Riforma pensioni 2018/ Rinvio di qualche mese per Quota 100 (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultime notizie. Rinvio di qualche mese per Quota 100. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali, con le scelte del Governo

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RINVIO DI QUALCHE MESE PER QUOTA 100

L’entrata in vigore della riforma delle pensioni con Quota 100 che il Governo intende varare potrebbe slittare di qualche mese. Secondo quanto riporta Repubblica, infatti, il Quirinale ritiene che la manovra debba “cambiare, soprattutto in uno dei suoi asset fondamentali: proprio la riforma del sistema pensionistico. Il grande pericolo per i conti pubblici è annidato lì. Lo pensano la Commissione, la Bce, Bankitalia. La quota 100 di oggi è destinata a far crescere la spesa previdenziale in maniera dirompente negli anni e di conseguenza il debito pubblico. Per Mattarella, e non solo per lui, la parte da correggere nella legge di stabilità interessa principalmente l’età pensionistica. La fatidica soglia dei 62 anni con 38 di contributi”. Il quotidiano romano spiega quindi che al ministero dell’Economia si sta lavorando per slittare anche a marzo l’avvio della riforma, in modo che costi di meno, senza che vengano toccato i requisiti indicati dall’esecutivo.

QUOTA 100 PENALIZZEREBBE LE DONNE

In attesa di capire meglio i contorni della proposta del Governo, che verrà inserita nella prossima manovra di bilancio e porterebbe, a detta dei promotori, a un parziale superamento della Legge Fornero, giungono importanti indicazioni su quali saranno le novità nel sistema previdenziale una volta che entrerà in vigore anche il sistema denominato Quota 100. Infatti, nel 2019 scatterà l’aumento dell’aspettativa di vita e quindi si andrà in pensione a 67 anni ma poi l’età sarà bloccata e non sono previsti all’orizzonte nuovi adeguamenti. Come segnala invece Il Sole 24 Ore in merito proprio alla Quota 100 spiega che si tratterebbe di una riforma dai forti “connotati maschili” dal momento che, secondo alcune statistiche rese note dall’Inps, sarà riservata a chi nel 2019 avrà 62 anni e 38 di contributi, ma dato che le donne raggiungerebbero il diritto alla pensione solo con il limite di età previsto (67 anni nel 2019) a causa di carriere poco continue, ecco che la percentuale di pensioni di anzianità anticipate vedrebbe goderne ben il 77% degli uomini, con 3,3 milioni di assegni per gli uomini e solo 1 milione per le donne. (agg. R. G. Flore)

OPZIONE DONNA, PROROGA AL 2021

Il Governo continua a lavorare alla riforma delle pensioni e secondo le ultime indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, Quota 100 non avrà alcun ricalcolo della parte retributiva e sembra che con una “pace contributiva” sarà possibile recuperare i versamenti non effettuati dal 1996 in poi. Secondo il quotidiano di Confindustria, inoltre, l’esecutivo sarebbe intenzionato a prorogare Opzione donna fino al 2021, anche se il requisito di anzianità contributiva minima potrebbe essere portato da 35 a 36-37 anni. Resterebbe comunque il ricalcolo contributivo pieno della pensione. Allo studio anche il blocco dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, quanto meno per quel che riguarda l’anzianità contributiva. Infine, sul tavolo c’è anche l’ipotesi di prorogare l’Ape social, che al suo interno ha tra l’altro una limitata Quota 41, che potrebbe quindi restare in vigore.

DAMIANO: ILLUSIONE SU QUOTA 100 E QUOTA 41

Cesare Damiano continua a essere critico sull’azione di Governo per quel che riguarda la riforma delle pensioni che dovrebbe essere inserita nella Legge di bilancio. “Illudere ancora che si possa fare contemporaneamente Quota 100 e 41 anni di contributi, avendo 7 miliardi a disposizione, è perlomeno illusorio e ingannevole”, dice infatti l’ex ministro del Lavoro. “Non rassicurano le parole di Tria circa le risorse messe a disposizione per le pensioni: il ministro dell’Economia, da una parte, parla di risorse ‘permanenti’, ma, dall’altra, conferma l’esigenza di vedere come ‘continuare, in quale forma e in quale misura’. Non a caso nel Def si definisce ‘temporanea’ la ridefinizione delle regole per il pensionamento. Permanente e temporaneo non sono esattamente la stessa cosa. È evidente che i conti continuano a non tornare”, evidenzia ancora Damiano.

“ELOGIO” DELLA FORNERO NEL DEF

Salvini vorrebbe una sorta di controllo costante, un “tiraggio” – ovvero un controllo semestrale o trimestrale – per verificare il numero di nuovi pensionamenti che effettivamente si innescheranno l’anno prossimo con l’introduzione della Quota 100 (circa 400mila): lo scontro però avvenuto, secondo un retroscena del Messaggero, durante il vertice di Palazzo Chigi di ieri sera con il Ministro Tria partirebbe dalla presenza nel Def di una sorta di “elogio” di alcuni effetti della Riforma Fornero. L’esatto opposto di quanto invece battaglia da tempo il vicepremier della Lega, che sull’abolizione della riforma pensionistica del Governo Monti ci ha costruito gran parte della campagna elettorale: eppure, a quanto riporta il Sole 24 ore, effettivamente nel Def vi sarebbe ricordato tutti gli effetti della stabilizzazione determinati dalle riforme varate dal 2004 (Maroni) in avanti. «Cumulativamente hanno prodotto una minore incidenza della spesa pensionistica sul Pil di oltre 60 punti percentuali fino al 2060. Circa 1/3 di quei risparmi sono dovuti alla sola riforma Fornero, già depotenziata dalle misure introdotte con la legge di bilancio 2017 (le nuove flessibilità tra cui l’Ape sociale, il cumulo gratuito, l’anticipo per gli usuranti e altro) e soprattutto dalle otto salvaguardie per i cosiddetti “esodati”», analizza il quotidiano economico. (agg. di Niccolò Magnani)

SALVINI RILANCIA PROGETTO PER DETASSARE PENSIONI AL SUD

Matteo Salvini, partecipando alla trasmissione Agorà in onda su Rai 3 ha parlato della riforma delle pensioni che il Governo intende approvare, spiegando che non può certo sapere se tutti quelli che ne avranno diritto decideranno o meno di andare in quiescenza. “L’importante è ridare speranza di vita a tanta gente. La cosa più importante è dare spazio di lavoro ai giovani, perché altrimenti scappano all’estero”, ha detto il vicepremier. Che ha aggiunto che non è stato abbandonato il progetto di detassare le pensioni in alcune regioni del Sud. Un progetto che era emerso durante l’estate e che mirava a replicare il modello portoghese nelle aree più svantaggiate del Paese. Allora vennero però anche evidenziate alcune criticità che potrebbero rendere difficile l’attuazione di tale disegno che non è chiaro se sarebbe o meno rivolti ai soli pensionati stranieri o anche a quelli italiani.

M5S VUOL TAGLIARE I VITALIZI REGIONALI

Michele Gubitosa, portavoce del Movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio alla Camera, annuncia che “dopo Camera e Senato taglieremo i vitalizi anche ai consiglieri regionali. E la modalità sarà piuttosto semplice: se le Regioni non aboliranno i vitalizi, la quota parte di soldi che spendono per i vitalizi non verrà più trasferita dallo Stato centrale. Tutti, anche i presidenti di Regione e consiglieri, devono capire che l’era di questi assurdi privilegi è definitivamente tramontata”. Il pentastellato ha ricordato che con l’abolizione dei vitalizi alla Camera e quella che verrà presto discussa dal Senato si potranno recuperare più di 200 milioni di euro, ma soprattutto si potrà ristabilire “un principio di giustizia sociale ed equità. Abbiamo detto basta a queste pensioni da nababbi che, paragonate alle somme da fame percepite finora dai nostri pensionati minimi (pensioni che alzeremo nella prossima legge di bilancio), sono vergognose”.

RIFORMA PENSIONI, QUOTA 100 NON CONVINCE LE IMPRESE

La Quota 100, che dovrebbe rappresentare la base della riforma delle pensioni che il Governo intende inserire nella Legge di bilancio, non convince il mondo imprenditoriale. Lo mette in evidenzia Il Sole 24 Ore, che è andato direttamente in diverse aziende del Paese, dal Nord al Sud, per raccogliere il loro parere. Un’impresa metalmeccanica di Vicenza segnala il rischio di perdere “personale competente e con esperienza che nuovi ingressi non riusciranno a coprire del tutto”. Un’azienda del settore farmaceutico di Milano, invece, sottolinea come sia difficile pensare a nuove assunzioni in questo periodo di incertezza, quindi sarebbe stato meglio, piuttosto che stanziare risorse per le pensioni, introdurre nuovi incentivi per le assunzioni dei giovani.

Anche a Napoli c’è la convinzione che “Quota 100 non è una misura che favorirà l’occupazione”. Il punto è che “i giovani formati in linea con le odierne esigenze produttive sono una rarità e quelli che ci sono ce li rubiamo”. Dunque per diverse imprese la Quota 100 sembra tradursi in una perdita di personale qualificato che difficilmente sarebbe sostituito. Concetto ribadito anche in provincia di Caserta: “Non è detto che i pensionati con Quota 100 vengano sostituiti con il turnover”, anche perché “le assunzioni dipendono dalle condizioni di mercato”. Il problema potrebbe essere sentito più al Nord che al Sud, se è vero come viene detto in questi giorni che sarebbero soprattutto i lavoratori delle imprese settentrionali a poter avere un’anzianità contributiva di almeno 38 anni, necessaria ad accedere alla pensione con Quota 100.

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