Riforma pensioni/ Brunetta: cancelleremo la Legge Fornero (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni novità, ultime notizie. Brunetta: cancelleremo la Legge Fornero. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 6 gennaio

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BRUNETTA: CANCELLEREMO LA LEGGE FORNERO

Nel corso delle ultime settimane Matteo Salvini è andato ripetendo che un punto irrinunciabile se non la priorità del suo programma elettorale è la cancellazione della Legge Fornero, invitando anche gli alleati di centrodestra a prendere una posizione chiara sul tema. Forza Italia, in tema di pensioni, aveva infatti fatto capire, attraverso le parole di Silvio Berlusconi, di essere intenzionata ad aumentare le minime a 1.000 euro netti, ma niente più. Tuttavia ora da Renato Brunetta, che sicuramente avrà un ruolo importante nella stesura del programma economico di Forza Italia, arrivano parole piuttosto chiare. “Stiamo tutti lavorando agli obiettivi dei primi 100 giorni. Direi che le priorità, in parallelo, sono: meno tasse; riforma del welfare con la cancellazione della legge Fornero; lotta alla povertà; sicurezza”, ha infatti detto intervistato dal Corriere della Sera.

NUOVO ALLARME PER LE PENSIONI DEI GIOVANI

Un nuovo allarme sulle future pensioni dei giovani arriva da Stefano Scarpetta. Intervistato dall’Agi, il Direttore del Dipartimento occupazione, lavori e affari sociali dell’Ocse ha infatti detto che “per diversi motivi, inclusi i periodi di disoccupazione e di inattività, in molti si ritroveranno ad avere un montante pensionistico e quindi una pensione decisamente bassa”. Scarpetta ha spiegato che “i dati che abbiamo a disposizione ci danno un’immagine abbastanza preoccupante, perché anche le generazioni più recenti hanno perso diversi anni contributivi e il sistema previdenziale italiano, una volta a regime, per ogni anno perso, comporterà un livello più basso di pensioni”. A suo modo di vedere, quindi, “al di là della sostenibilità del sistema, su cui occorrerà sempre tenere un occhio molto vigile, c’è un campo altrettante importante da verificare che è quello dell’adeguatezza delle pensioni”.

M5S E I TAGLI DEI VITALIZI IN LAZIO

“Come sapete sono una persona puntuale, quindi chiudiamo anche questa farsa del Pd sui vitalizi, perché non se ne può più!”. Lo scrive Roberta Lombardi sul suo profilo Facebook, in un lungo post nel quale ricorda che “nessuno ha tagliato i vitalizi in Regione Lazio. Un atto deciso dall’ex governo Monti, che le varie Regioni hanno dovuto recepire perché lo prevedeva la legge, ha stabilito nel 2012 che i vitalizi non sarebbero più stati erogati in futuro, ma restavano in piedi quelli vecchi: tantissimi soldi pubblici versati a chi in passato aveva fatto anche solo qualche settimana di consiliatura (o legislatura). La ratio della misura già allora era stata chiara”. “Insomma, mentre ci tagliavano le pensioni con la Fornero retroattivamente (con i voti sia del Pd che del centrodestra) addebitando a noi cittadini i costi di una crisi generata dai partiti, mentre mettevano in ginocchio l’intero Paese, al contempo provavano anche a ripulirsi la coscienza con questa presa in giro”, scrive la candidata del Movimento 5 Stelle alla Presidenza del Lazio. Regione dove dal 1° gennaio non è più in vigore il contributo di solidarietà sui vitalizi degli ex consiglieri.

Lombardi punta il dito contro Nicola Zingaretti, evidenziando come non abbia voluto estendere questo contributo di solidarietà. “Se andremo al governo della Regione Lazio noi i vitalizi li taglieremo e i 100 milioni di euro li investiremo in sanità e in incentivi alle imprese. E sia chiaro, non cerchiamo alcun applauso, lo consideriamo un dovere, un gesto di equità a cui adempiamo con orgoglio”, aggiunge.

LEONARDI E IL MIRACOLO DEL GOVERNO GENTILONI

Marco Leonardi rivendica il “miracolo”, come definito da Giavazzi e Alesina, compiuto dal Governo Gentiloni per quel che riguarda gli interventi previdenziali in Legge di bilancio 2018. Ma specifica che più la compatibilità con l’equilibrio dei conti pubblici, per lui è importante l’aver “voluto fare una scelta di sinistra portando a compimento l’accordo tra governo e sindacati dell’anno scorso che al primo punto diceva: ‘nel rispetto del principio generale dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, riconosciamo che non tutte le occupazioni sono uguali’”. Sul suo profilo Facebook, il consigliere economico di palazzo Chigi, che ha seguito il confronto con i sindacati sulle pensioni, evidenzia che nell’accordo con Cisl e Uil ci sono tre importanti principi innovatori: l’esenzione dei lavori gravosi dall’aumento dei requisiti pensionistici; il nuovo sistema di adeguamento dei requisiti stessi all’aspettativa di vita; la creazione di un fondo per utilizzare gli eventuali risparmi di spesa nel 2019.

L’ALLARME DELLA CGIL SUI RINCARI PER I PENSIONATI

Con il pagamento delle pensioni di gennaio ci sarà chi si sarà ritrovato un aumento dovuto alla rivalutazione dell’assegno, dopo un periodo in cui l’importo è di fatto rimasto bloccato dalla deflazione o da un’inflazione troppo bassa. Tuttavia questi euro in più potrebbero non durare molto nelle tasche dei pensionati. Paolino Barbiero, Segretario Spi-Cgil Treviso, ha infatti evidenziato che gli aumenti delle pensioni sono nettamente inferiori agli aumenti di bollette e altre tariffe. Intervistato dal Tg Treviso di Rete Veneta News, il sindacalista non ha avuto remore nel definire vergognoso quel che sta succedendo, annunciando l’apertura di un confronto con i Comuni per cercare di calmierare almeno le imposte locali. 



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