RIFORMA PENSIONI 2018/ Nel Def no Quota 41, no Opzione Donna, no esodati: il post di Rizzetto (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2018, ultime notizie. Nel Def no Quota 41, no Opzione donna, no esodati. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 5 ottobre

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NEL DEF NO QUOTA 41, NO OPZIONE DONNA, NO ESODATI

Un post di Walter Rizzetto cerca di far luce sul contenuto del Def rispetto al tema della riforma delle pensioni. Sulla sua pagina Facebook, il deputato di Fratelli d’Italia ha scritto: “Nota aggiornamento Def. Quota 100 con 62 anni di età e 38 anni di contributi. No Quota 41 #Q41. No Opzione Donna #opzionedonna. No salvaguardia definitiva #esodati. Ecco, tutto qui”. Parole che non vengono certo accolte bene né dai lavoratori precoci, né dalle italiane che vorrebbero una proroga di Opzione donna, né dagli esodati che ancora sono in attesa di una salvaguardia. Vedremo se qualcosa cambiare durante l’iter parlamentare di approvazione del Def. Certamente, come aveva già detto in passato, Rizzetto proverà a inserire queste misure che non sono previste nel Def. E proverà a farlo anche quando in discussione ci sarà la Legge di bilancio.

LE PAROLE SU APE SOCIAL E OPZIONE DONNA

Il Messaggero riporta alcune dichiarazioni di Claudio Durigon, che evidenzia i benefici che la riforma delle pensioni che il Governo intende varare avrà per le imprese, visto il turnover che potrebbe innescare nel mercato del lavoro. Il sottosegretario al Lavoro ha infatti ribadito che saranno circa 400.000 le persone che potranno andare in pensione e questo potrebbe alleggerire non poco i costi che le imprese devono sostenere. Le aziende avrebbero dei risparmi anche assumendo giovani, considerando che li pagherebbero meno dei lavoratori più anziani. Durigon, oltre a parlare di Quota 100 e del blocco dell’aspettativa di vita, ha detto che “l’Ape sociale sarà stabilizzata e anche la cosiddetta Opzione donna, che permette di uscire a 57 anni con il ricalcolo contributivo, resterà in vigore”. Resta da capire se questo “resterà in vigore” debba considerarsi o meno la promessa di una proroga di Opzione donna e nel caso fino a quando.

PENSIONI, SALVINI PUNTA SU QUOTA 41

Il vicepremier Matteo Salvini è tornato sul tema pensioni e in particolare sulla riforma della Fornero. Intervistato dal programma di Rete 4 “W l’Italia, oggi e domani”, ha dichiarato che il suo obiettivo sarebbe quello di portare i contributi necessari per andare in pensione a 41 anni. «Non mando in pensione tutti l’anno prossimo, diamo però una bella botta aiutando 400 mila italiani che potranno lasciare il lavoro, ma l’obiettivo finale è quota 41», al di là dell’età anagrafica. Il ministro dell’Interno, intervistato da Gerardo Greco su Rete4, ha poi specificato che «la somma della spesa tra l’abolizione della legge Fornero e il reddito di cittadinanza è di 16 miliardi» e che «la spesa per l’abolizione della Fornero crescerà, mentre il reddito di cittadinanza dovrebbe scendere». Il leader della Lega comunque annuncia che il governo è al lavoro su diversi temi: «Siamo solo all’inizio». (agg. di Silvana Palazzo)

QUOTA 100 IN VIGORE ENTRO FEBBRAIO

Ci pensa Massimo Garavaglia a spegnere ogni possibile delusione di quanti aspettano la riforma delle pensioni all’insegna di Quota 100. “Dispiace che esponenti degli alleati di Governo vadano in giro con tabelle non ufficiali e che sono mere simulazioni. Confermiamo che la quota 100 per le pensioni partirà al massimo entro il mese di febbraio, anche se faremo di tutto per renderla operativa già dal 1 gennaio 2019, e che prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno”, ha detto il viceministro dell’Economia. Parole, le sue, che suonano anche come un’accusa agli esponenti del Movimento 5 Stelle. Considerando che in mattinata Matteo Salvini aveva costretto i pentastellati a ribadire che per il reddito di cittadinanza saranno stanziati 10 miliardi, i rapporti tra gli alleati di governo non sembrano essere idilliaci.

LA PROPOSTA DI QUOTA 160

In una lettera inviata a Beppe Servegnini, riportata su Italians, il blog del giornalista sul sito del Corriere della Sera, Giorgio Soave, “vecchio ingegnere amante dei numeri”, critica la riforma delle pensioni all’insegna della Quota 100. “Mi spiego: secondo la quota 100 potrebbe andare in pensione un lavoratore di 60 anni con 40 di contributi, o 62 con 38 di contributi, etc. Ma io ricordo che si erano sempre calcolate le pensioni con la regola: 2 anni di contributi per 1 anno di età. Così per essere corretti si dovrebbe sommare agli anni di contributi il doppio dell’età”, scrive Soave. Che fa poi un esempio, “60×2+40=160. O 62×2+36=160. Con la quota 160, il lavoratore di 60 anni che non avesse raggiunto i contributi validi (esempio 60 anni con soli 37 di contributi) dovrebbe lavorare, e campare, ancora 1 anno prima di avere diritto alla pensione: 61×2+38=160. Non mi sembra un’aritmetica così difficile per le capacità dei nostri governanti”.

TAGLIO DEI VITALIZI AL SENATO PIÙ VICINO

Oltre a portare avanti il taglio delle pensioni d’oro, Lega e Movimento 5 Stelle sembrano compatti anche nel progetto di intervento sui vitalizi dei parlamentari, dopo aver varato la riforma delle pensioni in essere dei deputati. “Anche in Senato i lavori procedono spediti per l’abolizione dei vitalizi”, fanno sapere senatori della Lega Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, Paolo Arrigoni, questore del Senato, Tiziana Nisini e Paolo Tosato. Il Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama ha infatti adottato la delibera già approvata alla Camera come testo base per il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari. “La decisione è stata assunta con i voti della sola maggioranza”, evidenziano i senatori, spiegando che l’intenzione è quella di portare avanti il provvedimento con tempi rapidi. “Entro il 15 ottobre è stato fissato il termine per gli emendamenti e il giorno successivo il Consiglio di Presidenza sarà convocato per deliberare”, aggiungono.

QUOTA 100, QUANDO SARÀ IN VIGORE?

Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno preso parte alla conferenza stampa, insieme a Giuseppe Conte e Giovanni Tria, per presentare la nota di aggiornamento del Def. Come riporta Il Sole 24 Ore il reddito di cittadinanza dovrebbe partire ad aprile, mentre le pensioni di cittadinanza da gennaio, “insieme a Quota 100, con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contribuzione per anticipare l’uscita dal lavoro. Anche se resta l’ipotesi di un mini-slittamento nella nuova anzianità pensionistica di qualche mese”. Dunque non è ben chiaro quando entrerà in vigore la riforma delle pensioni del 2019. Il leader della Lega ha però spiegato che per la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza saranno stanziati in tutto 16 miliardi di euro. Perciò se ne saranno spesi 8 per il superamento della Fornero, ne resteranno altrettanti per il reddito di cittadinanza.

TAGLIO DELLE PENSIONI D’ORO PIÙ VICINO

I deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro esprimono soddisfazione sul fatto che “l’Aula abbia votato per la calendarizzazione urgente della nostra proposta sul taglio delle pensioni d’oro. Siamo convinti che sia assolutamente una priorità per questo Paese: si tratta di una vera ingiustizia mai sanata dai precedenti governi e che solo il Movimento 5 Stelle ha portato all’attenzione del dibattito politico, sin da quando è in Parlamento. Ora che siamo al Governo è arrivato il momento di porre fine a questi insensati privilegi”. Dunque i pentastellati, insieme alla riforma delle pensioni con Quota 100, portano avanti la loro proposta di intervenire sugli assegni più alti. “Questa è una misura di puro buon senso, un atto di civiltà: essere contrari a questo provvedimento significa non capire che è arrivato il momento di ristabilire un po’ di equità sociale in questo Paese”, aggiungono.

RIFORMA PENSIONI, LA PENALIZZAZIONE PER LE DONNE

Cristiana Rossello aveva già criticato questa estate la proposta di legge sulle pensioni d’oro targata Lega e Movimento 5 Stelle. Ora, in un nuovo intervento su Libero, ricorda che il taglio colpisce in modo particolare gli ex militari e le donne, “quelle categorie, cioè, che sono andate in pensione anticipatamente rispetto alle altre non per loro scelta ma per legge dello Stato”. È in particolare sugli effetti che si avranno per le pensionate che la deputata di Forza Italia incentra il suo intervento. “Il taglio, punitivo e contro le donne pensionate, è stato dichiarato con così tanta tracotanza e tale cattivo gusto da indurre alla ribellione contro questi toni arroganti e rivelatori di una inaccettabile incoltura”.

“Voglio ripetere che se a inizio agosto abbiamo scritto a Di Maio che ‘gli anziani sono un tabù’ oggi gli aggiungiamo ‘giù le mani dalle donne sempre, lavoratrici o pensionate’. I loro diritti e le loro chance sono inviolabili, forse neanch’esse sanno i tanti aspetti di tutela che meriterebbero, poiché le donne sono le eterne sacrificate dal mondo del lavoro, dai sistemi retributivi notoriamente più bassi a parità di impiego, dai vincoli alla carriera e dagli ostacoli e dalle violenze ben note in ogni sede e grado. Le donne (specie quelle anziane) hanno un credito maggiore”. Questi alcuni dei passaggi dell’intervento di Rossello, che conclude con una richiesta per il leader pentastellato: “Di Maio revochi dunque la cattiva legge che toglie a donne ed ex militari in pensione ed emani leggi buone e progredite per la crescita  e per il bene del Paese”.

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