico sta causando un certo malumore tra gli esodati. L’articolo si intitola “Chi sono gli esodati?” e ripercorre le fasi, a partire dall’approvazione della Legge Fornero, che ha portato alla nascita del “problema degli esodati, una questione di notevole impatto sociale che ha colpito trasversalmente tutte le categorie professionali. Persone che si trovavano a vivere il disagio di non percepire reddito (stipendio o sostegno al reddito) e di vedere il raggiungimento della agognata pensione allontanarsi drammaticamente”. L’articolo prosegue spiegando che “il Pd, nella scorsa e nella attuale legislatura, si è fatto portavoce del disagio e del dramma di queste persone lavorando a ritmo serrato per porre rimedio agli errori e restituire serenità e dignità a chi ne è stato ingiustamente privato”. Viene anche ricordato che in Senato è stata creata una sottocommissione per studiare il fenomeno con la predisposizione, grazie alla collaborazione dell’Istat, di un questionario di carattere informativo destinato alla persone interessate in modo da trovare le misure più idonee a soddisfare le loro attese.

Quello che tuttavia non va giù agli esodati è scritto nella parte finale dell’articolo, nella quale si evidenzia come le otto salvaguardie finora approvare “tutelano in tutto 172.466 esodati, lavoratori che rischiavano di rimanere senza stipendio né pensione, per un lungo periodo, in seguito alla Riforma Fornero”. Ci sono infatti ancora persone, almeno seimila, che sono rimaste senza alcuna tutela. Ed era stata richiesta una nona salvaguardia, ma nessuna forza politica, Pd compreso, ha fatto qualcosa perché venisse approvata.

COMINARDI (M5S): SE VINCEREMO CI SARÀ QUOTA 41

Se il centrodestra si è impegnato unitariamente nella cancellazione della Legge Fornero in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche, Claudio Cominardi fa sapere che se vincerà il Movimento 5 Stelle ci sarà la possibilità di introdurre la Quota 41, di modo che si possa accedere alla pensioni dopo aver versato 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Il deputato pentastellato, sul proprio profilo Facebook, segnala come non sia causale il gran numero di lavoratori precoci in province dalla forte vocazione produttive come Brescia, Bergamo o Milano. Cominardi è inoltre convinto che la misure per i lavoratori precoci inserita nell’Ape social non funzioni affatto. E i numeri di quanti hanno potuto accedervi in effetti sembra proprio dargli ragione: sono stati posti criteri piuttosto stringenti per aver diritto all’Anticipo pensionistico agevolato.

I DECRETI A CUI LAVORA IL GOVERNO

Come già aveva detto Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno, il Governo non tirerà i remi in barca. E in effetti ha ancora lavoro da fare solo per mettere in atto le misure varate con la Legge di bilancio 2018. Lo ricorda Il Sole 24 Ore, spiegando per esempio che il ministero del Lavoro “entro il 30 gennaio dovrà definire i profili delle quattro nuove categorie di lavoratori gravosi esclusi dallo scatto a 67 anni di età nel 2019 e che potranno accedere all’Ape sociale. Dovranno poi essere istituite entro gennaio, con un Dpcm, le due commissioni tecniche per il ricalcolo di spesa previdenziale e spesa assistenziale separate e per la stime sull’aspettativa di vita differenziate a seconda delle mansioni svolte. E c’è, poi, da sostenere il decollo dell’Ape volontario e aziendale”. A quest’ultimo proposito c’è in effetti da dire che l’Anticipo pensionistico volontario ancora non si può utilizzare a causa di una serie di ritardi accumulati nel 2017. E dunque si spera che quest’anno le procedure burocratiche non facciano slittare le importanti novità introdotte, spcie per l’Ape social.

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